CULTURA: PRESENTATO A PALAZZO CESARONI lL VOLUME “FERDINANDO CESARONI. LA STRATEGIA DEL RAGNO: VICENDE E OPERE IN UMBRIA”

Vuol essere un atto di omaggio ad un protagonista del suo tempo, ma anche un contributo alla ricomposizione di alcune vicende della storia dell'Umbria a cavallo tra fine '800 e primi del '900, il libro “Ferdinando Cesaroni. La strategia del ragno: vicende e opere in Umbria” che è stato presentato oggi a Perugia, nella Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni, sede dell'Assemblea legislativa regionale. Dopo i saluti della presidente dell'Assemblea legislativa, Donatella Porzi e dell'assessore alla cultura del Comune di Perugia, Maria Teresa Severini, contenuti del libro sono stati illustrati dal curatore dell'edizione Luciano Giacchè, dal Soprintendente archivistico e bibliografico dell’Umbria e delle Marche, Mario Squadroni e da Erminia Irace, docente di Storia moderna all'Università di Perugia. Hanno preso parte all'evento alcuni discendenti, pronipoti di Ferdinando Cesaroni: Alberto e Federico Cesaroni Venanzi, Ferdinando  Bellier, Anna Polidori.

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08 Lug 2016 19:15

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(Acs) Perugia, 8 luglio 2016 - Vuol essere un atto di omaggio ad un protagonista del suo tempo, ma anche un contributo alla ricomposizione di alcune vicende della storia dell'Umbria a cavallo tra fine '800 e primi del '900, il libro “Ferdinando Cesaroni. La strategia del ragno: vicende e opere in Umbria” che è stato presentato oggi a Perugia, nella Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni, sede dell'Assemblea legislativa regionale. Dopo i saluti della presidente dell'Assemblea legislativa, Donatella Porzi e dell'assessore alla cultura del Comune di Perugia, Maria Teresa Severini, contenuti del libro sono stati illustrati dal curatore Luciano Giacchè, dal Soprintendente archivistico e bibliografico dell’Umbria e delle Marche, Mario Squadroni e da Erminia Irace, docente di Storia moderna all'Università di Perugia. 

Nelle 244 pagine del libro, in cinque capitoli si tratteggiano in maniera documentata e precisa i contorni di un personaggio “poliedrico”, con un grande senso del futuro  e che partendo da “modeste origini”, acquisisce nel tempo un patrimonio sterminato, dedicandosi, con successo, a multiformi attività. Emerge così l'imprenditore agricolo, l'impresario edile, il mecenate ed anche il politico, con un campo di azione che ha come contesto il quadro regionale umbro, come pure quello nazionale. Ma se il successo di Cesaroni nei campi sopracitati fu grande, altrettanto non avvenne in quello sociale: la società locale del tempo non lo riconobbe come parte di sé, e questo giustifica in larga parte quella “abrasione della memoria” che a Perugia e in Umbria ha fatto sì che, fino ad oggi almeno, “Cesaroni”  sia stato solo il nome di uno dei più importanti palazzi pubblici dell'Umbria. Ma questa cancellazione del ricordo di Cesaroni non è stata completa: permane intorno a questo personaggio  una “ricca narrazione di storie e di aneddoti ancora vivi, soprattutto nella zona del Trasimeno”.

Nel suo saluto iniziale, la presidente dell'Assemblea legislativa, Donatella Porzi ha evidenziato come  Ferdinando Cesaroni abbia giocato un “ruolo di primissimo piano nella vita economica, politica e sociale dell’Italia e in particolare della nostra Umbria, ma è stato tuttavia vittima di una profonda cancellazione della memoria. Oggi – ha detto la presidente -, l'accurato e meticoloso  lavoro di ricerca e documentazione di Luciano Giacchè e Mario Squadroni e realizzato da studiosi ed esperti di  grande valore, fa emergere dall'oblìo la figura di Ferdinando Cesaroni, protagonista  delle vicende umbre, ed anche del contesto in cui si è sviluppata la sua multiforme attività.
La costruzione di questo Palazzo – ha concluso la presidente Porzi -, che prende il suo nome, ha definito da un punto di vista urbanistico l'area di Piazza Italia, sulla quale oggi si affacciano le sedi di alcune delle principali istituzioni dell'Umbria, tra cui quella dell'Assemblea legislativa. Questo è il filo che lega la nostra Istituzione alla figura di chi volle costruire l'edificio che da quasi 40 anni è la moderna 'Agorà' in cui vive e si sviluppa la vita democratica della nostra regione”. 
L'assessore alla cultura del Comune di Perugia, Maria Teresa Severini, nel suo intervento di saluto ha sottolineato l'importanza di “porre attenzione verso personaggi e periodi storici della città di Perugia, e Ferdinando Cesaroni ha certamente contribuito come persona di grande spirito imprenditoriale, molto curiosa ed attenta, un personaggio eclettico. Un uomo che da giardiniere è arrivato ad essere primo milionario in Umbria. Lo ha fatto attraverso scelte consapevoli, attente ed intelligenti, e la cosa interessante e bella – ha concluso - è non soltanto l'analisi del personaggio, ma anche lo studio di Perugia e dell'Umbria attraverso di lui”.

