CONSIGLIO REGIONALE (4): ILLUSTRATA LA PROPOSTA DI LEGGE MONACELLI SULLA MODIFICA DELLO STATUTO – DISCUSSIONE RINVIATA AD ALTRA SEDUTA DELL'ASSEMBLEA CHE SI DOVRÀ SVOLGERE ENTRO 90 GIORNI
01 Feb 2011 00:00
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(Acs) Perugia, 1 febbraio 2011 – Al termine di una lunga sessione pomeridiana l'Assemblea di Palazzo Cesaroni ha deciso, votando a maggioranza (Pd, Socialisti e Carpinelli 'Marini per l'Umbria', Prc e Idv non hanno partecipato al voto) una proposta del capogruppo Pd Renato Locchi, di rinviare ad una prossima seduta del Consiglio regionale (da tenere entro 90 giorni) la discussione della proposta di legge firmata da Sandra Monacelli (Udc) per modificare lo Statuto regionale inserendo riferimenti alla sussidiarietà, alla famiglia e ai Santi Francesco e Benedetto. Alla decisione finale di è arrivati dopo tre sospensioni dei lavori e dopo che erano emerse due posizioni quella di Damiano Stufara (Prc), secondo cui il Regolamento prescrive apposite sedute esclusivamente dedicate alla modifica statutaria e quindi l'atto andava rinviato ad apposita sessione statutaria (bocciata 23 no – 6 sì); quella di Luca Barberini (Pd) che ha chiesto il rinvio della proposta di legge in Commissione Statuto (bocciata, 15 no - 13 sì).
Prima del voto sulla sospensiva (a cui non hanno partecipato i consiglieri dell'Idv e del Prc) sono intervenuti Renato Locchi (Pd) “certi argomenti vanno affrontati con serietà e nelle sedi preposte, non possono essere branditi come armi di lotta politica”, Damiano Stufara (Prc) “la richiesta avanzata rappresenta una forzatura e una prepotenza irricevibile; le divisioni del Pd hanno impedito un vero confronto. Il Prc non parteciperà al voto sulla sospensiva”, Fiammetta Modena (Portavoce Pdl – Lega) “la questione dei Santi è stata sollevata da rappresentanti del Pd che hanno preso l'impegno di portare i Santi nello Statuto dopo le dichiarazioni di Mons. Paglia”, Raffaele Nevi (Pdl) “90 giorni sono troppi, meglio prevedere la discussione in Aula entro un mese”.
La relazione di SANDRA MONACELLI (Udc) “L'UMBRIA È CONOSCIUTA NEL MONDO PER LE FIGURE DEI SANTI FRANCESCO E BENEDETTO, FACCIO APPELLO AGLI UOMINI LIBERI DI QUEST'AULA PERCHÉ NON PREVALGA LA DERIVA LAICISTA” - Intendiamo riformulare lo Statuto inserendo riferimenti a San Francesco e San Benedetto, intesi come radici culturali ed umane apprezzate in tutto il mondo e protagoniste della nostra storia al punto che l'Umbria è conosciuta per le loro figure. La nostra stessa storia è fondata su valori architettonici umanistici e culturali che si rifanno ai nostri santi. Francesco e Benedetto sono figure straordinarie che attestano il valore spirituale dell'Umbria. Ignorarlo sarebbe un insulto non alla fede ma alla verità. Un popolo che dimentica la sua storia rimane circoscritto alla sua dimensione temporanea. Non si capisce perché ad Assisi, le principali religioni del mondo non si sentono condizionati dalla figura di San Francesco. Il Consiglio regionale già nel 1995 approvò la legge 26 sulle celebrazioni annuali di San Francesco patrono d'Italia e San benedetto patrono d'Europa. Sulla mia proposta sono nate polemiche infinite. C'è stato uno scontro in Commissione dopo che la sinistra radicale e socialista aveva messo in discussione addirittura la revisione dello Statuto. Per questo ho ritenuto portare la proposta direttamente in quest'Aula e il presidente Brega l'ha iscritta all'ordine del giorno di oggi. Ma qui aleggia il fantasma di una nomenklatura ideologizzata che rifiuta ogni confronto con le radici cristiane. Mi appello al Pd la cui indecisione interna è stata liquidata frettolosamente dal segretario regionale Lamberto Bottini, perché abbia il coraggio di sottrarsi alla assurda negazione della storia e riconosca le radici più profonde dell'Umbria, sottraendosi a questa censura culturale. Faccio appello a tutto il Consiglio perché affermi l'importanza dell'inserimento delle due figure nello Statuto e mi rivolgo anche alle forze politiche più lontane da noi, perché non prevalga la deriva laicista. Mi appello agli uomini liberi di quest'Aula affinché abbandonino ogni pregiudizio ad un confronto schietto nel nome di un'identità non forzata, ma scritta nella nostra storia. Lo statuto deve essere modificato anche sul tema della famiglia che nello stesso articolo regola forme di convivenze, tra l'altro non meglio specificate, “che possono trovare anche formulazioni più dettagliate in altri articoli” e deve riconoscere fra i valori della Regione il concetto di sussidiarietà che il Trattato di Maastricht definisce direttrice fondamentale del processo di Unione Europea. GC/MP
