CONSIGLIO REGIONALE: RIPRESA DELL’ATTIVITÀ ISTITUZIONALE - LE POSIZIONI DEI CAPIGRUPPO DI PALAZZO CESARONI DOPO LA RIELEZIONE DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA

Data:

09 Mag 2012 01:00

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(Acs) Perugia, 9 maggio 2012 – Riforme concrete e incisive, sviluppo,  nuove politiche regionali e “nuova politica”: queste, con la questione morale a far da sfondo, le parole chiave nelle dichiarazioni dei capigruppo  consiliari raccolte a margine della seduta di ieri dell’Assemblea legislativa che, con la rielezione dell’Ufficio di Presidenza, ha segnato la ripresa dell’attività istituzionale dell’Ente. Ma se i contenuti e gli obiettivi che definiscono le parole chiave sono comuni, diverse ovviamente sono le valutazioni e i ruoli. Nella maggioranza si registra una sostanziale unità di intenti, pur con qualche distinguo e sottolineatura; nell’opposizione la volontà di svolgere il proprio ruolo di garanzia e di proposta, in attesa che la maggioranza  scopra le proprie carte.   

 

Le posizioni dei gruppi consiliari di maggioranza e opposizione: 

RENATO LOCCHI (PD): “La ricostituzione degli organi del Consiglio regionale è un fatto importante: due mesi fa il centrodestra si era sottratto alle proprie responsabilità ma il centro sinistra si è fatto carico di approvare il bilancio. Oggi parte una fase di maggiore impegno in direzione dell'approvazione della riforma del sistema sanitario, tenendo conto che vengono meno 140 milioni di euro da qui al 2014. C'è la necessità di un maggior ruolo di Sviluppumbria e occorre varare un nuovo assetto dei poteri in Umbria, a partire dalle novità nazionali: le Province, così come le Prefetture e i Tribunali non saranno più come li abbiamo conosciuti. Dobbiamo governare questa fase per evitare che l'Umbria ne esca impoverita a causa delle conseguenze di scelte compiute altrove”.

 

RAFFAELE NEVI (PDL): “Adesso che su questione morale e necessità di accelerare le riforme c'è la parola del centrosinistra, rientriamo nei nostri ruoli di garanzia. Vedremo come si comporterà la maggioranza, soprattutto per quanto riguarda le riforme. Vogliamo che anche in Umbria arrivi quel processo di cambiamento già iniziato in Italia e in Europa per superare la crisi economica e le sue conseguenze. Bisogna liberare più risorse per lo sviluppo e cercare di abbassare i costi del funzionamento della macchina pubblica che, in Umbria, sono altissimi. Questa è la sfida, che si giocherà su sanità, trasporti, zootecnia. L'atteggiamento dell'opposizione sarà costruttivo, propositivo, perché anche l'opposizione vuole dare un contributo allo sviluppo della regione”.

 

OLIVIERO DOTTORINI (IDV): “Abbiano già perso troppo tempo a discutere di avvisi di garanzia e arresti, mentre è opportuno discutere provvedimenti seri, tangibili. Abbiamo visto i tentativi di una parte del Partito Democratico di tentare di cambiare maggioranza, forse perché Monti ha fatto scuola, ma intanto le aziende continuano a chiudere, i giovani a non lavorare e le famiglie restano alle prese con la crisi che colpisce l'Umbria come il resto d'Italia. Occorre lavorare sulle riforme, azzerando le duplicazioni, riducendo le Asl e le spese inutili per fornire servizi migliori ai cittadini. Puntiamo anche ad una economia con un futuro sostenibile per la nostra regione. Servirà la volontà di farlo da parte della  maggioranza ma anche il contributo dell'opposizione. E soprattutto che non arrivino altri provvedimenti di rinvio a giudizio perché renderebbe la situazione intollerabile e, agli occhi dei cittadini, finirebbe per delegittimare l'Assemblea”.