INTERVENTI
LUCIANO GIACCHÈ (Curatore del libro): “Ferdinando Cesaroni era un 'signor nessuno', figlio letterato di un  colono che diventato, in rapida sequenza, un signor qualcuno, cavaliere, commendatore, onorevole, ha tuttavia rischiato di rimanere un signor nessuno se il suo nome non fosse rimasto impigliato nel palazzo fatto costruire a Perugia fra l'800 e il '900”. il sottotitolo  'La strategia del ragno: vicende e opere in Umbria', lascia intendere che “Cesaroni è riuscito in breve tempo, sostituendosi alle famiglie nobiliari, ad acquisire vastissime proprietà, migliaia di ettari di terreno con residenze prestigiose in cui spicca la Villa del Colle del Cardinale a Perugia. Questi complessi vengono erroneamente ricondotti soltanto alla gestione all'edilizia (la villa, il castello), quando in realtà, intorno, ci sono migliaia di ettari di terreno. La capacità di Cesaroni – ha spiegato Giacchè - non è soltanto quella di aver acquisito queste proprietà, ma di avere organizzato un sistema di gestione che permise una autosufficienza economica grazie alla realizzazione di moderne forme colturali. La sua forza è aver trattato queste tenute come fossero un'unica proprietà. Tuttavia, Cesaroni non è riuscito a fare in Umbria quello che è riuscito a fare altrove. Questo Palazzo, avendo una serie di proprietà extra urbane, non lo ha mai considerato come suo, ma come una struttura economica, produttiva e di servizio. Una parte l'affittò infatti al Ministero per l'ufficio postale, l'altra  la dedicò ad un grande albergo: il Palace Hotel. Una delle chiavi a cui teneva particolarmente era legata al turismo del Lago Trasimeno dove lui ha tentato in ogni modo di accrescere le presenze, ma non fu supportato dai proprietari delle strutture ricettive del luogo. Aveva idee così moderne che è come se fosse vissuto troppo in anticipo rispetto ai tempi della regione”.  

MARIO SQUADRONI (Soprintendenza archivistica e bibliografica Umbria-Marche): “Siamo particolarmente contenti di aver inserito nella collana  'Scaffali senza polvere' questo volume sulla storia e le vicende umbre di Ferdinando Cesaroni. Il ritardo con il quale è uscito il libro è dovuto all'impossibilità riscontrata di trovare l'archivio vero e proprio Ferdinando Cesaroni. Ci siamo quindi serviti di fonti collaterali, come archivi pubblici e privati, carteggi e molti documenti provenienti da Chiese e da istituzioni in genere. Una parte consistente della sua attività l'abbiamo potuta ricostruire grazie all'archivio dell'azienda 'Colle del Cardinale', che è stata una delle sue tantissime proprietà. Qui abbiamo trovato anche alcuni autografi di Ferdinando Cesaroni che attestano la sua attività imprenditoriale che ha avuto ampia presenza anche nelle Marche ed in Toscana. Per documentare la sua attività fuori dall'Umbria, stiamo pensando di allargare l'orizzonte attraverso la pubblicazione di ulteriori volumi”. 

ERMINIA IRACE (Docente di Storia moderna - Università di Perugia): “Il volume ricostruisce, con contributi di undici autori, la biografia, le opere e le attività di Ferdinando Cesaroni. Quello di ricostruire con questo libro la vita di uno dei principali imprenditori umbri tra '800 e '900, nonché il principale proprietario terriero dell'Umbria era un atto dovuto da parte dell'Umbria.  Ma Ferdinando Cesaroni è stato anche uno dei protagonisti della vita nazionale, in particolare come costruttore di ferrovie. È importante che in questo momento, in coincidenza con la  crisi economica in atto, pensare a quello che è stato invece un periodo di grande fioritura dell'economia umbra, quella dei decenni successivi all'Unità d'Italia”. 

Alla realizzazione del volume hanno offerto i loro contributi: Luciano Giacchè, Manuel Vaquero Piñeiro, Marco Maovaz, Michele Chierico, Maria Luisa Martella, Alessandro Bianchi, Mario Calzoni, Giampietro Chiodini, Marco Nicoletti, Mario Squadroni.

Hanno preso parte all'evento alcuni discendenti, pronipoti di Ferdinando Cesaroni: Alberto e Federico Cesaroni Venanzi, Ferdinando  Bellier, Anna Polidori. AS/TB

FOTO ACS: https://goo.gl/tHMWS0, https://goo.gl/ynkOSt, https://goo.gl/yaUmAb, https://goo.gl/9qFQfP 

Ultimo aggiornamento: 12/10/2016