CRISI ECONOMICA: “MANCANZA DI RISPETTO ISTITUZIONALE DA PARTE DELLA GIUNTA REGIONALE E DEL COMUNE DI CITTÀ DI CASTELLO VERSO I CONSIGLIERI REGIONALI TIFERNATI” - LIGNANI (PDL) LAMENTA IL MANCATO COINVOLGIMENTO ALL'INIZIATIVA CONVOCATA PER DOMANI

Il consigliere regionale del Pdl Andrea Lignani Marchesani critica la Giunta regionale e il Comune di Città di Castello per aver convocato un incontro sulla crisi globale e sulle prospettive economiche future senza coinvolgere i consiglieri regionali tifernati. Lignani sottolinea che il mancato coinvolgimento nell'iniziativa dei consiglieri regionali evidenzia “mancanza di sensibilità anche da parte dell'Esecutivo di Palazzo Donini, se non addirittura la sua malafede”.

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26 Ott 2010 01:00

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(Acs) Perugia, 26 ottobre 2010 - “Un evidente sgarbo istituzionale”. Così Andrea Lignani Marchesani (Pdl) definisce il mancato coinvolgimento dei consiglieri regionali tifernati all'incontro organizzato dal Comune di Città di Castello sulla crisi globale e sulle prospettive economiche future per mercoledì 27 ottobre alle 15.30, con la presenza delle categorie produttive, economiche e sindacali del territorio Altotiberino. Secondo il consigliere regionale del Pdl “questa iniziativa, se strategica, non può prescindere dai rappresentanti della massima Assemblea dell’Umbria ed espressione diretta di quel territorio. Un coinvolgimento che non può limitarsi ad un freddo invito a partecipare come spettatori, ma che doveva prevedere sia una data concordata sia un intervento programmato. All’incontro saranno relatori ben tre assessori della Giunta regionale (Cecchini, Rometti e Rossi) evidenziando la mancanza di sensibilità anche da parte dell'Esecutivo, se non addirittura la sua malafede”.

Lignani evidenzia inoltre che “l’incontro infatti coincide, guarda caso,con i lavori della Prima Commissione consiliare regionale di cui il collega tifernate Dottorini è presidente e di cui il sottoscritto è membro fisso da dieci anni. Aggiungiamo che l’orario della Prima Commissione regionale è fissato da sempre per il mercoledì pomeriggio alle 15 e questo comunque non può sfuggire ad istituzioni quali la Giunta regionale ed il Comune di Città di Castello. Evidentemente – aggiunge - non si vuole il contributo dell’Assemblea regionale e soprattutto si fa finta che chi è una voce fuori dal coro non esista o si disinteressi di problematiche tanto stringenti. Ma così - conclude - le istituzioni diventano strumento privato di una parte politica e perdono il fine strategico della sintesi, derubricandosi a interlocuzione di potere. Una responsabilità che evidentemente l’Amministrazione tifernate e la Giunta regionale vogliono prendersi anche in un momento politico per l’Umbria 'di basso impero' come quello attuale”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 26/10/2010