 

FIAMMETTA MODENA (PER L'UMBRIA): “Ci sono alcune priorità perché le manovre fatte dal governo Monti e l'assoluta esigenza di riduzione della spesa pubblica impongono un cambio di passo alla politica regionale. Quando è cominciata la legislatura si parlava in generale delle riforme da fare ma oggi bisogna anche avere il coraggio di mettere in discussione la Regione in quanto tale, per capire se la spesa pubblica che i cittadini sostengono per il mantenimento della stessa è giustificata. Lo impongono la situazione politica e la grave crisi economica che è sotto gli occhi di tutti”.

 

DAMIANO STUFARA (PRC-FDS) : “La ricostituzione dell'Ufficio di presidenza è un dato positivo che restituisce la normale dialettica politica e consente di affrontare le riforme nel momento più difficile per i cittadini, con una crisi economica che morde e le misure del governo concretizzate in crescita della tassazione sulle famiglie e sulle persone, con nessun intervento su crescita e occupazione. L'Umbria deve essere in grado di sviluppare politiche alternative. La stagione delle riforme che oggi si apre con, da un lato, sanità e welfare e, dall'altro, economia, lavoro e occupazione offre banchi di prova fondamentali a tutto il centrosinistra umbro per dimostrare di essere 'altra cosa' rispetto all'ammucchiata che, a livello nazionale, ha ricevuto una sonora bocciatura alle elezioni amministrative da parte degli italiani”.

 

MASSIMO BUCONI (PSI): “Con la ricomposizione dell'ufficio di presidenza del Consiglio regionale speriamo si possa ripartire con maggiore slancio e più efficienza. I tempi impongono riforme rapide, scelte necessarie, a partire dalla riforma del sistema sanitario, ma non solo: ci sono gli Ato, l'adozione del corretto sistema di smaltimento dei rifiuti, lo snellimento della macchina burocratica e, soprattutto, l'impegno a far ripartire le attività produttive ed il sostegno all'occupazione. Credo che ci siano le condizioni politiche per fare presto e bene”.

 

GIANLUCA CIRIGNONI (LEGA NORD): “non ho partecipato alla votazione per l'Ufficio di presidenza in attesa della naturale scadenza. Si è trattato di una votazione-farsa che non risolve affatto la questione morale e sulla quale grava ancora la trattazione della mozione di sfiducia nei confronti dell'assessore Cecchini firmata da tutti i partiti di opposizione. Nonostante ciò mi auguro che il Consiglio sappia affrontare questioni fondamentali come la riforma della sanità, e quella di Sviluppumbria e Gepafin,  trovando soluzioni per l'accesso al credito e riuscendo ad aiutare le piccole e medie imprese. Fra le emergenze da affrontare nell'immediato anche la questione ‘drammatica’ della sicurezza e quella delle infrastrutture”.

 

SANDRA MONACELLI (UDC): “Abbiamo superato il vulnus istituzionale ma il problema vero non è la ricomposizione formale dell'Ufficio di presidenza ma le riforme che ancora stentano ad arrivare e di cui questa Regione non si sta occupando, al di là delle dichiarazioni di intenti. In un momento come questo, contrassegnato da una grave crisi economica e dalla contrazione di risorse, ai cittadini non interessano i giochetti politici, tanto più che i problemi sui quali ci si era divisi sono ancora presenti, nonostante si faccia finta di non vederli”.

 

FRANCO ZAFFINI (FARE ITALIA): “Aspettiamo di vedere sul tavolo le proposte di riforma per l'Umbria che arriveranno dall'Esecutivo regionale, anche se non siamo per niente ottimisti. Ritengo che la maggioranza non abbia le condizioni strutturali, divisa com'è al suo interno, per fare quello di cui ha bisogno l'Umbria. La verità è che l'Umbria ha bisogno di alternanza politica e l'opposizione deve saper essere credibile come possibile nuova maggioranza. Questa è la vera priorità delle forze di opposizione: dimostrare agli Umbri che noi saremmo migliori di loro”. Pg/Tb

Ultimo aggiornamento: 09/05/2012