"Dal Sumai l’ennesima smentita alla narrazione della sinistra. Le liste d’attesa non sono colpa dei medici"
Nota dei consiglieri di opposizione Matteo Giambartolomei (FdI) e Andrea Romizi (FI)
18 Feb 2026 13:00
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(Acs) Perugia, 18 febbraio 2026 - “La lettera degli specialisti ambulatoriali del Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana (Sumai) è una denuncia durissima che smonta definitivamente la propaganda della sinistra umbra: le liste d’attesa non dipendono dai medici ma da scelte organizzative e politiche sbagliate”. Lo dichiarano i consiglieri regionali Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia) e Andrea Romizi (Forza Italia), intervenendo dopo la presa di posizione del sindacato degli specialisti ambulatoriali rivolta alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.
“Quando i professionisti parlano di ‘pazienza finita’, di diritti calpestati, di una sanità ossessionata dalla prestazione in più e non dalla presa in carico del paziente – proseguono – siamo davanti al fallimento di un modello. Altro che sanità pubblica equa e giusta: qui si scaricano le responsabilità su chi ogni giorno lavora nei poliambulatori. La denuncia sul tempo della visita considerato un ostacolo è gravissima: significa trasformare la medicina territoriale in una catena di montaggio, dove conta il numero e non la qualità della cura”.
“Da mesi – sottolineano Giambartolomei e Romizi – diciamo che il problema delle liste d’attesa è strutturale e riguarda l’organizzazione del sistema, non certo i professionisti. Oggi lo afferma nero su bianco il Sumai, parlando di corto circuito ideologico e finanziario. È la conferma che la Regione ha perso il contatto con la realtà. La sinistra continua a difendere un modello che mette sotto pressione il personale sanitario, mortifica il territorio ed è incapace di dare risposte ai cittadini. Prima si è raccontato che bastava aumentare le prestazioni per azzerare le liste d’attesa, ora scopriamo che per farlo si comprimono i tempi di visita. Fratelli d’Italia e Forza Italia - concludono i consiglieri di opposizione – sono dalla parte dei medici che chiedono di lavorare bene e dei cittadini che hanno diritto a essere curati con tempi adeguati. La propaganda non riduce le liste d’attesa: servono programmazione, investimenti e rispetto per la sanità territoriale”. RED/mp
