(Acs) Perugia, 1 giugno 2011 - “Mancano all’appello 600mila euro che la Regione deve ancora trasferire alle due Province di Perugia e Terni per procedere alla liquidazione dei finanziamenti assegnati alle associazioni di formazione professionale, a valere sul bando del 2008, per corsi già effettuati nel 2010”. Così il consigliere regionale Franco Zaffini (Fli) che ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per conoscere “i motivi della mancata erogazione delle risorse”.
“In particolare – specifica Zaffini – dei 600mila euro, circa 400mila sono fondi della Comunità europea, quindi nella immediata e piena disponibilità della Regione. Non si capisce, dunque, cosa ne ostacoli l’impiego, ritenuto peraltro l’alto valore sociale che svolgono questi corsi di formazione professionale, arginando il fenomeno della dispersione scolastica e consentendo a ragazzi che vivono condizioni familiari disagiate un rapido inserimento in un contesto lavorativo”. Nel suo atto ispettivo, Zaffini richiama dettagliatamente il procedimento con cui la Regione “nel 2008 ha deliberato di procedere al finanziamento dei percorsi formativi finalizzati all’assolvimento dell’obbligo d’istruzione (14-16 anni) e di quelli del cosiddetto diritto-dovere (16-18 anni), in attuazione del protocollo d’intesa siglato con il ministero della pubblica istruzione finalizzato a prevenire e contrastare l’abbandono scolastico”.
“Tali percorsi formativi – spiega ancora il consigliere di Futuro e libertà – si compongono di tre annualità, finanziate anno per anno e, nel caso specifico, le prime annualità sono state liquidate con fondi ministeriali (900mila euro) ed una parte di risorse regionali (400mila euro), mentre, per le seconde annualità, ad oggi, non sono stati ancora erogati i fondi già assegnati, lasciando, come è facile dedurre, le associazioni in condizioni critiche sia per il mantenimento del servizio offerto che per gli stipendi dei docenti, da mesi senza retribuzione”. Le preoccupazioni su cui Zaffini intende fare chiarezza riguardano, inoltre, il futuro dei percorsi di formazione professionale, “perché – dice – non c’è solo da procedere con il saldo delle annualità già concluse, ma occorre fare i conti con quelle avviate nell’anno in corso, per le quali la Regione non ha ancora trovato copertura finanziaria”. Un’ulteriore “criticità”, su cui il consigliere regionale punta il dito, riguarda “il bando per i corsi professionalizzanti del 2011-2012: in una delibera di Giunta (n. 56 del 24.01.11), infatti, l’Esecutivo stabilisce che verranno accolte esclusivamente le iscrizioni ai percorsi triennali di formazione professionale, realizzati negli istituti professionali di Stato, contrariamente a quanto disposto dalla Conferenza unificata Stato – Regioni, che prevede che tali corsi vengano effettuati dagli istituti professionali di Stato, in regime di sussidiarietà, solo in mancanza di un’offerta formativa alternativa, e non in regime coercitivo – coattivo come quello messo in atto dalla Giunta”.
“Con questo atteggiamento, francamente autolesionistico – chiosa Zaffini – l’Umbria rischia di disperdere professionalità capaci ed efficaci nel contrasto alla dispersione scolastica, proprio come nel caso degli istituti Don Bosco che hanno già dimostrato la propria utilità con i tanti giovani inseriti in ambito lavorativo. La Regione non solo non ha gestito o non ha voluto gestire le risorse in maniera coerente alla copertura finanziaria garantita ai corsi ammessi con il bando del 2008, ma oggi - rimarca l'esponente regionale di Fli - per non investire in istruzione, scarica, aggirando un preciso protocollo, la formazione professionale esclusivamente sugli istituti di Stato. Una mossa che non lascia presagire nulla di buono in vista della piena attuazione del federalismo fiscale e che manifesta – conclude - quanto questo Governo regionale sia inadempiente nei confronti dei propri cittadini, in particolare di quelli più giovani”. RED/as