(Acs) Perugia, 21 febbraio 2012 - “A poche ore dalla convocazione del Consiglio regionale che eleggerà l'Ufficio di Presidenza, in seguito alla sospensione del vicepresidente Vicario Orfeo Goracci e alle susseguenti dimissioni del vicepresidente Andrea Lignani Marchesani e del consigliere segretario Alfredo De Sio, la situazione che i ci troviamo dinanzi è l'esatto opposto rispetto a quanto da noi auspicato e sostenuto”. Così il capogruppo rergionale dell'Udc, Sandra Monacelli che nei giorni scorsi, “anche in seguito ai gravi avvenimenti giudiziari” legati alla vicenda Gubbio, aveva chiesto “a gran voce un cambio di passo della politica umbra. Credevamo infatti – spiega - che per la politica questo poteva essere il momento buono per schierarsi apertamente a salvaguardia del ruolo insostituibile delle Istituzioni e della loro credibilità, siglando un 'Patto di Larghe Intese' in cui la stagione delle riforme fosse meno annunciata e più praticata. Questo non è avvenuto e quindi non parteciperemo alla votazione dell'Ufficio di Presidenza”.
Secondo Monacelli, la maggioranza di governo, “per paura di finire schiacciata tra il rischio di un'agenda dettata dalle inchieste giudiziarie e il ricatto di numeri fin troppo variabili dentro un quadro storico di coalizione, ha deciso di non farsi tentare da colpi d'ala, evitando quel coinvolgimento di tutte le forze politiche presenti in Consiglio, attuato con risultati convincenti su scala nazionale. Parte della minoranza dal canto suo – aggiunge l'esponente dell'Udc -, ha pensato quindi di riproporre lo stesso refrain, in cui gli strapuntini di incarichi rappresentano l'orizzonte massimo a cui guardare. La salvaguardia dei precarissimi equilibri interni alle coalizioni ha avuto ancora una volta la meglio rispetto ad una assunzione di responsabilità necessaria a guidare il cambiamento”.
Il capogruppo dell'Udc ritiene che ancora una volta “vale la riflessione riguardo alla necessità di partiti omogenei, nuovi nei metodi e nelle persone, da sostituire alla logica delle coalizioni che, pur di vincere, hanno messo in campo tutto ma hanno portato alla rovina il Paese. Quindi, come purtroppo paventavamo nei giorni scorsi, 'tanto rumore per nulla'. La politica umbra preferisce il profilo basso, il conservatorismo, restando costantemente sorda alle voci di cambiamento che sempre più numerose e forti si alzano dalla società civile. Il rischio – evidenzia - è quello di arrivare a una frattura insanabile tra cittadini e Istituzioni. Ma alla politica umbra questo terribile scenario, sia a sinistra che a destra, non sembra importare nulla”.
Alla luce di tutto ciò, Monacelli annuncia che il gruppo Udc “stante l'attuale situazione, con trasparenza e a carte scoperte”, non prenderà parte, alla votazione dell'Ufficio di Presidenza. Questo per dare un contributo di chiarezza e per manifestare la nostra contrarietà ad un modo di intendere la politica dove il fiato corto è tutto ciò che resta. Rimaniamo in attesa – conclude - di vedere dai voti per quanto tempo ancora potrà reggere l'attuale sistema”. RED/tb