(Acs) Perugia, 17 settembre 2013 - “Reperire le risorse necessarie alla messa in sicurezza ed alla definitiva ultimazione dei lavori di ristrutturazione della chiesa Santa Croce della Foce (Gubbio)”. È quanto contenuto nella mozione, approvata quasi all'unanimità (23 favorevoli), con il solo voto contrario di Gianluca Cirignoni (Lega nord), presentata dai consiglieri regionali Andrea Smacchi (Pd) e Orfeo Goracci (Comunista umbro). Attraverso questo atto di indirizzo, di fatto, il Consiglio regionale impegna l'Esecutivo di Palazzo Donini affinché, “in tempi rapidi, possa mettere in atto tutti gli interventi di propria competenza a salvaguardia di un “patrimonio storico ed architettonico di assoluto rilievo come la chiesa di Santa Croce della Foce, di proprietà della omonima Venerabile Confraternita, una delle più antiche ed importanti chiese di Gubbio e dell'Umbria nel suo complesso, parte della quale è totalmente inagibile a causa degli eventi sismici del 1997”.
“La chiesa di Santa Croce della Foce, come ha spiegato Smacchi nella presentazione all'Aula del documento, fu inserita a suo tempo all'interno del Pir (Piano integrato di recupero) Santa Lucia del comune di Gubbio all'interno della U.M.I. n. 6, ma per una serie di disguidi nel corso delle procedure tecniche e burocratiche, l'immobile è rimasto fuori da ogni tipo di finanziamento. Ad oggi, stante i mancati interventi, i danni sono addirittura aumentati, visto che lo 'spanciamento' del muro rivolto sul torrente Camignano ha provocato il distacco di un solaio nella sagrestia, rendendola completamente inagibile.
L'obiettivo della mozione è che si possa “riconsegnare, in tempi ragionevoli, alla città di Gubbio ed alla intera comunità regionale un patrimonio di inestimabile valore”.
L'altro firmatario del documento di indirizzo, Goracci, nel suo intervento ha voluto sottolineare come per il recupero dell'immobile non necessitino cifre astronomiche. “Questa chiesa – ha detto - rappresenta per Gubbio e per la comunità eugubina una realtà che, per identità e cuore, non è inferiore a moltissime altre presenti nel territorio.
Stante l'assenza attuale del governo cittadino, in considerazione che il Commissario non ha la capacità di spinta e la volontà di poter stare dietro a tutte le cose come una normale Amministrazione, sarebbe opportuno che quest'Aula e la Regione in generale prendesse a cuore questo recupero”.
È stata la stessa presidente della Regione, Catiuscia Marini ad informare il Consiglio regionale circa la procedura seguita, riguardo alla Chiesa di Santa Croce della Foce, che richiama – ha spiegato – il terremoto del '97 e la normativa connessa, riguardante i beni culturali. Dopo aver ripercorso le tappe, richiamando alcune carenze circa i vari adempimenti necessari per l'accesso ai fondi, specificate nella stessa mozione, e rimarcando soprattutto come, “sulla base delle risorse economiche disponibili e dei programmi finanziari già approvati, la Giunta regionale dell’Umbria, con una delibera del 14 maggio 2007, in considerazione anche del notevole lasso di tempo intercorso dall’approvazione dei Pir, ha stabilito, nel 2007, che non sarebbe stato più possibile prendere in considerazione, dopo dieci anni, ai fini dell’attribuzione delle fasce di priorità, i requisiti prioritari segnalati successivamente al 30 maggio 2007” (Solo a maggio 2009 il Comune di Gubbio chiedeva di apportare rettifiche all’attribuzione della fascia di priorità della Umi 6, di cui la Chiesa faceva parte).
La presidente Marini ha fatto sapere che, “oltre che per questa questa Chiesa, da parte di altri Comuni dell’Umbria sono pervenute molte segnalazioni analoghe, di beni danneggiati dal sisma, non rientranti nella fascia di priorità, che non possono essere presi in esame nell’ambito della normativa sismica”. Per questo ha tenuto a spiegare che per intervenire su queste situazioni “ci sono due canali perseguibili: il primo è quello derivante dalla approvazione della modifica del regolamento circa gli oneri di urbanizzazione secondaria, il quale stabilisce che l’8 per cento debba essere obbligatoriamente destinato ai Comuni per le convenzioni con le Diocesi del territorio, ai fini degli interventi di recupero, restauro e consolidamento degli edifici di culto o altri edifici di proprietà ecclesiastica aventi valenza sociale. Il secondo canale riguarda i bandi sui fondi ordinari a valere sui beni culturali aventi finalità sociali. E proprio entro la fine dell’anno e inizio 2014 è previsto l’ulteriore bando per interventi sui beni culturali”.
Nelle dichiarazioni di voto, mentre gli stessi promotori della mozione hanno rimarcato ulteriormente il valore culturale e storico della Chiesa, il capogruppo della Lega Nord, Gianluca Cirignoni ha annunciato il suo voto contrario perché, ha spiegato, “visto che non è possibile fare riferimento a risorse legate alla ricostruzione post sisma, se dobbiamo trovare fondi da destinare a qualcosa di importante, vanno previsti per interventi sulla viabilità della nostra regione, in molte parti carente e deficitaria, o indirizzarli al sostegno di moltissime famiglie che, a causa della crisi e perdita del lavoro, stanno vivendo in condizioni disastrose”. AS/