CONSIGLIO REGIONALE (1): RICORDATE IN AULA LE DUE DIPENDENTI REGIONALI UCCISE NEGLI UFFICI DEL BROLETTO – L'INTERVENTO DELLA PRESIDENTE MARINI. RICORDATI ANCHE BRUNO BUITONI E VINCENZO ACCIACCA
12 Mar 2013 00:00
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(Acs) Perugia, 12 marzo 2013 – In apertura di seduta, il presidente del Consiglio regionale Eros Brega ha proposto all'Aula di dedicare una riflessione e un minuto di silenzio al gravissimo fatto di sangue accaduto nei giorni scorsi negli uffici della Regione Umbria al Broletto, nel quale hanno trovato la morte le due dipendenti regionali Margherita Peccati e Daniela Crispolti, uccise da un uomo poi suicidatosi all'interno degli uffici stessi. Brega ha anche voluto ricordare due “figure importanti della nostra regione: l'ex consigliere e assessore regionale Vincenzo Acciacca e l'imprenditore Bruno Buitoni che ci hanno lasciato nella giornata di ieri”. Il presidente Brega ha quindi dato la parola alla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini.
CATIUSCIA MARINI (presidente Regione ): “DUE LAVORATRICI SERIE, SCRUPOLOSE E COMPETENTI. LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E CHI VI OPERA VANNO PROTETTI E SOSTENUTI. Oggi ricordiamo in forma istituzionale le nostre due dipendenti Margherita Peccati e Daniela Crispolti, dopo averlo fatto personalmente con le famiglie e i colleghi di lavoro. Margherita Peccati, era responsabile nell’ambito del Servizio istruzione e ricerca della Regione della Sezione accreditamento; Daniela Crispolti era consulente dell’Ente e assegnata allo stesso Servizio. Le ricordiamo anche per le loro qualità professionali e umane e per il lavoro svolto, così attestato anche dalle numerose agenzie formative e imprese che avevano accesso a quell’ufficio e che per motivi professionali le conoscevano. Ho espresso pubblicamente la nostra riconoscenza e ho dato atto della serietà e scrupolo con cui operavano: queste due dipendenti erano tutt’altro che burocrati sorde e disattente e anche sotto il profilo umano, oltre che professionale, avevano un atteggiamento di grande collaborazione e disponibilità, conoscevano con competenza le materie loro assegnate e conoscevano anche la complessità dei procedimenti, mettendosi sempre a disposizione dei loro interlocutori. Sappiamo bene che la pubblica amministrazione può essere anche inefficiente, può produrre ritardi, e che questi diventano ancora più insostenibili nei momenti di grave crisi economica e sociale, come quella attuale. Ma in questo caso non c’era niente di tutto ciò. Con l’autorità giudiziaria abbiamo messo a disposizione tutti i fascicoli e gli atti, riguardanti la vicenda, con la volontà di contribuire alla ricerca della verità nei confronti del lavoro di queste nostre dipendenti. E oggi voglio dare conto alla stampa locale, che ne ha dato ampio risalto, che si trattava di un procedimento corretto.
Peraltro, nel lontano 2009, la sospensione dell'accreditamento a quella agenzia di formazione erano conseguenti a azioni intraprese da cittadine partecipanti a quei corsi che avevano sporto denuncia all’autorità giudiziaria. Siamo quindi in presenza di una pubblica amministrazione che in questo caso ha agito nel rispetto delle regole. E anche se penso che l’enormità e la tragedia che si è consumata non abbia nessun tipo di giustificazione, oggi abbiamo anche un profilo ben definito dell'autore dell'omicidio, e anche del suo disagio e della sua instabilità, come raccontato non solo dalle persone del Servizio sanitario che lo avevano in cura, ma anche da persone che lo conoscevano personalmente, come è stato ampiamente riportato. Nei giorni scorsi ho voluto offrire mie considerazioni personali, di cui sono profondamente convinta, a favore della pubblica amministrazione e di chi all’interno di essa opera, non tanto e non solo dei rappresentanti istituzionali, nelle funzioni di governo e di rappresentanza, ma soprattutto dei dipendenti pubblici e gli impiegati della Pubblica Amministrazione, divenuti, nel corso di questi anni, bersaglio anche di una forte delegittimazione, forse frutto di questo diffuso disagio sociale e economico, ma anche obiettivi facili nella giustificazione difficile dell’attuale complessa situazione. Credo che nel ricordo di Daniela Crispolti e di Margherita Peccati abbiamo anche l’obbligo, come rappresentanti delle Istituzioni, di dare protezione e sostegno a chi svolge con responsabilità, capacità e competenza il proprio lavoro all’interno dell’Ente Regione e delle pubbliche amministrazioni di questa Regione e del Paese. Il nostro pensiero oggi va comunque alle due famiglie che con molta dignità hanno vissuto questo strazio”. TB/
