(Acs) Perugia, 30 novembre 2010 - Un taglio del 10 per cento sull'indennità dei consiglieri (che è agganciata a quella dei magistrati di Cassazione) e nuovi criteri per la determinazione delle “spese di permanenza” (diaria) che non saranno più fisse, ma in parte legate alla effettiva partecipazione ai lavori degli organismi. Sono questi i punti centrali della proposta di legge elaborata dall’Ufficio di presidenza e approvata oggi all'unanimità dal Consiglio regionale, a cui si affiancano gli effetti di una deliberazione dell'Up che riduce di 5 mila euro la dotazione finanziaria di ogni gruppo consiliare. Inoltre, in seguito all'approvazione di un emendamento presentato da Gianluca Cirignoni (Lega) e poi sottoscritto da tutti i gruppi consiliari, si prevede una forte riduzione (-70%) del contributo spettante ai gruppi consiliari nel caso in cui non venga assunto il personale di cui la struttura avrebbe diritto. “Una modifica positiva e importante – ha evidenziato il presidente dell'Assemblea, Eros Brega - che consente un ulteriore risparmio stimato in circa 40 mila euro all'anno”.
La nuova normativa (che porta la firma del presidente Brega, dei vicepresidenti Goracci e Lignani Marchesani, e dei consiglieri segretari Galanello e De Sio) è stata illustrata in Aula da Fausto Galanello (relatore unico): “La legge nazionale 122 del 2010 ha previsto misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica e anche le Regioni dovranno provvedere a ridurre la spesa riferita ai trattamenti economici dei propri organi politici. In vista della tornata elettorale di marzo 2010, già il decreto legge n. 2/2010 aveva disposto che il complesso degli emolumenti degli organi politici regionali non potesse superare le indennità dei parlamentari. In tale occasione in Umbria non è stato necessario adottare alcun provvedimento in quanto le retribuzioni dei consiglieri regionali erano (e restano) tra le più basse in assoluto. La proposta di legge intende attuare quanto previsto dalla legge finanziaria, riducendo le indennità spettanti ai membri del Consiglio regionale ed il compenso dei componenti la Giunta che non sono consiglieri regionali. Anche se non necessario e non richiesto, si propone poi di ridurre il finanziamento dei gruppi consiliari”.
Galanello ha evidenziato che “la proposta di legge provvede anche a disciplinare la diaria dei consiglieri e degli assessori, svincolandola dal rapporto percentuale di quella parlamentare: il nuovo metodo di calcolo delle spese di permanenza nelle sedi istituzionali incentiva la partecipazione ai lavori degli organi, in quanto penalizza economicamente ogni assenza dalle sedute degli organi di cui i consiglieri fanno parte”. Ci sarà dunque un taglio del 10 per cento, a partire da 80mila euro lordi, sull'indennità dei consiglieri regionali, mentre la legge finanziaria indicava il 5 per cento e un tetto fisso di 90mila euro. Rispetto alla diaria, che è una quota fissa degli emolumenti mensili dei consiglieri, viene introdotto un criterio che “premia le presenze” nei vari organi di Palazzo Cesaroni: in sostanza una quota della diaria (pari a un quarto) sarà riconosciuta in modo proporzionale alle effettive presenze dei consiglieri ai lavori d’Aula, delle Commissioni e dei Comitati. MP/mp