CONSIGLIO REGIONALE (6): "NO ALL'ACQUISTO DEI CACCIABOMBARDIERI F35" – APPROVATA ALL'UNANIMITÀ LA MOZIONE PRESENTATO DA DOTTORINI E BRUTTI (IDV). IL CENTRODESTRA NON PARTECIPA AL VOTO

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29 Mag 2012 01:00

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(Acs) Perugia, 29 maggio 2012 – L'Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato all'unanimità, con i 16 voti dei consiglieri presenti (le opposizioni non hanno partecipato al voto), la mozione, firmata da Oliviero Dottorini e Paolo Brutti (Idv), che impegna la Regione a “manifestare, in tutte le sedi di sua competenza, la richiesta di non procedere all'acquisto del cacciabombardiere F35 destinando i soldi risparmiati al rilancio e allo sviluppo del Paese”.

Il documento chiede inoltre che venga avanzata al Governo nazionale la richiesta di “procedere ad una rapida revisione e riduzione complessiva della spesa militare ridefinendo altresì, in modo aperto e democratico, una nuova politica di sicurezza e una rinnovata politica estera italiana ed europea coerenti con il dettato della nostra Costituzione e la Carta delle Nazioni Unite”. Si richiede inoltre che la Regione Umbria avanzi “presso gli organi di comunicazione pubblici della richiesta di promuovere una discussione aperta e trasparente sulle spese militari, il bilancio della Difesa e la riforma del nostro sistema di sicurezza in modo da consentire a tutti gli italiani di decidere in modo responsabile” e che collabori “con il Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani per rafforzare l'impegno degli enti locali per il disarmo e la sicurezza umana”.

Il capogruppo Idv Oliviero Dottorini ha illustrato la mozione spiegando che l’acquisto di 131 cacciabombardieri F35 avrebbe “un costo di circa 15 miliardi di euro, a cui si deve sommare un costo d’uso e di manutenzione valutato in oltre 40 miliardi di euro. Crediamo fortemente che il ricorso a interventi militari e il coinvolgimento in casi di guerra sia quanto di più sbagliato un Paese possa fare e i risultati drammatici in termini di vite umane di tutti gli eventi bellici del nostro tempo, nessuno escluso, ci danno ragione. Va inoltre ricordato che l’articolo 11 della nostra Costituzione afferma che l’Italia ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. Il tema della pace sembra essere uscito dal dibattito politico, ma crediamo che sia ancora molto sentito, almeno dalla parte migliore della società: non è un caso che all’appello per una riduzione delle spese militari, lanciato dalla marcia Perugia- Assisi del 25 settembre 2011, abbiano partecipato oltre 200 mila persone, inoltre le proposte avanzate da numerose organizzazioni della società civile e in particolare dalla rete italiana per disarmo sbilanciamoci e tavola per la pace invitano a ridurre le spese militari, come sta succedendo in tutti i Paesi occidentali. Un secondo motivo che ci spinge a chiedere a gran voce un impegno fattivo della nostra Regione – ha aggiunto Dottorini - è invece di ordine economico e riguarda le scelte su come spendere in modo giusto e appropriato le scarse risorse economiche di cui dispone il nostro Paese. Non serve ricordare la gravissima crisi finanziaria e economica che sta provocando un forte aumento di povertà, disoccupazione, disagio, insicurezza sociale, i cui segni sono già visibili sul territorio, sul tessuto sociale che viene salda la nostra convivenza. Il nostro Paese spenderà nel 2012 oltre 23 miliardi di euro per la difesa, collocando, secondo la classifica del Sipri, al decimo posto al mondo per spese militari: si tratta di una politica scellerata, inefficace, inutile immotivata anche sul piano della ripresa economica che pure non sarebbe argomento sufficiente a motivare investimenti di morte. credo che l’Umbria per la sua tradizione, il suo impegno a favore della pace e del dialogo interculturale meriti di essere annoverata tra le Regioni che si battono contro gli sprechi militari e contro piani di riarmo del Governo nazionale”.

Il dibattito.
LAMBERTO BOTTINI (Pd): “Siamo orientati a sostenere questa mozione pur in un quadro che accompagna il dispositivo che riporta concetti non del tutto condivisibili. Reiteriamo un impegno in favore di politiche che non insistono sul versante degli armamenti ma sull’attività diplomatica”. MASSIMO BUCONI (PSI): “La politica della sicurezza e della difesa non dovrebbe appartenere alle tematiche del terzo millennio ma continua ad essere di forte attualità. I fatti economici non devono prevalere sulle scelte di natura etica e politica ma è anche vero che dietro questi settori ruota un ambito economico. Avrei preferito una mozione articolata in modo diverso l'esigenza di rimodulare le politiche di difesa di questo paese, con una progressiva riduzione dei costi in favore di settori che più necessitano di sostegno finanziario. Favorevoli ad approvare il documento anche se avremmo preferito limitarci alla seconda parte del dispositivo”. ORFEO GORACCI (Comunista umbro): “Totale condivisione della mozione. I colleghi Bottini e Buconi consigliavano di mettere in secondo piano alcune disquisizioni considerate collaterali. Io invece le ritengo sostanziali: non è che per garantire parti di occupazione dobbiamo metterci a produrre bombe. Ci sono altri campi, ambientali e sociali, che possono dare le stesse risposte o addirittura superiori rispetto ad altri campi. Sarebbe un segnale positivo immaginare una inversione di tendenza rispetto alla violenza e alla guerra, facendo prevalere l'idea che le diplomazie possano scattare molto di più dei piloti di aereo”. MP/

Ultimo aggiornamento: 29/05/2012