(Acs) Perugia, 26 gennaio 2012 – Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Prc-FdS) critica la decisione del sindaco di Gubbio di cancellare il Registro delle unioni civili. Una scelta “scellerata”, secondo Goracci, quella effettuata dal sindaco e dalla “nuova maggioranza di centro destra” in Consiglio comunale.
“Premetto che per la gran parte degli Eugubini – afferma Goracci - vista la crisi che stanno vivendo, il lavoro che non c'è, l'impossibilità di arrivare a fine mese, le prospettive che non ci sono, questo tema non è certo una priorità. A chi fa politica e semplicemente a persone di buon senso questo non può sfuggire. Detto ciò, con realismo e saggezza, non si può non commentare brevemente una scelta oscurantista, che non ha sul piano politico alcun riferimento e, soprattutto, risulta antitetica ad ogni minimo essere forze di sinistra e progressiste”.
“Approvammo – ricorda il consigliere - l'istituzione del Registro delle unioni civili nel 2002, fummo fra i primi in Italia; molti Comuni, piccoli e grandi, ci seguirono. Fu un segnale di modernità e di civiltà che dette il suo modesto contributo anche a ravvivare il dibattito a livello nazionale (si ricordino le polemiche ed i contrasti nel Governo Prodi). In tutti i Comuni protagonisti, positivi e propositivi sono stati sempre sindaci ed amministratori del PD e di altre forze di sinistra. Purtroppo il Partito della Rifondazione comunista aveva in Italia un solo sindaco in città sopra i 30mila abitanti, Gubbio, con i DS/PD all'opposizione. La scelta fatta martedì scorso a Gubbio, purtroppo, non è un fulmine a ciel sereno, si inserisce in una ‘virata’ di politica amministrativa che ha già dato segnali di grave pressapochismo, di azioni amministrative chiaramente retrive e di destra: non sarà un caso che ieri tutto il centro destra locale, regionale, nazionale se la rideva a ‘quattro ganasce’”.
“Si pensi – continua - all'aver impedito, dopo anni, alla comunità musulmana di festeggiare il Ramadan ed alle azioni di controllo a tappeto per identificare coloro che, da disgraziati immigrati, chiedono elemosina. Non è forzato dire che in questi sette mesi se Gentilini ed i leghisti capitassero da queste parti vedrebbero che alcuni primati non sono più loro. Il PD nazionale ha giustamente stigmatizzato con forza questa scelta. Io aggiungo che va criticato anche il modo di amministrare basato sull'improvvisazione e sull'autosufficienza. Non ci si può non accorgere che molti elettori di sinistra non si riconoscono più nella scelta fatta a maggio e non a caso c'è un settimo ‘strapuntino’ pronto per chi si aggrega, non importa da dove viene”.
“Il buon senso vorrebbe – prosegue Goracci - che sindaco e maggioranza tornassero indietro, su una scelta cieca, assurda. Non lo dico io, lo certifica il Pd a tutti i livelli. E questo Pd, tanto grande e importante, a Gubbio non potrà stare eternamente in letargo. La serietà del governare sta anche nel fatto di apprezzare e cogliere quello che altri di positivo hanno fatto. A Gubbio sembra vigere la regola che quello che è stato realizzato nel decennio passato vada denigrato e demolito. Speriamo che per un po' non si demoliscano scuole, centri di aggregazione socio-culturale, strade e piazze, marciapiedi, palestre realizzate. C'è l'Università da far partire, ma si fa di tutto per ‘scacciarla’.
“Esprimo apprezzamento – conclude - per la presa di posizione del Capogruppo in Consiglio regionale Stufara, condividendone la preoccupata lettura politica ed auspico che questa brutta vicenda faccia aprire gli occhi al PRC perugino che ha deciso di sostenere acriticamente questo Sindaco che ha impostato tutto esclusivamente sulla rottura e discontinuità col passato”. RED/PG