(Acs) Perugia, 25 febbraio 2011 – “La confinante Regione Marche, partner indispensabile per la costituzione di un Distretto rurale ed agroalimentare di qualità a dimensione interregionale, sta completando l'iter legislativo ed è imminente l'approvazione della legge di recepimento. Ma da noi, in Umbria, nulla sembra muoversi e non è stata ancora discussa la mia mozione riguardante proprio la costituzione del distretto Umbria -Marche che dovrebbe coinvolgere 11 comuni delle due regioni e una Comunanza agraria della fascia appenninica”.
A sollevare il problema è Orfeo Goracci, consigliere regionale di Prc-Fds e vicepresidente dell'Assemblea di Palazzo Cesaroni. Lo fa ricordando di aver riproposto il problema dei distretti rurali di recente, in sede di discussione del Dap e di essere, da mesi, in attesa di segnali positivi da parte della presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini e dell'assessore all'agricoltura Fernanda Cecchini.
Dopo aver ribadito che “i Distretti rurali possoano essere un'utile iniziativa, anche in rapporto alle difficoltà del tessuto produttivo di quell'area umbro-marchigiana manifestatesi ormai da anni senza che si intravvedano concrete possibilità di risoluzione”, Goracci sollecita, “da parte della presidente Marini o dell'assessore Cecchini una manifestazione di volontà della Giunta di procedere nel percorso legislativo finalizzato al riconoscimento ed alla istituzione dei Distretti rurali, anche i Umbria”.
Se dovesse perdurare il silenzio sull'argomento, a Goracci afferma che procederà ad avanzare una proposta di legge “che consenta alle nostre realtà territoriali già strutturate in tal senso di istituire Distretti rurali e sfruttare le potenzialità e possibilità che queste forme di aggregazione sociale, culturale ed economica possono mettere a disposizioni delle comunità interessate”.
Per altre vicende - ammonisce in ultimo l'esponente di Prc -, “ho avuto modo di esprimere apprezzamento per la capacità della Presidente Marini di tenere, con grande serietà e responsabilità, coesa la maggioranza, nonostante furbate ed iniziative legislative individuali non sottoposte al preventivo e necessario confronto politico, con l'esito di produrre contrasti e spaccature addirittura all'interno degli stessi partiti di appartenenza”. GC/gc