CONSIGLIO REGIONALE: NORME SULLA FISCALITÀ AGRICOLA INTRODOTTE DAL DECRETO LEGGE “SALVA ITALIA” E APPLICAZIONE DELL’IMU – APPROVATA ALL'UNANIMITÀ MOZIONE A FAVORE DELLE IMPRESE AGRICOLE

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25 Feb 2012 00:00

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(Acs) Perugia, 25 febbraio 2012 – Il Consiglio regionale dell'Umbria, nella seduta di ieri 23 febbraio ha approvato all'unanimità una mozione (firmata dai consiglieri Carpinelli, Nevi, Cirignoni, Locchi, Monacelli, Zaffini, Stufara, Modena, Dottorini e Buconi) che ha come obiettivo di mitigare l'impatto dell'Imu sulle imprese agricole. L'atto impegna la Giunta regionale ad attivarsi presso Governo e Parlamento, “affinché modifichi l'attuale modulazione dei moltiplicatori prevista per i terreni agricoli determinata dall'entrata in vigore dell'Imu”. Nel documento si sollecita inoltre l'Anci nazionale “a intervenire verso i Comuni affinché siano adottate le delibere con le quali si applicano le aliquote più basse, al fine di salvaguardare l'interesse dell'impresa agricola a non essere colpita pesantemente nell'esercizio della sua attività economica”. Il contenuto della mozione è stato proposto dalla Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali d'Italia che lo ha approvato nell'assemblea plenaria del 27 gennaio scorso.

Nel documento si sottolinea la necessità prioritaria per il settore agricolo di mitigare l’impatto dell’Imu, sia per quanto riguarda gli elementi quantitativi della fiscalità aggiuntiva, sia per quanto riguarda le modalità applicative, che rischiano di introdurre elementi di incertezza e di disparità di applicazione, a seconda dei territori comunali. Si rileva poi l'esigenza, ai fini della assoggettabilità ad una fiscalità ordinaria del settore primario, di distinguere chiaramente chi fa impresa agricola e utilizza i beni produttivi per esercitare una attività economica che produce reddito e occupazione da chi utilizza il fattore “terra” come semplice investimento finanziario. La normativa nazionale, assegna ai Comuni il potere di ridurre le rispettive aliquote fino ad arrivare, nel caso specifico dei fabbricati rurali, una riduzione del 50 per cento. RED/

 

Ultimo aggiornamento: 25/02/2012