CONSIGLIO REGIONALE (2): STATO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI LEGISLATURA – GLI INTERVENTI DELLA MATTINATA

Data:

12 Lug 2011 01:00

Tempo di lettura:

10 minuti, 30 secondi

(Acs) Perugia, 12 luglio 2011 – Gli interventi della mattinata sullo stato di attuazione del programma nel primo anno della legislatura regionale in discussione in Aula.

GIANFRANCO CHIACCHIERONI
(PD): “NECESSARIA UNA GRANDE SOLIDARIETÀ TRA TUTTE LE FORZE POLITICHE DI QUESTO CONSIGLIO REGIONALE - È  importantissimo capire in quale direzione devono andare e in quale contesto si devono svolgere le fasi delle riforme istituzionali ed economico-sociali. All'interno di una grande crisi come quella che stiamo vivendo e in attesa della strutturazione  del federalismo dobbiamo tutti sentire la responsabilità di dare risposte importanti e positive ad una regione che presenta un fragile tessuto economico e sociale, con una consistente spesa pubblica. Siamo chiamati a mantenere in vita i servizi essenziali e per garantire ciò dobbiamo puntare sull'efficienza e sul costo del servizio, pensando un po' meno a chi opera all'interno dei servizi.

L'obiettivo è quello di trovare risorse per lo sviluppo coniugandolo con l'ambiente, puntando sulla green economy e fonti rinnovabili. Intervenire con urgenza sulla semplificazione amministrativa. Spostare, in modo sempre più massiccio, la spesa corrente verso gli investimenti. Si tratta di un lavoro e di una impostazione alla quale tutte le forze politiche sono chiamate a farne parte. Non sono più rinviabili le riforme endoregionali. Bene la ristrutturazione della rete ospedaliera regionale. È stata fatta un'opera straordinaria. Ora, però, ad ogni struttura va affidata una mission perché serve a razionalizzare le risorse. Va reso poi sempre più virtuoso il rapporto Università-Regione. Il lavoro svolto in questo anno dalla Giunta è stato importante e intelligente. Oggi mi sento però di fare appello a una grande solidarietà tra tutte le forze politiche di questo Consiglio regionale. Perché alla fine saremo comunque tutti giudicati dai cittadini  alla stessa maniera”.

 

ALFREDO DE SIO (PDL): “LA GIUNTA REGIONALE HA PENSATO TROPPO E AGITO MALE - Quello presentato stamattina dalla presidente Marini si può definire un documento di analisi di situazioni macroeconomiche e generali che soltanto alla fine, in maniera lacunosa, scendono nel locale. La nostra valutazione è critica. È mancato un lavoro distintivo della Giunta che non ha risposto alle  emergenze e non ha fatto tutte quelle riforme, giudicate necessarie, che aveva annunciato. Non è stata certo la riforma dell'Ater ad aver cambiato la fisionomia della Regione. Come pure è in forte ritardo la semplificazione normativa. Da sottolineare le insufficienti risposte verso i servizi pubblici locali e il sistema dei trasporti in generale, come anche per lo smaltimento dei rifiuti. In questo caso si è rimasti fermi agli anni passati, quando già esisteva il sistema delle sanzioni. Bisogna capire cosa si vuole fare a valle della raccolta differenziata e non a monte. L'emergenza sta nel riutilizzo del prodotto differenziato. Sono necessarie risposte concrete anche per quanto riguarda la green economy; per la zootecnia per la quale è in grave ritardo il Piano regionale. Nel settore della sanità rimangono sempre più attuali le liste di attesa. In questo primo anno di amministrazione, la Giunta e la maggioranza hanno pensato troppo e agito male. Oggi siamo di fronte a un risveglio passivo rispetto ai problemi che nel tempo si sono sempre più ingigantiti”.

