“Criticità emerse nella sperimentazione della riforma della disabilità nella provincia di Perugia"

Audizione della Terza commissione con Centro Patronati dell’Umbria e Associazione Habilmente sulla mozione di Fabrizio Ricci (Avs)

Data:

28 Ott 2026 12:36

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(Acs) Perugia, 28 ottobre 2026 - La Terza commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria ha ascoltato questa mattina Juri Cerasini (Associazione Habilmente), Roberto Panico e Marcello Barni (Centro Patronati dell’Umbria) in merito alla mozione "Riforma della disabilità (d.lgs. 62/2024), criticità emerse nella sperimentazione condotta nella provincia di Perugia" presentata dal consigliere Fabrizio Ricci (Avs) e rinviata dall’Aula in Commissione (https://tinyurl.com/dlgs62-umbria) per approfondimenti.

Prima degli interventi Ricci ha ricordato che la “mozione nasce dalla segnalazione di una forte contrazione delle domande di invalidità e inabilità previdenziale e delle prestazioni erogate in conseguenza della sperimentazione del decreto legislativo n.62/2024. Associazioni degli utenti e Inps hanno rilevato delle criticità strutturali della riforma, che è stata sperimentata nella provincia di Perugia e poi in quella di Terni, con una diminuzione, tra il 2024 e il 2025, di oltre il 20% delle domande mentre nelle province non coinvolte nella sperimentazione c’è stato un aumento dell’1% circa. Alcuni aspetti critici riguardano: il certificato necessario per avviare la pratica, che non è incluso nei Lea e quindi ha un costo per il cittadino; la nuova procedura interamente digitale, che presuppone competenze che non possono essere date per scontate; la riduzione del ruolo dei Patronati, che ha prodotto ricadute negative importanti; mancherebbero inoltre spazi ambulatoriali adeguati, come numero e conformazione, alle necessità”.

Per Juri Cerasini (Habilmente) “i principi cardine della riforma, come il Progetto di vita, sono condivisibili e positivi. L’impatto della loro attuazione però è risultato problematico per mancanza di finanziamenti specifici. Quelli utilizzati vengono dal Fondo nazionale per la disabilità, comprese le retribuzioni dei medici Inps e le strutture concorsuali, togliendo così risorse ad altri progetti per l’inclusione sociale. Sono poi emersi problemi logistici: l’Inps ha trovato solo il 60% dei medici di cui avrebbe bisogno per le commissioni di invalidità e questo porta ad un enorme aumento dei tempi di attesa. Ci sono problemi per l’accesso alla procedura per via del certificato introduttivo, un documento di 13 pagine che non tutti i medici di base sono in grado di redigere e la cui compilazione può costare anche 200 euro. Il Governo nazionale dovrebbe stanziare fondi adeguati per questa riforma mentre invece sono stati tolti 45 milioni proprio per i medici delle commissioni di accertamento delle disabilità, solo in parte riassegnati per queste finalità. Sono state assegnate all’Inps una serie di funzioni, senza tempi e finanziamenti sufficienti per renderle operative. Anche il Progetto di vita, senza uno stanziamento importante, non potrà trovare vera applicazione”.

Secondo Roberto Panico e Marcello Barni (Centro Patronati dell’Umbria - Acli, Inca Cgil, Inas Cisl, Ital Uil) “sono state riscontrate criticità nell’impianto applicativo di una riforma importante ma che non è stata dotata di risorse adeguate. Rispetto al 2024 stimiamo una riduzione di circa 6mila unità delle persone che potranno accedere alle procedure. Il ruolo dei Patronati è stato ridotto, così come la loro funzione di accompagnamento e consulenza in favore dell’esercizio di un diritto. In provincia di Perugia il 20% delle domande sono ferme per mancanza dei dati socio-economici. Le difficoltà di predisporre la documentazione per l’avvio delle pratiche è evidente. Servono quindi risorse ma anche diverse modalità di accesso, con il ritorno del ruolo attivo dei Patronati, sia per le invalidità civili che per gli assegni”. MP/

Ultimo aggiornamento: 28/10/2026