(Acs) Perugia 20 gennaio 2012 – Sarebbe più corretto assegnare i contributi comunitari previsti dal Programma di sviluppo rurale alle imprese agricole più grandi, indipendentemente dal comune in cui operano, piuttosto che sulla base del numero delle attività agricole presenti in un comune che potrebbero favorire alcune zone a danno di altre.
Lo sostiene Sandra Monacelli, capogruppo Udc in Consiglio regionale, in un'interrogazione alla Giunta sui criteri di scelta per la formazione delle graduatorie di assegnazione dei contributi e nella quale afferma: “Consultando alcune graduatorie delle aziende beneficiarie dei fondi del Programma di sviluppo rurale della Regione Umbria - pur stilate con i criteri stabiliti dal comitato di sorveglianza - emerge la forte discrepanza tra quelle collocate ai primi posti rispetto alle altre, con un'evidente distribuzione secondo criteri territoriali, piuttosto che secondo la quantità delle aziende interessate”.
Allo scopo di fugare ogni dubbio sull'eventuale vantaggio verso alcuni territori, la Monacelli chiede di conoscere: “quale interpretazione della normativa europea viene data dall'Esecutivo; le motivazioni per cui si creano enormi differenze, o se intervengano parametri che possano aver favorito indirettamente un'area rispetto ad altre, con particolare riferimento alla questione dei comuni tabacchicoli”.
Anche molte aziende coltivatrici di tabacco, osserva l'esponente Udc, “non ricevono finanziamenti adeguati, a causa dello scarso numero di imprese presenti nel proprio comune, per la bassa posizione in graduatoria; mentre altre relativamente piccole, o addirittura operanti in settori diversi da quello tabacchicolo, beneficiano della buona posizione in graduatoria del loro Comune di appartenenza”. GC/gc