DAP 2012-2014 (3): DOCUMENTO ANNUALE DI PROGRAMMAZIONE. CONCLUSO IL DIBATTITO – GLI INTERVENTI

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24 Feb 2012 00:00

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(Acs) Perugia, 24 febbraio 2012 – Concluso il dibattito sul Dap 2012-2014. Gli interventi di Dottorini (Idv), Buconi (Psi), Smacchi (PD) e della presidente Marini.

 

OLIVIERO DOTTORINI (IdV): “BENE IL DAP SU RIFORME, GREEN ECONOMY E RIASSETTO WELFARE. MANCA IL PACCHETTO DI SCOPO PER IL SOCIALE, SCELTE CHE NON POTREMO RINVIARE ANCORA A LUNGO - Il Dap che oggi discutiamo è, nella sua impostazione di fondo, migliore di quello che abbiamo approvato l’anno passato ed è sostanzialmente condivisibile. Non nasconde gli elementi di criticità che Idv da sempre sottolinea in merito all’assetto sociale e produttivo dell’Umbria. Da sempre sosteniamo che la green economy, le fonti rinnovabili, l’agricoltura biologica e di qualità, il sostegno alle produzioni tipiche e locali attraverso progetti di filiera corta, l’artigianato di qualità, un turismo basato sui punti di forza della nostra regione - l’unicità dei paesaggi, la bellezza dei centri storici, la qualità della cultura e delle tradizioni - sono tutti fattori capaci di dare all’Umbria quello di cui ha realmente bisogno: un nuovo modello che prevede un futuro sostenibile e d’avanguardia che, puntando sulla ricerca, l’innovazione, sulle peculiarità imprenditoriali umbre e sulla vocazione del suo territorio, persegua la sostenibilità ambientale ed economica dello sviluppo e la valorizzazione della qualità della vita sociale. Oggi diamo atto alla Giunta che questi temi nel Dap ci sono e sembrano divenire capisaldi dell’azione di governo. In generale, concordiamo in pieno nell’individuazione dei tre assi principali sui quali concentrare le azioni strategiche: complessiva riforma istituzionale, rilancio della competitività incentrato sulla green economy e riassetto del sistema di welfare regionale. Crediamo che questi siano gli elementi chiave sui quali la Regione può operare affinché siano attivate tutte le misure possibili a fronteggiare la crisi e ad arrestare il precipitare del sistema Umbria verso una recessione dagli esiti disastrosi. Per quanto riguarda il primo aspetto, gli importanti provvedimenti sulla semplificazione amministrativa e sulla riforma endoregionale vanno nella giusta direzione, sulla quale proseguire con ancora maggior coraggio, attuando quanto previsto nei provvedimenti già approvati, dalla legge per la soppressione degli Ati al riordino dei Consorzi di bonifica, al riassetto delle agenzie regionali. In particolare, sarà importante giungere nel corso del 2012 all’approvazione della legge regionale per il trasferimento delle funzioni esercitate dalle Province a favore dei comuni o della Regione stessa. Pienamente condivisibile, abbiamo detto, è l’individuazione della green economy come motore principale e trasversale della ripresa economica. Sul tema del sistema sanitario e di welfare emergono le principali preoccupazioni. Crediamo che sia possibile immaginare un nuovo assetto che preveda non più di 2 Asl - forse ne basterebbe addirittura una sola regionale - e che sarebbe opportuno puntare da subito all’obiettivo, magari da raggiungere gradualmente, dell’Azienda ospedaliera unica integrata. E' inoltre necessario ridisegnare le relazioni tra le Aziende ospedaliere, i Dipartimenti di emergenza e accettazione (Dea) e gli ospedali di territorio, al fine di definire con maggior chiarezza gli ambiti di intervento ed evitare casi di duplicazione di strutture e funzioni o eccessivo accentramento di servizi. E' giunto il momento di togliere i sostegni che reggono i centri di potere che in alcune Asl si sono creati negli anni.

