CONSIGLIO REGIONALE (4) TERREMOTO 1997: “RICOSTRUZIONE COMPLETATA ALL'87 PER CENTO, MANCANO I FONDI PER MARSCIANO” – L’AULA HA PRESO ATTO DELLA RELAZIONE SULLA RICOSTRUZIONE, GLI INTERVENTI DI RIOMMI E CHIACCHIERONI

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11 Lug 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 11 luglio 2011 – Il Consiglio regionale senza esprimere alcun voto come previsto dalla legge, ha preso atto della Relazione semestrale sull’andamento delle attività di ricostruzione attuate in seguito agli eventi sismici del 1997, come previsto dalla legge regionale 30 del 1998.

Il relatore unico Vincenzo Riommi ha così riassunto i termini della ricostruzione. “Nel complesso i lavori di recupero e ristrutturazione iniziati sono pari al 98 per cento degli interventi finanziati, l’87 per cento dei quali è già stato concluso. Delle 9mila 285 famiglie evacuate, 8mila 825, pari al 95,4 per cento, sono rientrate nelle proprie abitazioni, 453 (il 4,5 per cento) hanno scelto una autonoma sistemazione o alloggi alternativi, mentre solo 7 (lo 0,1 per cento del totale) sono attualmente alloggiate nei container, per scelta propria, avendo rinunciato ad una sistemazione alternativa. La spesa complessiva delle opere di ricostruzione è stata di 4 miliardi e 815 milioni di euro, pari al 90 per cento delle risorse disponibili (5 miliardi e 319 milioni), tutte comunque già impegnate nei vari settori.


 

Nell’ultimo semestre preso in esame, il secondo del 2010, sono state effettuate erogazioni di contributi alla ricostruzione per 87,39 milioni di euro. Da registrare anche l’apertura di 113 cantieri e la chiusura di 226 della ricostruzione pesante, con il progressivo aumento delle aperture (76) e chiusura (77) dei cantieri della ricostruzione integrata. Confrontando i dati del secondo semestre 2010 con quelli del primo semestre, si registra una diminuzione del numero dei lavori iniziati e della spesa e un fisiologico e conseguente calo del numero dei nuclei familiari rientrati nelle proprie abitazioni. Un decremento che dipende dal fatto che, essendo giunti quasi al termine del processo di ricostruzione, sia il numero assoluto degli interventi ancora da avviare sia quello degli interventi in corso di esecuzione è in costante diminuzione. Molti interventi ancora aperti riguardano le pratiche più complesse dal punto di vista tecnico o amministrativo e quelle gravate da procedimenti giudiziari, che hanno rallentato i lavori.

Per il completamento della ricostruzione rimangono da attivare e finanziare circa 13mila 500 interventi non prioritari, costituiti prevalentemente da abitazioni secondarie per il privato e, per il pubblico, da interventi non prioritari ricompresi in Programmi triennali già approvati ma in attesa di finanziamento. A tale proposito è da registrare il blocco dei finanziamenti determinato con la mancata assegnazione di ulteriori risorse con le leggi finanziarie per gli anni 2009, 2010 e 2011. Nell’ipotesi che le risorse ad oggi disponibili siano sufficienti per tutti gli interventi già autorizzati, l’ulteriore fabbisogno finanziario, che in ogni caso rientra entro la stima quantificata subito dopo il sisma, ammonta a 3 miliardi e 199 milioni di euro”.


 

Dopo aver messo in evidenza che ancora mancano risorse certe per affrontare la ricostruzione post sisma di Marsciano (terremoto del 15 dicembre 2009), lo stesso Vincenzo Riommi ha detto: “E' singolare la disattenzione di tutti i soggetti interessati per il complesso specifico della ricostruzione che in Umbria è stata fatta più che bene, in presenza delle risorse pubbliche necessarie, a fronte della capziosa attenzione su singoli episodi”.

Subito dopo Gianfranco Chiacchieroni (Pd) per accelerare la ricostruzione del territorio di Marsciano ha proposto di avviare una azione politica per “recuperare le risorse mancanti all'interno della manovra finanziaria di questi giorni, in discussione in Parlamento entro fine luglio. Si deve fare, possibilmente insieme e alla Regione Abruzzo, per evitare di incorrere nella normativa federalista che a breve rimanderà alle Regioni anche gli interventi in tema di calamità. Si tratta dunque – ha concluso Chiacchieroni – di utilizzare questa fase transitoria come concreta possibilità di accelerare i tempi di una risposta del governo nazionale che un anno fa chiesero unitariamente, sia il Consiglio regionale con l'approvazione di un documento che tutti i parlamentari umbri” GC/gc


 

Ultimo aggiornamento: 11/07/2011