CONSIGLIO REGIONALE: RIDUZIONE DEI COMPENSI E RISPARMI DI SPESA DELL'ORDINE DEL 20 PER CENTO – APPROVATA LA PROPOSTA DOTTORINI (IDV)-MONNI (PDL) SUI GARANTI DELL'INFANZIA E DEI DETENUTI E SUL DIFENSORE CIVICO
Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità la proposta di legge di iniziativa di Oliviero Dottorini (Idv) e Massimo Monni (PdL), presidente e vice presidente della prima Commissione, che modifica le norme sui garanti dei detenuti e dell'infanzia e sul difensore civico. Viene così rivisto e ridotto il trattamento economico, modificate le incompatibilità e l'organizzazione dell'ufficio del Garante per i detenuti. Monni, in Aula, ha comunque ribadito la contrarietà del PdL sull'istituzione della figura del Garante per i detenuti.
30 Nov 2010 00:00
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(Acs) Perugia, 30 novembre 2010 – Con voto unanime, l'Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato la riforma contenuta nella proposta di legge Dottorini–Monni (presidente e vicepresidente della I Commissione) che riguarda la modifica delle norme regionali sui Garanti dei detenuti e dell'infanzia e sul Difensore civico mirate a ridurre i compensi, rivedere le incompatibilità e riorganizzare l'ufficio del Garante per i detenuti, in un'ottica di razionalizzazione della disciplina dei tre organi di garanzia e di contenimento complessivo della spesa pubblica.
Nella sua relazione, Massimo Monni (PdL) dopo aver dichiarato il voto favorevole all'atto, ha comunque sottolineato la contrarietà del PdL per quanto riguarda il ruolo del Garante per i detenuti. In sostanza, con l'approvazione della norma, viene ridotto il trattamento economico del Garante dei detenuti (la cui indennità mensile sarà pari al 20 per cento dell'indennità mensile lorda spettante ai consiglieri regionali) e del Difensore civico (35 per cento dell'indennità mensile lorda spettante ai consiglieri). Al Garante per l'infanzia e l'adolescenza spetterà il 10 per cento dell'indennità mensile lorda di un consigliere regionale.
Il relatore di maggioranza, Oliviero Dottorini (Idv) ha detto che “la scelta della Commissione si è indirizzata in generale verso una riduzione delle incompatibilità accompagnata da un rigoroso contenimento delle indennità. Il paragone con quanto prevedono le altre Regioni italiane è molto importante anche per mettere in evidenza l’attenzione che l’Umbria, con questa proposta, riserva al contenimento della spesa pubblica. Per quanto riguarda il garante per i detenuti, ad esempio, le regioni che hanno istituito tale organo prevedono indennità che vanno da un minimo del 33 per cento di quella dei consiglieri regionali (previsto dal Piemonte) ad un massimo del 70 per cento previsto dalla Toscana. Per il garante dell’infanzia e dell’adolescenza si va da un minimo del 20 per cento della Liguria fino al 100 per cento della Calabria. Per il difensore civico, infine, mentre l’Umbria prevede il 35 per cento dell’indennità dei consiglieri, le altre regioni italiane si collocano tra un minimo del 50 per cento previsto da Basilicata, Liguria e Piemonte e il massimo di Toscana, Emilia-Romagna, Calabria, Lombardia, Puglia e Veneto in cui per il difensore civico è prevista la stessa indennità dei consiglieri regionali. Vale anche la pena ricordare che, in tutte le regioni citate le indennità dei consiglieri regionali sono sensibilmente più elevate rispetto a quelle dell’Umbria. Tutto questo dà il senso dell’estremo rigore che ha ispirato la proposta di legge oggi in discussione. Questa operazione molto rigorosa e orientata al massimo contenimento della spesa farà dell'Umbria la regione più virtuosa a livello nazionale per quanto riguarda le indennità di garanti e difensore civico, in linea con il mandato di equilibrio e sobrietà nella spesa pubblica che ci siamo assegnati sin dalle prime battute di questa legislatura”. Massimo Monni ha evidenziato la bontà di questa legge “elaborata insieme alla maggioranza, perché parte dal presupposto di apportare tagli alla spesa pubblica e soprattutto agli sprechi. Ribadiamo, però, la nostra contrarietà per l'istituzione della figura del Garante per i detenuti, un ruolo che può essere ricoperto, come già avviene, dai consiglieri comunali, regionali, deputati e senatori. La verifica delle condizioni dei detenuti spetta alla politica”.
SCHEDA: I CONTENUTI DELLA PROPOSTA DI LEGGE Relativamente al trattamento economico, la proposta di legge riduce il trattamento economico del Garante dei detenuti (“un'indennità mensile pari al 20 per cento dell'indennità mensile lorda spettante ai consiglieri regionali”) e del Difensore civico (35 per cento dell'indennità mensile lorda spettante ai consiglieri) e introduce la previsione di un compenso per il Garante per l'infanzia e l'adolescenza, anch'esso parametrato all'indennità dei consiglieri regionali (10 per cento), con lo scopo di razionalizzare e uniformare le discipline dei tre organi e di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di contenimento dei costi delle amministrazioni pubbliche. L'esigenza di introdurre un compenso per il Garante per l'infanzia nasce, oltre che dal confronto con la disciplina del Garante per i detenuti, anche dall'esame delle leggi delle altre Regioni, dal quale risulta che l'Umbria è l'unica regione in cui viene previsto che il Garante per l'infanzia eserciti le proprie funzioni a titolo gratuito, mentre tutte le altre Regioni che hanno istituito i due garanti prevedono la stessa indennità per entrambi. L'introduzione di tale compenso, del resto, non comporta un aggravio di costi per l'amministrazione regionale, in quanto è accompagnata dalla riduzione delle indennità degli altri due organi di garanzia, con un complessivo risparmio di spesa che ammonta al 20 per cento circa.
Per quanto riguarda le incompatibilità, le leggi modificate dalla proposta prevedono discipline diverse: mentre la legge istitutiva del Garante per l'infanzia prevede solo l'incompatibilità con cariche elettive e con la carica di amministratore di ente pubblico o di ente, impresa o associazione che riceve sovvenzioni o contributi dalla Regione, la legge istitutiva del Garante dei detenuti stabilisce anche l'incompatibilità con l'esercizio di altre attività di lavoro autonomo e la legge che disciplina il Difensore civico con l'esercizio di qualsiasi attività che possa configurare conflitto di interesse con le attribuzioni proprie di lavoro autonomo o subordinato, ma fissano indennità molto più alte rispetto alla presente proposta di legge. Infine, l'ufficio del Garante dei detenuti: la proposta di legge prevede due diverse modalità di definizione per le risorse e per le modalità organizzative: le risorse, umane ed infrastrutturali, sono stabilite dalla Giunta regionale, "sentito il Garante stesso"; le modalità organizzative interne sono disciplinate dal Garante con proprio atto. La proposta di legge, sempre in un'ottica di contenimento della spesa pubblica, elimina la possibilità per il Garante dei detenuti di avvalersi di esperti da consultare su specifici temi e problemi e stabilisce che la collaborazione con l'Osservatorio regionale sulla condizione penitenziaria, con la Conferenza regionale volontariato e giustizia, con centri di studio e ricerca e con associazioni di volontariato debba avvenire "senza oneri aggiuntivi per il bilancio regionale". AS/MP
