COMUNITÀ DI CITTÀ DELLA PIEVE: “INECCEPIBILE IL COMPORTAMENTO DEL COMUNE DI ROMA, VISTI ANCHE I RISULTATI FALLIMENTARI DELLA COOPERATIVA IL CAMMINO” - NOTA DI LIGNANI MARCHESANI E ROSI (PDL)
28 Mar 2012 01:00
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(Acs) Perugia, 28 marzo 2012 - “È solo un gran polverone, quello sollevato da alcuni rappresentanti istituzionali umbri per il semplice fatto che, dopo anni di ingiustificato affidamento in proroga della gestione, il Comune di Roma ha finalmente deciso di pubblicare un avviso pubblico trasparente per quanto concerne la Comunità di riabilitazione residenziale di Città della Pieve”. Lo affermano i consiglieri regionali Andrea Lignani Marchesani e Maria Rosi (Pdl), ricordando che “la struttura pievese è composta da tre casali ristrutturati e da cinque ettari di terreno agricolo da valorizzare anche ai fini di recupero degli ospiti presenti (fino a un massimo di 45, oltre a 10 esterni). In 11 anni di gestione la cooperativa 'Il Cammino' non ha però brillato né in risultati né in trasparenza”.
Lignani Marchesani e Rosi evidenziano che “a fronte di una retta pagata dal Comune di Roma per ogni residente, la Cooperativa, nonostante i solleciti al riguardo, non ha fornito all’Agenzia capitolina per le tossicodipendenze rendicontazione sufficiente riguardante fatture, buste-paga e ricevute ed appaiono poi sproporzionate voci di spesa per il carburante (1.500 euro mensili) e l’indennità di funzione del presidente della cooperativa (circa 1.000 euro mensili). A questo si aggiunga il deperimento delle coltivazioni avviate e la fallimentare gestione del bestiame presente all’interno della struttura. Dalle statistiche pubblicate si evince inoltre che ben il 54,5per cento degli ospiti della struttura (campione di 143 utenti su un totale di 364) ha continuato a fare abuso di sostanze stupefacenti ed alcool dopo la fine del programma di riabilitazione ed un altro 31,5per cento ha continuato comunque a farne uso”.
Secondo i consiglieri regionali del Popolo della libertà non deve quindi stupire che “con il legittimo avviso pubblico per la gestione promosso dall’Agenzia capitolina per le tossicodipendenze, la Comunità 'Il Cammino' sia stata sostituita con altro soggetto che subentrerà il 1° aprile. In sostanza, l’inutile polverone poco sopra ricordato è stato sollevato esclusivamente seguendo la logica del politicamente corretto. Per quanto concerne i lavoratori a rischio, poi, solo 5 su 18 sono residenti in Umbria e c’è la concreta possibilità che il saldo finale con il nuovo gestore sia positivo con maggiore occupazione residente. Certo è che chi lavorerà in futuro presso la Comunità di Città della Pieve dovrà avere requisiti tecnici e morali che possano portare a risultati migliori di quelli fallimentari fino ad oggi ottenuti”. RED/mp
