CONSIGLIO REGIONALE (1) GARANTE DETENUTI: QUORUM NON RAGGIUNTO E NUOVO VOTO RINVIATO ALLA PROSSIMA SEDUTA

Il Consiglio regionale dell'Umbria non ha raggiunto il quorum di 21 voti previsto per l'elezione del Garante dei detenuti e delle persone sottoposte a misure limitative delle libertà personali. Il nuovo voto sui 10 nomi dei candidati a questo ruolo, previsto da una legge regionale del 2006, è stato rinviato alla prossima seduta dell'Assemblea.

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21 Mag 2013 01:00

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(Acs) Perugia, 21 maggio 2013 – L'Assemblea legislativa regionale ha votato oggi per l'elezione del Garante dei detenuti e delle persone sottoposte a misure limitative delle libertà personali. L'esito del voto è stato: 16 Carlo Fiorio, 12 bianche, 1 Monica Lorenzin, 1 Francesco Dell'Aira, 1 nulla. Non essendo stato raggiunto il quorum necessario, fissato in 21 voti, nessuno dei candidati è risultato eletto. Dopo il voto, la Conferenza dei capigruppo ha stabilito di rinviare alla prossima seduta del Consiglio regionale il nuovo voto a scrutinio segreto per l'individuazione del Garante.

IL DIBATTITO. Nelle sedute precedenti OLIVIERO DOTTORINI (presidente I Commissione) ha ricordato i compiti che la legge assegna al garante dei detenuti: assumere iniziative affinché ai detenuti vengano erogate le prestazioni relative al diritto alla salute, alla qualità della vita, all'istruzione, alla formazione professionale, alla reintegrazione e al reinserimento sociale; segnalare eventuali fattori di rischio o di danno per i detenuti; proporre l'adozione di opportune iniziative agli organi di vigilanza; proporre agli organi regionali l'adozione di atti normativi mirati a garantire i diritti dei soggetti interessati; proporre iniziative di informazione e sensibilizzazione sul tema dei diritti delle persone sottoposte a misure limitative della libertà personale. Si tratta – ha evidenziato – di una figura di garanzia a tutela dei detenuti, ma anche un faro in grado di gettare luce su una problematica che spesso viene trascurata, quella appunto della situazione delle carceri italiane e regionali. Questi i nomi dei dieci candidati tra cui l'Aula potrà scegliere il nome del garante: Stefano Anastasia, Martina Barro, Francesco Dell'Aira, Carlo Fiorio, Sonia Gallo, Olga La Donna, Monica Lorenzini, Giuseppe Melchiorre Napoli, Francesco Petrelli, Maurizio Ulacco”.

ORFEO GORACCI (Comunista umbro): “DA QUESTO CONSIGLIO PUÒ USCIRE UN SEGNALE IMPORTANTE DI ATTENZIONE ALLA SITUAZIONE DELLE CARCERI UMBRE – Condivido i contenuti della relazione svolta da Dottorini e aggiungo che l'istituzione regionale deve dare un segnale di civiltà verso l'universo carcerario nominando il garante. La situazione carceraria italiana, che conosco per diretta esperienza personale, viene spesso sanzionata anche a livello europeo per le carenze e le inadeguatezze che non assicurano condizioni accettabili ai detenuti. Nelle nostre prigioni passano anche persone in attesa di giudizio che poi vengono assolte. Il calo dei fondi destinati alle attività dei detenuti ha portato ad una ulteriore chiusura del carcere verso l'esterno. Nel 2006 l'Umbria è stata lungimirante nel prevedere una figura che potrebbe far sentire i detenuti meno soli”. DAMIANO STUFARA (Prc – Fds): “L'INNALZAMENTO DEL QUORUM PREVISTO PER L'ELEZIONE DEL GARANTE HA CREATO DI FATTO UN OSTACOLO ALLA SUA ELEZIONE. La nostra Costituzione prevede che la detenzione debba essere mirata al recupero di chi ha commesso un reato, ma dalle mie visite ispettive nelle carceri umbre mi sono reso conto di quanto quei luoghi siano lontani dal dettato costituzionale, con una popolazione carceraria che tra l'altro è doppia rispetto alla capienza delle strutture. Tra i detenuti ho visto una forte connotazione di classe, troppo spesso si tratta di povera gente, che pure ha commesso reati. Difficilissima è anche la condizione di chi nella carceri ci lavora, tra mille difficoltà. L'innalzamento del quorum previsto per l'elezione del garante ha creato di fatto un ostacolo alla sua elezione”. GIANLUCA CIRIGNONI (Lega nord): “LA NOSTRA LEGGE DEL 2006 È SUPERATA E FALLIMENTARE. RIVEDERLA INDIVIDUANDO NELLA III COMMISSIONE L'ORGANISMO DEPUTATO A SVOLGERE IL COMPITO DI GARANTE. Esistono gravi problemi nelle carceri, da me conosciuti direttamente in virtù del mio ruolo. Ritengo che il problema del sovraffollamento delle carceri potrebbe essere risolto attivando accordi internazionali che stabiliscano la detenzione nei Paesi di origine dei detenuti stranieri. Sono inoltre troppi i detenuti in attesa di giudizio o vittime di errori giudiziari: la figura del garante dovrebbe quindi servire soprattutto a tutelare i diritti delle 'vittime' del sistema giudiziario La nostra legge sul garante dei detenuti è del 2006, una legge superata e fallimentare che non ha prodotto nulla. Una legge che forse mirava soltanto a garantire una 'poltrona' in più. Necessario rivedere la legge individuando magari nella III Commissione l'organismo deputato a svolgere il compito di garante dei detenuti. Nella votazione di oggi la mia scheda sarà bianca”.
MANLIO MARIOTTI (PD): “QUELLA DI OGGI È UN'OCCASIONE IMPORTANTE PER ADEMPIERE AD UN DOVERE CHE RIGUARDA UNA QUESTIONE FONDAMENTALE DI CIVILTÀ. Ho avuto modo come sindacalista di conoscere il sistema carcerario e le condizioni drammatiche in cui vivono i detenuti, gli agenti di polizia penitenziaria e gli operatori sociali. Dalla relazione del ministero della Giustizia emerge un quadro preoccupante di scarsità di risorse finanziarie e umane. Sono 67mila detenuti, oltre 27mila in più di quelli accoglibili; il 40 per cento dei ristretti è in attesa di giudizio, di cui il 40 per cento (10-12mila) vengono poi assolti. Rispetto alla condizione carceraria c'è un'esplosione di coscienza a livello europeo e anche nazionale, e la Chiesa soprattutto fa registrare gli interventi e le azioni più incisive e puntuali. Occorre quindi recuperare un nostro ruolo istituzionale su questo come su altri temi, per evitare che, come spesso accade, le priorità della crisi facciano scivolare in secondo piano una questione fondamentale di civiltà, qual è quella della tutela e sviluppo dei diritti civili. Al di là dell'elezione del garante ritengo che come Assemblea legislativa dovremmo attivare un punto d'ascolto sul 'Pianeta carcere umbro', con tutti i soggetti coinvolti, per dare il nostro, doveroso, contributo”.

