“Dopo due precedenti servizi vergognosi della trasmissione televisiva ‘Fuori dal coro’ sui treni a gasolio e sull’acquisto degli autobus elettrici, un terzo servizio in cui si omettono le mie dichiarazioni”
Nota di Enrico Melasecche (Lega)
07 Ott 2026 12:13
4 minuti, 17 secondi
(Acs) Perugia, 7 ottobre 2026 -”La trasmissione televisiva “Fuori dal coro” di Rete 4 fa di norma servizi, urlati nella forma, non proprio urbana, ma nella sostanza in gran parte condivisibili, sulle cose che in Italia non vanno, dall’occupazione abusiva di appartamenti ad altri di vario interesse. Nel caso dell’Umbria, siamo al terzo caso in pochi anni, in cui, a senso unico, si fa emergere il contrario della verità facendo prevalere uno scandalismo fine a sé stesso”: lo afferma il capogruppo della Lega Umbria, Enrico Melasecche.
“Dopo due precedenti servizi vergognosi - secondo Melasecche - sui treni a gasolio della Ferrovia centrale umbra e sull’acquisto degli autobus elettrici da parte della Regione, un terzo servizio in cui si omettono, in mala fede, le mie dichiarazioni. Tutti e tre i servizi impostati contro il sottoscritto. Si diceva un tempo che tre indizi costituiscono una prova. Avendo la coscienza molto tranquilla io ne sorrido ma c’è chi si chiede di chi è la manina dietro questa sequela di montature ad hoc? La trasmissione di domenica 4 ottobre, palesemente diffamatoria, registrata a Perugia il 14 settembre scorso, sulla stessa logica delle prime due, ha omesso parti essenziali delle mie dichiarazioni, reo il sottoscritto soltanto di aver preteso prima le scuse per i due servizi precedenti, ma disponibilissimo poi a rispondere alle domande che, a rigore, andrebbero rivolte alla maggioranza di sinistra che governa oggi l’Umbria e non a chi cerca di fare egregiamente il proprio dovere dall’opposizione.
“Il primo servizio - spiega Melasecche - mi incolpava dell’utilizzo dei treni a gasolio sulla FCU che, come ampiamente noto, sono riuscito dopo cinquant’anni, con uno sforzo non comune, a sostituire con i ‘Minuetto’ abbandonati per anni alla stazione di Umbertide, vandalizzati e cannibalizzati da parte delle precedenti giunte di sinistra, mentre in quella trasmissione, peraltro con metodologie scorrette da parte degli intervistatori, apparivo come l’amministratore colpevole di averli introdotti, proprio mentre era in corso l’operazione rivoluzionaria non solo di rimettere in carreggiata l’intera linea da Terni a Perugia Sant’Anna a Sansepolcro, ma anche le stazioni con il parallelo progetto ‘Pinqua’, le infrastrutture tecnologiche con l’ERTMS e tutto il materiale rotabile. La seconda trasmissione riguardava l’acquisto da parte della società partecipata Umbria TPL e Mobilità, che ho rimesso in sesto dopo una voragine di debiti, oltre 50 milioni e di sprechi assurdi, con la FILT CGIL e il PD in Consiglio regionale che ostacolavano in tutti i modi l’indizione di una gara trasparente, peraltro obbligatoria per legge, volta a far risparmiare agli umbri decine di milioni sui trasporti, ancora fin troppo tecnologicamente arretrati e inquinanti che abbiamo ereditato da un passato fin troppo nebuloso e discutibile. Per la prima volta nella storia dell’Umbria sono riuscito a far acquistare gli autobus, per di più elettrici, non dai privati come voleva la FILT CGIL, ma dalla stessa nostra partecipata regionale proprio in vista del suo risanamento e funzionamento. Ma quel secondo servizio raccontava un’altra verità. Nessun contraddittorio, nessun chiarimento”.
Il terzo caso ha ancor più dell’incredibile. Per un'intera giornata la troupe di Rete 4 ha stazionato davanti alla sede di Palazzo Cesaroni cercando di ottenere dichiarazioni dai vari consiglieri che entravano. Nel primo pomeriggio all’interno del parcheggio di Piazza Partigiani, mentre correvo per un impegno a Terni, vengo letteralmente assalito da tre operatori, opportunamente indirizzati, con cui inizialmente intrattengo un rapporto giocato sull’ironia ma, precisando da subito, con assoluta fermezza, che avrei risposto a tutte le domande, solo a condizione che prima mi chiedessero scusa dei due precedenti servizi, che avevano distorto la verità dei fatti. Non c’è stata la minima di possibilità ad aprire un confronto intelligente, sereno e serio. L’obiettivo loro era solo e soltanto quello di demonizzare proprio chi il vitalizio non lo percepisce da sette anni e che, a differenza di quanto è stato dichiarato, se il buon Dio lo vorrà, non lo percepirà ‘a breve’ come affermato in mala fede dal servizio ma forse fra tre anni e tre mesi, peraltro dopo aver iniziato a versare 26 anni fa contributi previdenziali pesantissimi. Prepotenza, prevaricazione, intento diffamatorio chiarissimo. Io il mostro che si sottrae alla pubblica inquisizione? Mi viene solo da sorridere. Mi chiedo: esiste in Italia il diritto alla diffamazione sistematica, peraltro da una emittente nazionale, nei confronti di un eletto democraticamente solo perché chiede un confronto sereno e pacato sui problemi trattati? Credo invece nella civiltà della politica e del giornalismo, quello che va fino in fondo al cuore dei problemi, nei confronti di tutti gli esponenti, non solo di una sola parte politica. Non c’è stato nulla da fare. Per aver chiesto correttezza di informazione sono stato bollato come colui che si sottrae all’assalto scandalistico, persino fisico, di un giornalettismo ben lontano da quei valori costituzionali in cui credo e per cui combatto quotidianamente. Eppure di fatti da chiarire ve ne sarebbero, eccome, in Umbria. Dagli sprechi milionari di certe comunità montane, ai 50 milioni del fondo di Monteluce, alle condanne di Tribunale e Corte d’appello per i fatti di ‘sanitopoli’ di esponenti di primo piano del PD su cui l’informazione nazionale tace. Ma anche dei recentissimi 22 furti di cavi elettrici di 40 km della linea elettrica della FCU, alla stangata fiscale da 400 milioni, giustificata in modo ridicolo con le favole sulla Sanità. Rete 4 poi? Sono lontani i tempi in cui Silvio Berlusconi vergava di suo pugno la dedica di un suo libro, di cui mi fece omaggio, ringraziandomi con profonda stima del mio impegno politico. Questo è oggi il quadro. In attesa che lo faccia ‘Fuori dal coro’, pubblicherò parte del video tagliato. Sono disponibile senza alcun problema ad andare in trasmissione e parlare di tutte e tre le edizioni incriminate ma sto anche esaminando con i miei legali la possibilità di denunciare i responsabili di questa chiara diffamazione”. RED/PG
