(Acs) Perugia, 9 aprile 2018 - “La proposta di prevedere le impronte digitali per controllarne orari e movimenti dei dipendenti pubblici mi appare del tutto inopportuna e irrispettosa”. Lo scrive il consigliere regionale Claudio Ricci rispondendo all’annunciata mozione del consigliere Marco Squarta (FdI - https://goo.gl/C9RhMd).
“La mia lunga esperienza, nel settore privato e pubblico – commenta Ricci -, mi ha insegnato prudenza senza mai generalizzare. Nel pubblico, anche presso la Regione Umbria, ci sono professionalità di grande qualità, impegno e dedizione. Casi isolati, se esistono, come può accadere in ogni struttura anche privata, vanno segnalati e oggi le leggi consentono anche azioni molto incisive”.
Secondo Ricci, “pensare di mettere le impronte digitali, modello ‘carcerati’ e magari, in futuro, anche il ‘braccialetto’ ai dipendenti pubblici, mi appare contrario a ogni dignità e forma evoluta di gestione che oggi, invece, cerca di condividere per creare una squadra capace di raggiungere i migliori risultati possibili”.
Ricci assicura che da oggi, “anche al costo della impopolarità” si batterà “contro ogni populismo gratuito. Occorre cambiare – aggiunge -, ma con la capacità di fare e indicare proposte serie non demagogiche. Soprattutto – conclude - bisogna aver dimostrato, nelle precedenti esperienze, capacità di raggiungere gli obiettivi e conoscenza degli strumenti amministrativi”. RED/as