(Acs) Perugia, 27 gennaio 2011 - “Il cosiddetto ‘valzer delle poltrone’ dei dirigenti regionali che da tempo animava l'Esecutivo di Palazzo Donini, sembra aver imboccato la strada maestra che dovrebbe condurre, almeno sulla carta, ad una razionalizzazione della macchina regionale e, a rigor di logica, ad un maggior risparmio per l'intera struttura”. Così il consigliere regionale Massimo Monni (Pdl) che interviene sul riassetto della struttura dirigenziale della Regione “approvato dalla Giunta Marini, che ha ridotto da 7 a 3 i direttori regionali, con un nuovo modello organizzativo dell'amministrazione regionale che prevede l'avanzamento di un dirigente, la conferma di un direttore e la nuova nomina di un terzo alla direzione della sanità”.
Secondo Monni è “auspicabile che la riforma dei direttori generali attuata dalla Giunta Marini, che prevede la sostituzione dei sette direttori nominati a suo tempo dalla Giunta Lorenzetti, sia stata anche l’occasione per valutare attentamente l'operato ed i risultati ottenuti di chi era stato nominato soprattutto in base a una logica forse poco manageriale e dettata da altri criteri. La bocciatura e la retrocessione di tali direttori al ruolo di coordinatori delle 5 aree previste – aggiunge - è sicuramente la conferma della fallimentare gestione della macchina regionale negli ultimi anni”. L’esponente del Pdl cita quindi “a titolo di esempio, la retrocessione del direttore generale allo sviluppo economico e attività produttive: una palese conferma dell'esistenza dell'ormai noto ‘tesoretto’ e della cattiva gestione dei fondi nazionali ed europei destinati allo sviluppo economico e alla valorizzazione dei territori, non completamente utilizzati dalla Regione e accantonati nei meandri della burocrazia”. Monni precisa poi di attendere una “valutazione globale su quanto la Regione risparmierà da questa revisione della struttura apicale” prima di esprimere un parere su quanto messo in atto dalla Presidente Marini.
“Cifre alla mano – spiega - si vedrà allora se la storia economica umbra potrà contare su una gestione del denaro pubblico maggiormente rigorosa e virtuosa che garantisca efficacia, trasparenza e rispetto dei tempi e delle regole. Auspico – conclude il consigliere Monni - che le risorse umane che andranno a coprire il ruolo di coordinatori delle 5 aree previste, non vengano ‘ripescate’ tra i direttori congedati per aver raggiunto i limiti d'età: sarebbe una mortificazione per tutte le risorse umbre”. RED/tb