COOPERAZIONE: “CHIARIRE QUALI RISULTATI HA PORTATO L'APERTURA DI 'CASA UMBRIA' A SHANGHAI” - UNA INTERPELLANZA DI VALENTINO (FI) SULLA MISSIONE DELLA DELEGAZIONE REGIONALE IN CINA
Il consigliere regionale di Forza Italia Rocco Valentino ha presentato una interpellanza affinché la Giunta di Palazzo Donini chiarisca alcuni punti relativi alla missione che si sarebbe svolta a fine settembre. Valentino vuole che sia spiegato quali sono stati i costi dei viaggi ufficiali in Cina, chi faceva parte delle delegazioni e quali obiettivi sono stati raggiunti.
10 Nov 2014 00:00
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(Acs) Perugia, 10 novembre 2014 - “Quali risultati economici ha prodotto, per le aziende umbre, l'apertura di 'Casa Umbria' a Shanghai realizzata negli spazi di Umbria Tower e in quelli collegati come le strutture di Wending Living Style Plaza”. Lo chiede, con una interpellanza, il consigliere regionale di Forza Italia Rocco Valentino.
Con il suo atto ispettivo l'esponente dell'opposizione di centrodestra vuole inoltre sapere “se sono stati adottati provvedimenti nei confronti del dirigente responsabile e del funzionario capo della delegazione che si è recata inutilmente in Cina per un incontro che non c'è mai stato e se i costi inutilmente sostenuti dalla Regione, autorizzati con una determina da non ritenere valida perché mancante di data e numero, si intendono addebitati ai responsabili”. Valentino chiede ancora di conoscere “se il viaggio in Cina del vice presidente della Giunta Carla Casciari, accompagnata da una delegazione guidata dall'ex ambasciatore della Regione Umbria Giampiero Rasimelli e da Luigi Rossetti, è stato almeno proficuo per ottenere le iscrizioni degli studenti cinesi al progetto integrato di alta formazione denominato 'China Program for the Future' coordinato dall'Adisu”. E inoltre “chi altro ha partecipato alla spedizione in Cina; quale è stato il costo dell'intera spedizione e chi ha coperto tali spese; come è stato possibile autorizzare la missione all'estero della vice presidente della Regione e dei due dipendenti regionali visto che con la delibera della Giunta regionale 'n.1308 del 15 ottobre 2014, che ha autorizzato la mission dal 23 ottobre al 2 novembre 2014, non sono stati coperti i relativi costi peraltro neppure quantificati; se per le missioni in Cina erano richieste e se sono state concesse le previste autorizzazione dal parte del Governo”.
Rocco Valentino nell'interpellanza sottolinea che “il Messaggero Umbria del 25 settembre ha riportato la notizia che un funzionario della Regione si è recato in Cina guidando una delegazione, percorrendo un viaggio di 9mila chilometri e volando per 22 ore, per poi perdere l'appuntamento-incontro fissato con l'Università di Shanghai perché arrivato fuori orario”. Il 25 ottobre l'Agenzia Umbria Notizie, organo di informazione ufficiale della Giunta, ha comunicato che a Pechino si era tenuta una conferenza stampa della delegazione umbra per la presentazione del brand del progetto 'Umbria Academy' avente l'obiettivo di promuovere delle offerte formative altamente specializzate agli studenti cinesi. In quella occasione – osserva Valentino - l'assessore Casciari, vice presidente della Giunta, era presente alla conferenza stampa, accompagnata da una delegazione umbra capeggiata dal dipendente Giampiero Rasimelli, ex ambasciatore della Regione Umbria, ed ha rappresentato alla stampa cinese che l'Umbria aveva messo insieme competenze ed esperienze capaci di rispondere alla richiesta di cultura, di formazione, accoglienza e servizi di alta qualità provenienti da un Paese come la Cina”.
“La Cina – aggiunge ancora il consigliere regionale - è sicuramente un Paese che può offrire delle forti possibilità di sviluppo economico, commerciale e culturale per l'Italia e per la stessa Regione Umbria a condizione, però, che si aprano i mercati per esportare prodotti umbri e per fornire localmente, cioè in Umbria, quei servizi culturali e di formazione professionale che si sostiene interessino i cinesi. Appare inutile e dispendioso continuare ad inviare funzionari e assessori a incontri inutili che non si fanno mentre le comunicazioni alla stampa cinese posso essere fatte dalle rappresentanze governative presenti in Cina e comunque tramite video-conferenze e comunicati telematici che consentono di dover spendere soldi inutilmente in viaggi e pernottamenti. Infine – conclude Rocco Valentino - pur ritenendo meritoria l'iniziativa finalizzata a fornire 'servizi di alta qualità' nel campo culturale e dell'alta formazione a studenti cinesi, si ritiene inopportuno continuare ad organizzare missioni e viaggi all'estero di assessori e funzionari della Regione dato che all'estero già sono presenti ambasciatori del Governo e responsabili dell'Istituto commercio estero”. MP/