Accanto al sistema sanitario, sono le politiche di welfare che pagano il prezzo più alto alle difficoltà finanziarie del paese. Noi a questo proposito avevamo avanzato una proposta seria che avrebbe consentito di dare una connotazione politica chiara al Documento che stiamo discutendo. Togliere qualcosa ai più facoltosi per darlo agli ultimi: a chi si trova a fare i conti con un bambino in difficoltà, a chi deve accudire persone anziane o non autosufficienti. E’ noto che noi avevamo proposto un Pacchetto di scopo per il Sociale che prevedeva un aumento selettivo dell’Irpef sui redditi superiori ad 80mila euro. Inoltre il raddoppio dei canoni di concessione per il prelievo e imbottigliamento delle acque minerali e per le attività estrattive che notoriamente rappresentano un costo irrisorio per le aziende che sfruttano questo importante patrimonio pubblico a fini commerciali. Crediamo che non potremo allontanare ancora a lungo scelte che vadano in questa direzione.

Le integrazioni che proponiamo, sono le seguenti: prima di tutto, riprendendo il discorso precedente sulle difficoltà del sistema del welfare regionale ed in considerazione dell’importante ruolo che in Umbria ha da sempre svolto il privato sociale, riteniamo opportuno prevedere misure che possano supportare ed incentivare i soggetti della cooperazione sociale, in particolare riconoscendo il ruolo fondamentale che le cooperative sociali di tipo B svolgono nel fornire soluzioni in termini occupazionali anche a favore di soggetti svantaggiati, altrimenti esclusi dal mercato del lavoro e che graverebbero sulle già scarse risorse disponibili per attività assistenziali. Inoltre, ci aspettiamo uno sforzo per proseguire nell’impegno per la riduzione al massimo dei costi e del numero dei ruoli apicali delle società partecipate, delle Agenzie regionali, dei Comitati, così come per la riduzione delle consulenze e collaborazioni esterne.

Un discorso a parte merita il tema delle politiche sulle infrastrutture, punto questo molto controverso e sul quale si stenta a scorgere un disegno complessivo logico e funzionale alle esigenze della nostra regione. In primo luogo permangono grosse criticità in merito al trasporto ferroviario e pertanto riteniamo necessario ribadire un giudizio pesantemente negativo sulla politica di Trenitalia in Umbria, che relega all'abbandono il trasporto ferroviario e blocca gli investimenti previsti e ogni innovazione e adeguamento di progetti, come quello della tratta Fossato-Foligno, diventati vecchi e obsoleti. Inoltre, il documento si espone sulla decisione di trasformare la E45 in autostrada. Data l’imponente esigenza di finanziamento, sia pubblico che privato, l’indecisione del governo, la caratura del proponete il project-financing, la diatriba sul pedaggiamento e i tempi di realizzazione dell'opera che, se rimangono quelli previsti, rischiano di azzerare il funzionamento effettivo della E45 per tre lustri, sarebbe stato prudente non esporsi così su questo argomento. Esistono soluzioni altrettanto efficaci e molto meno costose, come la messa in sicurezza sulla base degli standard europei. Allo stesso modo, sulla E78 parlare di project-financing vuol dire fare una scommessa su un volume di traffico inesistente. Senza contare la nostra nota valutazione negativa in merito all’individuazione del tracciato, fortemente condizionato dall’impropria collocazione della Piastra logistica di Città di Castello.

 

