“Criteri, trasparenza e corretto utilizzo degli incarichi di natura fiduciaria presso la Regione Umbria e l’Assemblea legislativa”
Bocciata mozione di Pernazza (FI) sottoscritta dai consiglieri Romizi (FI), Melasecche, Tesei (Lega) e Arcudi (TPUC)
08 Gen 2026 18:56
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(Acs) Perugia, 8 gennaio 2026 – L’Assemblea legislativa ha respinto, con i 12 voti contrari della maggioranza e 5 favorevoli dell’opposizione, la mozione presentata da Laura Pernazza (FI) e sottoscritta dai consiglieri Andrea Romizi (FI), Enrico Melasecche, Donatella Tesei (Lega) e Nilo Arcudi (TPUC) con cui si voleva impegnare la Giunta regionale a “definire un regolamento che introduca un sistema comparativo, basato su criteri oggettivi e verificabili, per il conferimento degli incarichi di natura fiduciaria quando gli stessi risultino ancorati a specifici requisiti professionali, tecnici, giuridici o economici; a garantire che, nei casi di incarichi fiduciari con contenuto tecnico, giuridico o economico, la valutazione delle competenze, dei titoli e delle esperienze sia formalizzata e motivata negli atti di conferimento; a prevedere una verifica preventiva delle competenze interne disponibili presso l’Ente prima di procedere all’affidamento di incarichi fiduciari esterni; a rafforzare gli obblighi di trasparenza sugli incarichi fiduciari, assicurando la pubblicazione di informazioni essenziali relative a funzioni, durata, compensi e requisiti richiesti; a garantire una netta distinzione tra incarichi di supporto fiduciario e funzioni che incidono su ambiti istituzionali di garanzia, assicurando che l’accesso a spazi e ruoli sensibili sia coerente con i principi di neutralità e imparzialità; a promuovere un utilizzo degli incarichi fiduciari conforme ai principi di buon andamento, imparzialità e rispetto del ruolo delle istituzioni, evitando sovrapposizioni tra ambiti politici, fiduciari e tecnici”.
“La Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria – ha ricordato Pernazza - ha richiesto di avvalersi del signor Massimo Monni quale consulente giuridico-economico, ai sensi dell’art. 3 del regolamento. Con successivo provvedimento del Segretario generale n. 58/2025 l’incarico è stato formalmente conferito. Agli atti risulta acquisita l’attestazione di insussistenza di conflitto di interessi, mentre non risultano documentati titoli accademici o esperienze professionali riconducibili in modo certo all’ambito giuridico-economico. Risulta inoltre che il signor Massimo Monni fosse presente ad un’audizione con la società KPMG in data antecedente al formale conferimento dell’incarico, in assenza di un titolo ufficiale che ne legittimasse la partecipazione. Nel corso di sedute consiliari successive, il medesimo consulente è risultato stabilmente presente nella cabina di regia del Consiglio regionale, spazio istituzionalmente riservato a figure di garanzia e al personale tecnico preposto. Gli incarichi di natura fiduciaria, pur legittimi, incidono sul funzionamento delle istituzioni e richiedono particolare attenzione sotto il profilo della trasparenza, della motivazione e della coerenza tra funzioni attribuite e competenze richieste. La figura di consulente giuridico-economico presuppone, per sua natura, specifiche competenze tecniche e professionali, che devono risultare verificabili e adeguatamente motivate negli atti. L’assenza di criteri chiari e omogenei nel conferimento di incarichi fiduciari può determinare opacità, disomogeneità di trattamento e una percezione distorta dell’uso di tali strumenti. È necessario preservare la distinzione tra ruoli di supporto fiduciario e ambiti istituzionali deputati a garantire neutralità, terzietà ed equilibrio tra tutte le forze politiche. La valorizzazione delle competenze interne all’Ente costituisce principio di buon andamento, economicità ed efficienza dell’azione amministrativa”.
Interventi:
Sarah Bistocchi (PD-presidente Assemblea legislativa): “Nei 5 anni precedenti la maggioranza di centrodestra ha avuto una opposizione dura, ma nessuno ha mai pensato di contestare incarichi inusuali, e ce ne sono stati, ma l’opposizione ha ritenuto che non era quello il terreno dello scontro politico. Il consulente economico era già nel pieno del suo incarico quando ha assistito all’incontro con Kpmg. Il senso della mozione è sbagliato, è un grande ossimoro: o l’incarico è di natura fiduciaria o si basa su criteri oggettivi e verificabili, o il requisito è la fiducia, quindi soggettivo, oppure no, ma non si possono mischiare le cose. Come ha selezionato la consigliera Pernazza il suo staff? Hanno vinto un concorso, sono stati chiesti requisiti o sono incarichi fiduciari? Quello che va bene per lei dunque non va bene per gli altri. Le regole devono valere per tutti. Le persone che oggi siedono in quest’Aula arrivano tutte con un vissuto, qualcuno con esperienza da sindaco, vi chiedo di non sottovalutare chi è arrivato qui dopo una lunga esperienza di opposizione. Ogni giorno ci confrontiamo con le nostre responsabilità, prima di presentare un atto ogni volta ci chiediamo cosa penserebbero i nostri elettori. Chi fa il capogruppo di un partito diventa un leader e deve chiedersi se una certa battaglia sia giusta oppure no, inopportuna, strumentale, fuori luogo. Bisogna anche saper tornare indietro, avere un gesto, una grammatica, una postura. Non giudico un atto della consigliera di opposizione, saranno i cittadini a giudicare se lei sia stata inopportuna”.
Enrico Melasecche (Lega): “Sono esterrefatto dalla reazione della presidente Bistocchi, mi aspettavo un tono, una rimodulazione dei termini, non questa personalizzazione fisica nel ritenersi lei attaccata a livello personale solo perché si chiede un regolamento per ottimizzare l’uso delle risorse di tutti i cittadini. La presidente rifletta e riveda quello che ha detto perchè ritengo che lei abbia sbagliato. Fiduciario va bene, ma di fronte a migliaia di giovani cui la sinistra garantiva un ascensore sociale in base al merito, questa nomina va in tutt’altra direzione. Poi è gratis, quindi che vuol dire, che chiunque può essere nominato consulente giuridico economico? Fiduciario si ma un senso ci deve essere. Presidente lei avrebbe dovuto affrontare il tema non in maniera personale, lei è eletta dal popolo e a quello deve rispondere. Il suo intervento e le sue accuse nei confronti della consigliera Pernazza sono fin troppo chiare: chi entra in questo emiciclo deve avere il senso del rigore dell’incarico conferito. Quello che lei ha fatto su questo atto della minoranza manca di rispetto per l’opposizione. Ha sbagliato nel non accettare un documento che non è polemico, ma richiama il dovere di equità istituzionale e trasparenza. Chi vince non può fare quello che vuole perché ha vinto. Se una parte della minoranza richiama ad un senso del dovere e del rispetto dei cittadini ci vuole un senso politico di rispetto, la invito a riflettere, ognuno può nominare chi vuole ma ci deve essere un senso e il rispetto nei confronti di altri consiglieri regionali eletti”.
Laura Pernazza (FI): “Anche gli altri consiglieri dell’opposizione hanno firmato l’atto, ma la presidente Bistocchi ha fatto il suo intervento evidenziando che sarei da sola in questa richiesta, non accorgendosi delle altre firme. Preciso anche che Monni era all’incontro con Kpmg senza ancora avere avuto ufficialmente l’incarico, la formalizzazione è avvenuta dopo”. PG
