FASCIA APPENNINICA: “PARLARE DI FUSIONE DEI COMUNI NON SIA UN TABÙ” - SMACCHI (PD) “DIBATTITO POTRÀ ESSERE PORTATORE DI NOVITÀ PER IL TERRITORIO”

Il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) parla della fusione dei Comuni, un “tema d'attualità che può portare novità per la Fascia appenninica”. Smacchi prenderà parte nel pomeriggio ad un convegno a Scheggia, organizzato dalla Cgil, dal titolo 'Comune unico: perdita di identità o nuova opportunità'. Per Smacchi, “aprire una discussione tra Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Fossato di Vico e Costacciaro non deve rappresentare un tabù”.

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04 Dic 2015 00:00

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(Acs) Perugia, 4 dicembre 2015 – “Un’iniziativa utile ad avviare un dibattito che potrà essere portatore di novità per il territorio”. Così il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) annunciando la sua partecipazione al convegno 'Comune unico: perdita di identità o nuova opportunità', organizzato per oggi pomeriggio a Scheggia dalla Cgil.

Per Smacchi, “Il tema della fusione dei comuni è quanto mai d’attualità. Basta vedere i dati: nel 2014, infatti, sono state 24 le fusioni di comuni già realizzate ed altre si concluderanno nel 2015. Un numero notevole, pari a tutte quelle realizzate dal 1930 al 2013. Nel 2015 invece sono sette le fusioni approvate da leggi regionali per 17 comuni soppressi. La normativa che regola questi processi è contenuta nel 'Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali', secondo cui è la Regione che può modificare le circoscrizioni territoriali, sentiti i cittadini. Eventuali fusioni portano anche vantaggi economici. Stato e Regioni – aggiunge - riservano premialità a chi conclude il percorso di fusione. I comuni nati in questo modo possono derogare al Patto di stabilità per 5 anni e per 10 anni ricevono il 20 per cento in più dei trasferimenti erariali ricevuti nel 2010”.

 “L’Umbria - ricorda Smacchi - ha visto il tentativo di fusione negli anni scorsi dei comuni di Fabro, Ficulle, Montegabbione, Monteleone di Orvieto e Parrano. Un esperimento naufragato al referendum confermativo, dove sono stati 2.184 i cittadini contrari, pari al 51,33 per cento. Ora si è avviato un nuovo dibattito che coinvolge Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria”. 

Secondo Smacchi, “aprire una discussione simile anche nei comuni di Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Fossato di Vico e Costacciaro non deve essere un tabù. Queste quattro comunità locali, che insieme sforano di poco gli ottomila abitanti, potrebbero trovare una dimensione che non svilisca le realtà coinvolte e che gli attribuisca la forza necessaria per assicurare servizi adeguati ai cittadini. Il compito della politica e delle istituzioni – commenta - sarà accompagnare questo processo, affinché i cittadini possano condividerlo, sentendosi pienamente coinvolti. Sarà importante spiegare tutti i vantaggi derivanti da tale percorso per evitare il prevalere di paure e campanilismi. La Regione, intanto – conclude -, si impegnerà a trovare ulteriori forme di incentivazione economica per sostenere i comuni che si avviano in questo processo”. RED/as
 

Ultimo aggiornamento: 04/12/2015