MASSIMO BUCONI (Psi): “FAVOREVOLI A UN DOCUMENTO CHE NON E’ ESAUSTIVO MA POSSIEDE UNA RINNOVATA DETERMINAZIONE AD ANDARE AVANTI NELLA LINEA DI GOVERNO PER L’UMBRIA - Condividendo l’impostazione di un documento che parte dalla consapevolezza che c’è un arretramento del Pil e che bisognava trovare il modo di far fronte alla minore disponibilità di risorse senza che questo comportasse uno scadimento dei servizi per i cittadini, apprezziamo il lavoro fatto ed evidenziamo alcune peculiarità: innanzitutto la connotazione di interregionalità, laddove la Regione vuole discutere con le Regioni confinanti non solo dove è ovvio che sia così, ovvero sulle infrastrutture, ma su sistema sanitario e servizi, ricerca e istruzione, penso alle Università, per mettere in comune i vari punti di eccellenza e superare il gap relativo alla minor disponibilità di risorse. Bene quindi anche la semplificazione del quadro istituzionale, a partire dalle aziende sanitarie. Altro punto qualificante del documento è l’invarianza fiscale: non fa notizia, non attira l’attenzione dei cittadini, ma in questi tempi di tagli draconiani alla spesa, mantenere l’invarianza fiscale risulta essere una scelta di campo precisa, che evidenzia ancora una volta i principi sui quali si è organizzata la vita sociale, culturale ed economica di questa regione. E poi il contenimento delle spese di funzionamento e della spesa corrente, con 4 milioni di euro in meno per ciascuna di queste due voci: è il segno tangibile che si sta rendendo più snella questa regione, perché proprio su questi dati si basano i giudizi e le considerazioni sulla effettiva diminuzione dei costi di una istituzione. Altrettanto importante il ripensamento del sistema del Welfare, improntato a garantire che ci sia ancora. Dimostriamo di non abbandonare i cittadini con riforme coraggiose che mettano al centro proprio i bisogni dei cittadini. Quindi, riformare per mantenere le strutture e porsi come obiettivo le necessità del cittadino. Sosterremo con forza che nel 2012 si debba completare la riforma istituzionale dell’Umbria. Mi auguro inoltre che si possa recuperare lo strappo politico avvenuto nei giorni scorsi, nel recupero di un’azione corale che ci permetta di camminare più spediti. Annuncio quindi il voto favorevole al Dap che certamente non è un documento esaustivo, ma denota una rinnovata determinazione ad andare avanti con coerenza nella linea di governo per l’Umbria”.

 

ANDREA SMACCHI (Pd) “BASTA TATTICISMI DELL'IDV; IN MOMENTI COME QUESTO BISOGNA ASSUMERSI LE RESPONSABILITÀ” - Sarebbesbagliato non contestualizzare questo Dap rispetto a questi agli ultimi due anni ed a questi due ultimi giorni. Gli elettori ci giudicheranno anche sui comportamenti singoli e sull'operato complessivo. Mi riferisco a certi comportamenti di Italia dei Valori. La misura è colma. Nessuno può mettere in discussione il Pd e il suo ruolo di responsabilità. Osservo ad esempio che ci sono commissioni consiliari come la prima che hanno più importanza di altre, e penso anche che chi oggi è assente si assume una evidente responsabilità. Perché è proprio in momenti come questo che bisogna dimostrarsi responsabili. Al consigliere Dottorini dico invece, basta tatticismi, la vera sfida che ci dobbiamo porre è attuare con velocità e concretezza il programma. Dimostriamo nei fatti e tutti insieme che c'è voglia di correre con le riforme che servono. Invece in questi due anni abbiamo avuto rallentamenti non giustificabili. Ma sono convinto che gli umbri hanno capito bene. In ultimo dico che “se gli addebiti di Gubbio verranno accertati, qualcuno dovrà chiedere scusa alla comunità umbra ed a quella eugubina in particolare”.

 

CATIUSCIA MARINI (presidente Giunta): “CI ATTENDONO TEMPI DIFFICILI E IMPORTANTI RIFORME. GIUNTA E CONSIGLIO, MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE DEVONO LAVORARE INSIEME - È necessario ripristinare quanto prima la piena funzionalità dell'organo consiliare. Auspico il ripristino di un normale dialogo tra i gruppi di maggioranza e di opposizione, dato che il ruolo di entrambi è indispensabile al funzionamento all'Assemblea. Spero che nei prossimi giorni si possa svolgere un nuovo voto sull'Ufficio di presidenza, garantendo il funzionamento del Consiglio e delle Commissioni consiliari. Per fare questo serve la disponibilità di tutti.

Questo Dap deve coniugare il rigore finanziario, dovuto e necessario, con l'equità, la tenuta della coesione sociale e le misure di crescita per un nuovo modello di sviluppo che permetta di uscire dalla crisi. Nel 2012 saremo chiamati ad affrontare la riforma istituzionale delle Province, che il governo sta mettendo a punto. Dopo la riforma delle Comunità montane questa sarà una delle principali riforme di scala regionale che dovremo affrontare. Sarà necessario costruire un provvedimento basato sul dialogo con le forze economiche e sociali e tra le componenti dell'Assemblea regionale. I provvedimenti come la riforma delle Province dipenderanno dal protagonismo del Consiglio regionale altre invece si ancoreranno su provvedimenti di governo della Giunta.

