(Acs) Perugia, 14 gennaio 2014 - “Capisco i sentimenti provati dalla città di Gubbio, ma non giustifico la polemica che si è voluta innescare a danno della città di Spoleto e della Regione Umbria”. Lo afferma il consigliere regionale del Partito democratico Giancarlo Cintioli, spiegando che “la produzione della serie tv 'Don Matteo', la Luxe Vide, nella edizione in corso, ha scelto autonomamente come ambientazione della fiction la città del Festival dei due Mondi grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto e dei presidenti della Confcommercio spoletina, Andrea Tattini e della Confspoleto, Tommaso Barbanera”.
Secondo Cintioli, pertanto, “non si può imputare alla Regione Umbria o al Comune di Spoleto alcuna scorrettezza o sgarbo istituzionale nei confronti dell’Eugubino come alcuni interventi di esponenti politici dei giorni scorsi vorrebbero far credere. Bene ha fatto, inoltre, la Regione a cogliere le opportunità offerte dalla fiction per promuovere l’intero territorio regionale attraverso spot promozionali visti da milioni di telespettatori. Oltre a ciò - evidenzia Giancarlo Cintioli - nel rapporto costi/benefici le risorse economiche investite per la promozione dell’intero territorio dell’Umbria sono pienamente giustificate dai dati registrati nell’ascolto delle prime puntate, che confermano la giustezza e l’efficacia della formula scelta per gli spot promozionali. Mi auguro – conclude il consigliere regionale – che questa sterile guerra dei campanili volga presto al termine e, serenamente, senza demagogia, si possano rinsaldare e consolidare i legami istituzionali tra le varie realtà territoriali coinvolte. D'altra parte non si ricordano secessioni dei territori quando, alla guida di uno spoletino, la Regione Umbria scelse come proprio simbolo i Ceri di Gubbio”. RED/mp