(Acs) Perugia, 17 novembre 2010 - “Auspico che l'Amministrazione comunale di Perugia voglia tener conto delle indicazioni dei vari comitati delle scuole relativamente al Piano di Dimensionamento, di cui la stampa locale sta dando notizia in questi giorni”. Così il capogruppo regionale dell’Udc, Sandra Monacelli, che sottolinea come queste “realtà partecipative” siano nate “grazie alla forza di volontà e alla determinazione di genitori ed insegnanti, che si sono mobilitati spontaneamente, da subito con grande vigore e motivazione, perché le scelte riguardanti la propria scuola non venissero fatte senza ascoltare la voce di chi quelle realtà scolastiche le vive, nella loro quotidianità e ne conosce le origini e il cammino da cui provengono”.
A giudizio dell’esponente dell’Udc la “classe politica” ha il dovere di “recepire idee e soluzioni alternative, provenienti dalla cittadinanza stessa, tanto più quando queste sono orientate dal buon senso e promosse da un impegno forte”.
Sarebbe illogico, secondo Monacelli che, “fermo restando la convalida nel suo complesso del piano di dimensionamento elaborato, non vengano adottate nel contempo quelle rettifiche che sono frutto di un momento partecipativo più approfondito ed in assoluta coerenza con i criteri guida indicati nella stessa delibera ‘393/2010’, in particolare quello della territorialità; della qualità sotto il profilo didattico-educativo, e quello della continuità didattica”.
Il capogruppo regionale dell’Udc ricorda inoltre che alcuni Circoli didattici “hanno assunto e consolidato, nel tempo, una significativa identità di carattere culturale, pedagogico-didattico e progettuale, determinando un’azione sinergica tra le varie scuole che ha favorito l’arricchimento reciproco. Dando corso – spiega - al realizzarsi di un’attività educativo-didattica molto apprezzata dai genitori, come dimostrano l’attuazione di progetti qualificati e la crescita esponenziale di iscrizioni. Gli insegnanti ed i genitori – aggiunge - chiedono quindi di tener conto della qualità del lavoro svolto e di tutelare e valorizzare l’equilibrio al momento raggiunto, altrimenti si corre il rischio reale per gli alunni che si realizzi la discontinuità didattica. I genitori, infatti, hanno compiuto la scelta di una scuola più per la qualità dei percorsi educativo-didattici che si realizzano nella stessa, che per la collocazione territoriale, aderendo ad un Piano dell’Offerta Formativa che, configurandosi come un contratto tra scuola e famiglia, deve essere onorato fino in fondo”.
Monacelli esprime, infine, l'auspicio che, “recuperando in extremis il coinvolgimento dei genitori nel processo decisionale, venga accolto quel patrimonio conoscitivo indispensabile per prendere decisioni che siano il più possibile ponderate rispetto alle diverse realtà del territorio ed alle esigenze dei cittadini”. RED/