 

OLIVIERO DOTTORINI (IDV): “ECCESSIVA TIMIDEZZA  RIGUARDO ALLA VOLONTÀ DI DISCONTINUITÀ CON LA PRECEDENTE AMMINISTRAZIONE - Questo primo anno di governo  presenta sia luci che ombre. Accanto a dei risultati positivi e ad una corretta gestione, segnaliamo alcuni ritardi nel mettere in campo azioni efficaci e di sistema. Registriamo una eccessiva timidezza  riguardo alla volontà di discontinuità con la precedente amministrazione. Soprattutto con riferimento alle politiche di green economy.  Elementi positivi si riscontrano nel fatto che,  pur in presenza di una situazione difficile, l’Umbria è riuscita a fronteggiare la pesante crisi economica rispetto alla quale però si fatica ancora ad individuare chiari segnali di ripresa. I dati ci vedono scivolare pericolosamente verso le regioni meridionali e  l’Umbria cresce in gran parte grazie ai 'settori compensativi' non più sostenibili, quali costruzioni e grande distribuzione.  Abbiamo comunque, ancora, un welfare che funziona, nonostante tutto, anche grazie alla capacità di mantenere una buona integrazione tra pubblico e privato sociale nella gestione ed erogazione dei servizi. Sul versante della semplificazione amministrativa e della razionalizzazione dell’ordinamento regionale si possono apprezzare dei passi in avanti (Ater e Corecom). Più lento invece, sebbene già avviato, il percorso che dovrebbe portare alla riforma endoregionale. Bene l'approvazione, ieri, della riforma dei criteri di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie ed ospedaliere e dei primari. Apprezziamo anche lo sforzo fatto dalla Giunta nel campo della informatizzazione e digitalizzazione del sistema regionale. Qualche progresso lo riscontriamo anche nell’approccio nei confronti dell’agricoltura biologica. È importante lavorare su un Piano energetico regionale che promuova la diffusione della produzione di energia da fonte rinnovabile e il risparmio energetico di famiglie e imprese. Ma è  sul tema dei rifiuti che registriamo le maggiori sofferenze delle politiche regionali di questo primo anno di governo. Ci saremmo aspettati un’accelerazione che dimostrasse la volontà di affrontare seriamente il problema dell’applicazione di tutto quello che prevede il Piano regionale dei rifiuti, e non solo la parte relativa alla termovalorizzazione.  Un altro tema su cui si registrano ritardi riguarda un Piano per la zootecnica sostenibile. Bene il Piano del lavoro recentemente approvato dall'Aula per il quale sarà necessario un rigoroso monitoraggio sui risultati. Noi continuiamo a condividere l’impostazione e le scelte strategiche sulle quali le forze di centrosinistra hanno impostato il progetto di governo dell’Umbria.

Ribadiamo che su green economy e superamento delle rendite di posizione consolidate si basa il nostro progetto di governo. L'auspicio è che venga sgombrato, al più presto, il campo dalle pesanti ombre che inchieste giudiziarie e mass media proiettano sul sistema di relazioni che regolano la nostra convivenza civile e il rapporto tra istituzioni, cittadini e politica”.

 

GIANLUCA CIRIGNONI (LEGA NORD): “PER ATTUARE IL FEDERALISMO L’UMBRIA DEVE AFFRONTARE LA SFIDA DELLA SEMPLIFICAZIONE DELL’APPARATO BUROCRATICO E DELLA RIFORMA ENDOREGIONALE - La crisi economica mette in evidenza le carenze strutturali del nostro sistema economico di cui è responsabile anche quel centralismo che ha creato un debito pubblico enorme e dirottato le risorse del centro-nord verso il sud improduttivo. Bene il federalismo che responsabilizza gli amministratori, ma va avanti però con lentezza anche a causa di un certo trasversalismo centralista presente in tutte le forze politiche e istituzionali. Per attuare il federalismo l’Umbria deve affrontare la sfida della semplificazione dell’apparato burocratico e della riforma endoregionale per far esprimere le forze sane della regione. La sanità ha delle debolezze da sistemare, liste di attesa, manca l’assessore in materia, ed è ora di fare un atto di coraggio e applicare il decreto ‘502/’92’ che permette di rimuovere per ‘gravi motivi’ direttori generali che incorrono in questa fattispecie. La Lega Nord in Consiglio regionale si è confrontata in Commissione su varie questioni che attendono ancora una soluzione. Le principali le abbiamo elencate nella nostra risoluzione: l’obbligatorietà del Durc per il rilascio delle autorizzazioni per il commercio ambulante, una questione di civiltà per dare una risposta a tanti commercianti onesti; la revisione della legge ‘23/2003’ in materia di assegnazione delle case popolari, per dare la precedenza agli Umbri in quanto residenti storici; il mancato rifinanziamento dei corsi professionali presso le agenzie formative che impedisce a tanti centri altamente qualificati, come il centro ‘Bufalini’ di Città di Castello di continuare a svolgere la propria storica funzione. Ribadiamo inoltre la nostra contrarietà a ricevere i rifiuti della Campania e sollecitiamo l’emanazione di regolamenti  premianti e sanzionatori per spingere i Comuni ad accelerare sulla raccolta differenziata”.