RAFFAELE NEVI (PdL): “UN SOGGETTO NON POLITICIZZATO CON LE GIUSTE COMPETENZE - Si tratta di un problematica che riguarda l'intero mondo carcerario: guardie, detenuti, operatori sociali. Riguarda sostanzialmente il grado di civiltà del nostro Paese. È giusto quindi preoccuparci delle condizioni delle nostre carceri, anche se, oggettivamente la tematica riguarda il Governo nazionale. È importante tuttavia individuare una figura che funga da garante. Significa avere un occhio più attento sulla questione. Rappresenta un segnale di attenzione che parte dall'Umbria. Il soggetto da individuare non dovrà ovviamente essere politicizzato, ma con le competenze giuste per capire le problematiche reali ed i modi con i quali affrontarle. È chiaro che dovrà essere una figura largamente condivisa”. SANDRA MONACELLI (Udc): “QUESTIONE CHE NON PUÒ CHIUDERSI CON L'ELEZIONE DEL GARANTE - Un tema complesso che riguarda un questione non facilmente risolvibile a livello regionale. La questione carceraria riguarda soprattutto il sovraffollamento ed il pianeta giustizia. Siamo spesso di fronte a tempi troppo lunghi per verificare le responsabilità reali di molti detenuti. Questo argomento non potrà essere concluso con la nomina del garante, perché non basta questa nomina per lavarci la coscienza. Sono necessarie molte altre riflessioni e dibattito su questo delicatissimo tema”.
ANDREA LIGNANI MARCHESANI (Fd'I): “I GARANTI DELLE CARCERI SONO PER LEGGE E NORMA I CONSIGLIERI REGIONALI - L'argomento in questione tocca corde e sensibilità particolari, per questo è necessario riflettere con razionalità sulla questione. Penso comunque che, anche attraverso questa elezione, gli spazi su cui può lavorare il Consiglio regionale vanno ancor più riducendosi, come già avvenuto per la nomina dei revisori dei conti. I garanti delle carceri sono per legge e norma i consiglieri regionali, i quali possono visitare direttamente le carceri e rendersi conto di persona delle condizioni reali delle strutture. Quello carcerario è un mondo particolare ed è fuori discussione che la riforma della giustizia rappresenta una priorità. In tempo di crisi economica come questo, nominare un soggetto che sostituisce di fatto le funzioni dei consiglieri regionali non è opportuno. Si tratterebbe di una intromissione politica come, del resto, sta avvenendo in occasione delle elezioni universitarie. Auspico comunque che il quorum dei due terzi necessario per l'elezione del garante non venga abbassato a maggioranza semplice. Questo sarebbe lesivo del significato effettivo della legge”. MP/AS/TB

Ultimo aggiornamento: 21/05/2013