Abbiamo affrontato, dall'inizio della legislatura, la riduzione delle Agenzie, per razionalizzare i costi ed anche il funzionamento di certi servizi. Ora il Dap mette al centro la legge sul trasporto pubblico locale, la riforma del sistema sanitario regionale per recuperare 25 milioni di euro attraverso la razionalizzazione delle spese, il superamento di Umbria sanità, l'ottimizzazione della logistica, l'applicazione dello spending review, la riduzione dei costi del personale, la valorizzazione del patrimonio sanitario e regionale disponibile. Altri provvedimenti riguarderanno la sanità: la riduzione dei distretti sanitari e la regolamentazione dei rapporti con l'Università. Le riforme in materia di sanità si rendono necessarie non certo per una cattiva gestione dato che chiuderemo i bilanci in equilibrio senza rinunciare alla programmazione degli investimenti.

Per quanto riguarda gli Ambiti territoriali verranno attivati processi per incentivare e favorire il riordino delle società di gestione, che spetterà però alle amministrazioni comunali. Infine verrà superata l'Azienda di promozione turistica ridefinendo l'Agenzia per la promozione e lo sviluppo.

L'evocata “Regione leggera” verrà concretamente perseguita con provvedimenti chiari e concreti, alcuni dei quali sono già stati adottati: riduzione delle spese di funzionamento dell'Ente (da 16 a 11,5 milioni); riduzione delle spese per il personale, già sotto la media nazionale (meno 8 milioni di euro).

L'Umbria è tra le poche regioni italiane a poter utilizzare fondi europei Fas, per le infrastrutture e le politiche di sostegno alle imprese. Dovremo iniziare a costruire gli strumenti della programmazione adatti alla nuova programmazione post 2013. Sulle politiche settoriali dobbiamo aver presente che le direttrici che abbiamo scelto sono quelle in cui concretizziamo gli obiettivi più significativi: le politiche industriali (risultati positivi per le imprese del settore energetico, per l'efficentamento energetico dei settori produttivi..), le politiche per il credito (tramite la finanziaria regionale e il sostegno ai confidi), il rafforzamento della filiera Tac (Turismo ambiente cultura) con risultati particolarmente significativi in termini percentuali e assoluti.

Si sta facendo un lavoro fondamentale sulle grandi criticità connesse alla crisi economica: come sul futuro del polo chimico ternano (che la Regione e gli enti locali hanno insistito per la riconversione verso la chimica verde); sulla vertenza Merloni (Umbria e Marche hanno stilato un accordo di programma che permette di fare operazioni in un territorio particolarmente in difficoltà investendo – la Regione Umbria - 8 milioni di euro).

Il Dap 2011 si è tradotto in una serie di provvedimenti di governo che hanno ottenuto risultati concreti. Per gli incentivi sulle assunzioni attraverso riduzioni dell'Irap abbiamo chiesto al Governo nazionale di poter sfruttare quelle risorse. Il bando per la stabilizzazione dei lavoratori precari (che viene utilizzata da imprese dinamiche che investono su se stesse).

L'Umbria non potrà recuperare risorse dai tagli al welfare. Il fondo per la non autosufficienza non verrà ridotto. Il regolamento sulle famiglie vulnerabili (è anche il caso  caso delle persone vedove, non c'è quindi materia per polemiche ideologiche) ha permesso mille interventi oltre alle risorse che hanno permesso ai Comuni (di centrodestra e centrosinistra) di non arretrare sulla rete delle protezione sociale. L'inclusione e la coesione sociale non dovrà essere messa in discussione. Non serve soltanto una politica del rigore – che comprime gli investimenti – serve anche un nuovo protagonismo della politica economica e della politica pubblica”. TB/AS/PG/GC/MP

Ultimo aggiornamento: 24/02/2012