 

MASSIMO BUCONI (Socialisti): “BENE IL CONSUNTIVO DEL PRIMO ANNO. LA MAGGIORANZA DEVE RECUPERARE LA RICCHEZZA PRODUTTIVA DEL DIBATTITO, DANDOSI TEMPI E METODI DIVERSI, OBIETTIVI E SCADENZE - Relazione corposa, precisa e puntuale. La maggioranza ha affrontato questo primo anno di governo con responsabilità e decisione. Ma occorre fare attenzione perché la ricchezza oggettiva del confronto e delle diverse sensibilità al proprio interno non si trasformi in ‘debolezza’, perché è accaduto che si sono prodotti dei ritardi su decisioni importanti causati da divisioni o non condivisioni. Recuperare quindi la ricchezza produttiva del dibattito, dandoci tempi e metodi diversi, obiettivi e scadenze. La Giunta, nella contingenza determinata dalla crisi economica, dall’attuazione del federalismo, ha individuato con chiarezza punti di forza e criticità del sistema da un punto di vista sociale ed economico. I temi delle grandi riforme regionali non dipendono solo dalla capacità del governo regionale, ad essa concorre tutto il sistema istituzionale regionale che va coinvolto e responsabilizzato, senza fughe in avanti. Questa amministrazione regionale si trova a dover recuperare ritardi prodotti negli anni passati. Bene l’azione di questa Giunta relativa alla sanità e la scelta della presidente di assumere la delega della sanità in un momento di difficoltà è stata una scelta coraggiosa che dovrà essere superata non appena recuperata una situazione di normalità. Sempre per la sanità bene la scelta di andare in direzione dell’Azienda unica integrata e l’obiettivo di ridefinire le Asl umbre. La riforma endoregionale, in dirittura di arrivo, è un atto fondamentale che l’Umbria attende. Positive anche le azioni in materia di ambiente, energie rinnovabili e infrastrutture. A proposito di infrastrutture va salutato con favore lo sblocco del cantiere della Perugia-Ancona. Con il piano triennale per il lavoro e le politiche industriali si da una risposta di sistema alle criticità umbre. Con la proposta di Piano della zootecnia si è affrontato con responsabilità e apertura al confronto un tema ‘altamente sensibile. Il disegno di legge sulla semplificazione interviene poi con grande efficacia sull’obiettivo di rendere più moderno e competitivo il sistema umbro. Per quanto riguarda i rifiuti, oltre a proseguire nell’incentivazione della raccolta differenziata è urgente una ridefinizione del Piano che pionga la questione di evitare l’emergenza rifiuti determinata dalla situazione relativa alle discariche: verifichiamo se c’è o no un ‘rischio emergenza’. La crisi industriale legata alla Merloni e al Polo ternano è stata affrontata con decisione dalla Giunta regionale, ma su questi temi occorre un intervento ed un ruolo più deciso del Consiglio regionale perché questi temi siano posti maggiormente alla sua attenzione  e al confronto. Rispetto alla sèpesa regioanle va valutata positivamente la riorganizzazione attuata con rigore e senso di responsabilità”.

