ECCIDIO 40 MARTIRI GUBBIO: “RICORDARE GLI INNOCENTI VIGLIACCAMENTE E BARBARAMENTE TRUCIDATI 67 ANNI FA” - NOTA DI GORACCI (PRC) SULLE CELEBRAZIONI SVOLTESI IERI

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Prc) ricorda con una nota il 67° anniversario dell'eccidio dei 40 martiri, avvenuto a Gubbio nel 1944. Mettendo in evidenza l'importanza della celebrazione, a cui ha preso parte ieri, Goracci sollecita anche un impegno politico contro il disegno di legge nazionale che equiparerebbe gli ex combattenti di Salò con i Partigiani e i soldati dell'esercito regolare.

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23 Giu 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 23 giugno 2011 - “Come sempre sentito, partecipe e commosso è stato il coinvolgimento dei cittadini, delle rappresentanze civili, militari e religiose e dei tanti bambini, bambine, ragazzi e ragazze presenti alle celebrazioni per l'eccidio dei 40 Martiri che si consumò a Gubbio nel 1944”. Lo rileva il consigliere regionale Orfeo Goracci (Prc – Fds), informando di aver partecipato alle cerimonia svoltasi ieri a Gubbio e sottolineando che “essere lì, esattamente nel luogo dove nelle prime ore di una mattina di 67 anni fa vennero vigliaccamente e barbaramente trucidati quaranta innocenti, ragazzi, giovani donne, madri e padri di famiglia, suscita ancora in noi sentimenti forti”.

Goracci aggiunge che “allo sdegno si aggiunge la consapevolezza che quel sopruso è stato un infame gesto di assoluta disumanità, un crimine verso l'umanità intera, insanabile né moralmente né storicamente. Il presidente delle Famiglie dei 40 Martiri, il sindaco di Gubbio, il presidente della Provincia di Perugia, il vescovo di Gubbio ed il sindaco di Marzabotto, nei loro interventi, evidentemente profondamente sentiti, per questo privi di qualsiasi retorica, hanno lucidamente attualizzato la commemorazione proponendo riflessioni di grande rilievo. Ricordare ciò che uomini sono stati in grado di fare su altri uomini – continua - serve a richiamare tutti noi a capire e superare gli egoismi che pervadono la nostra società e che si manifestano palesemente nei confronti degli inevitabili e fisiologici processi migratori rispetto ai quali non riusciamo ancora ad affermare e sostenere, culturalmente e socialmente, semplici politiche di accoglienza, prima, e di integrazione, poi, per costruire pacificamente e da subito le società del futuro che saranno obbligatoriamente multirazziali e multiculturali. Richiami pienamente condivisibili sono stati rivolti alle strategie dei governi che ancora pongono e praticano l'intervento armato, la guerra, come metodo di risoluzione delle controversie internazionali, rilanciando viceversa il metodo della mediazione politica e diplomatica cui fa riferimento la nostra Costituzione”.

Il consigliere regionale del Prc riporta anche che “è stata di nuovo affermata l'inaccettabilità del disegno di legge 1360/08, avviato alla discussione della Camera dei Deputati dalla Commissione Difesa. Nell'aprile del 2009, successivamente alle prese di posizione dei massimi livelli politici ed istituzionali italiani, ivi compresi autorevoli rappresentanti della destra erede del Movimento Sociale Italiano del repubblichino Almirante, lo stesso presidente del Consiglio Berlusconi dichiarò che il disegno di legge sarebbe stato ritirato. Approfittando dei primi caldi estivi e dell'attenzione tutta concentrata sulle beghe del governo, la Commissione ha licenziato la proposta di legge. Una legge che, ricordo, istituisce una onorificenza, Cavaliere dell' “Ordine del Tricolore” e che di fatto equipara gli ex repubblichini a quanti hanno militato negli eserciti regolari e, ancor più gravemente, ai partigiani che hanno lottato per la liberazione dell'Italia dal fascismo”.

Per l'esponente di Rifondazione comunista “millantando ipocritamente il principio di pacificazione, è evidente il tentativo di azzerare, con una operazione di bassissimo revisionismo storico, la storia, la cronaca che ha visto, a Gubbio come a Marzabotto ed in centinaia di paesi e città italiane, soldati della Repubblica di Salò, esercito che non è mai stato espressione dello Stato Italiano, collaborare con fascisti e nazisti ad individuare e scegliere le migliaia di vittime, di martiri innocenti uccisi nelle rappresaglie consumate durante la ritirata tedesca. Lo spirito di questa legge è contrario ai principi fondanti della Repubblica Italiana, della Costituzione e della democrazia affermatisi in Italia in seguito alla Resistenza e alla Liberazione del nostro Paese dal fascismo collaborazionista con l'esercito occupante nazista. E' per questo che ognuno di noi deve sentirsi impegnato, in ogni sede e con ogni mezzo, a far sì che questa legge non venga approvata dal Parlamento italiano”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 23/06/2011