(Acs) Perugia, 26 ottobre 2016 - “Ciak, si gira! A beneficio del popolo-bue si è svolta ieri a Terni l’ennesima sceneggiata da parte di politica&affari. Presenti Unicredit, Edoardo Garrone (Erg), un pizzico di Università e Catiuscia Marini”. Così il capogruppo regionale del M5S, Andrea Liberati che commenta l'iniziativa organizzata ieri per presentare il focus dell'Osservatorio Aub sulle imprese familiari e spiega: “Si parlava di imprese familiari e tutti penserebbero alle Pmi, a quelle piccole e medie imprese che faticano per tirare avanti e che costituiscono la spina dorsale d’Italia. E invece la presidente della Regione Umbria lascia improvvisamente la seduta dell'Assemblea legislativa, a Perugia, per correre verso la Conca a omaggiare una holding italo-lussemburghese. Ed ha portato a modello – aggiunge - persone che, per decenni, hanno lucrato sull’oro nero e che ora, folgorate sulla via degli incentivi di Stato e grazie alle famigerate privatizzazioni all’italiana, comprano addirittura i diritti sui nostri fiumi, laghi e dighe, per farci infine la predica, descrivendo le meraviglie dell’impresa familiare e dello sviluppo sostenibile”.
Liberati aggiunge poi che “in quello stesso momento, a Perugia, i pochi consiglieri rimasti in Aula bocciavano una mozione M5S proprio sull’energia, svenduta a diversi concessionari per un piatto di lenticchie. In 15 anni – ricorda l'esponente pentastellato -, nella sola Umbria, abbiamo regalato loro qualcosa come almeno un miliardo e 500 milioni di euro grazie all'ipersfruttamento energetico, mentre nelle tasche degli umbri si accumula la lanetta. Questa – sottolinea - è dunque una rapina legalizzata, perpetrata da multinazionali che vanno a braccetto con banche e politica, holding che nessuno intende realmente controllare e tassare a beneficio della collettività”.
Il capogruppo regionale regionale del M5S si chiede poi “quanti servizi pubblici, quante opere, quante scuole, quante strade, quanto welfare, quanti ospedali si sarebbero potuti realizzare con quei denari. Unicredit – sostiene Liberati -, accorsa a benedire tanta giustizia sociale, ha detto la sua, segnalando che 'come banca internazionale' intende essere 'interlocutore privilegiato' delle aziende familiari: ma quali? È ovvio che un istituto di credito preferisca l’'interlocuzione privilegiata' con multinazionali che possano contare su sistematici bonus di Stato, pagati coi nostri soldi in bolletta, nella complicità di una classe politica declinante, eppure ancor estesamente complice, quando non serva. È noto come, se non sei una corporation, ma autentica impresa familiare Pmi, le banche ti riservino in genere tutt'altre attenzioni. Ieri a Terni – conclude Liberati - si è superato ampiamente il limite del ridicolo, ma un modello politico-economico tramonta anche così”. RED/