 

DAMIANO STUFARA (capogruppo PrcFds) “NON CI PIACE QUESTO CLIMA DA UNITÀ NAZIONALE, SERVE UN CONFRONTO SERRATO, NON FIRMEREMO CAMBIALI IN BIANCO” - Condivisibili le parole preoccupate della presidente Marini: l'economia da più di tre anni vive una crisi con pochi precedenti nella storia. Ma a noi non piace questo clima da unità nazionale con cui si arriverà a varare la manovra nazionale, senza un dibattito e senza la corresponsabilità degli enti locali, in una ottica di federalismo mai così lontano. La presidente ci esorta a tener conto di quanto sta cambiando intorno a noi; ma per farlo occorre una discussione realistica sulle riflessione da fare in termini programmatici. Su questo non firmeremo cambiali in bianco chiediamo una discussione vera un confronto serrato all'interno delle stesse forze politiche. Oggi nelle file del partito di maggioranza relativa c'è una dialettica interna che finisce per metterne in dubbio lo stesso ruolo guida. Noi insisteremo su scelte programmatiche riassumibili nella green economy: non si può minacciare l'emergenza rifiuti, se prima non si fa di tutto per potenziare la differenziata, oggi troppo lontana dagli obiettivi da raggiungere. Nelle prossime settimane occorre chiudere con le riforme in itinere. Poi dobbiamo porci alcune questioni di fondo. Dobbiamo chiederci cosa producono tanti incentivi alle imprese, cosa fare per superare il precariato nel lavoro di tanti giovani e delle donne. Siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità, ma non per farci coinvolgere nelle politiche nazionali di queste ore".

 

RAFFAELE NEVI (capogruppo Pdl) - “È STATO UN ANNO DI LITIGI E DIVISIONI NELLA MAGGIORANZA, TROPPI RITARDI E LITIGI, L'UMBRIA SCIVOLA VERSO IL SUD” - Quello trascorso è stato per la maggioranza un anno di litigi. Una Giunta paralizzata da divisioni e dalla questione morale che la tiene ancora senza un assessore alla sanità, ha accumulato tanti ritardi: sulla riforma endo-regionale della quale non si parla più; sulla legge per la semplificazione amministrativa annunciata come imminente ad inizio legislatura ed i cui ritardi si vogliono addossare a noi che invece presentammo un disegno analogo tre anni fa. Per questi motivi vi abbiamo chiesto di lasciare il passo. Ricordo i tanti obiettivi annunciati e non realizzati, come l'abbattimento delle liste di attesa in sanità e la lotta agli sprechi. Sulle critiche che vi rivolgiamo abbiamo trovato più di una assonanza con quelle della Cisl regionale che vi rimprovera divisioni, lentezze che finiscono per determinare un'evidente arretratezza. E' la Banca d'Italia a dirci che l'Umbria e il suo sistema produttivo e sociale stanno scivolando verso il sud Italia. Il primo anno è sempre fondamentale per i risultati di una legislatura, ma come Regione abbiamo varato un unico piano triennale una settimana fa. A nostro avviso occorre riorganizzare la spesa pubblica rendendola meno rigida rispetto ad oggi e sulle politiche industriali non ci si può limitare ad accusare il governo nazionale.

 

VINCENZO RIOMMI (Pd)  “L'UMBRIA È RIUSCITA AD AFFRONTARE IL 2011 SENZA SMONTARE LA RETE DEI SERVIZI, ORA CI ATTENDE UNA GRANDE SFIDA, SERVE  COESIONE”  - Sarebbe onesto discutere oggettivamente e con dati alla mano di ciò che è stato questo anno passato anche in Umbria e di ciò che ha prodotto. In queste ore l'Italia è sotto il tiro della speculazione, con una crisi delle borse che ci preoccupa tutti e che solo questa mattina ha visto bruciare 15 miliardi, un terzo della manovra, in interessi aggiuntivi da pagare sui Bot. A fronte di ciò il segretario del mio patito ha dimostrato senso di responsabilità dichiarando assieme a tutta l'opposizione a varare la manovra al più presto. Perché non riconoscere con questo spirito che l'Umbria è riuscita ad affrontare questo 2011 senza smontare la rete dei servizi, il trasporto pubblico locale. Occorre andare avanti con le riforme per difendere questo livello dei servizi da paese civile, ma serve anche liberare risorse necessarie a rilanciare l'economia. Il Pd è impegnato in questo sforzo consapevole pur in presenza di luci ed ombre. Dividerci sulle difficoltà, sulla emergenza rifiuti sarebbe assurdo: c'è un piano regionale occorre applicarlo. Serve nell'insieme un patto di coesione. Siamo di fronte ad una grande sfida e come tale dobbiamo affrontarla uniti. GC/MP/AS/TB [SEGUE]

  

 

Ultimo aggiornamento: 12/07/2011