(Acs) Perugia, 30 giugno 2014 - “È curioso che si utilizzi lo strumento della 'selezione' piuttosto che un concorso vero e proprio per individuare il nuovo dirigente del 'Settore politiche sociali' del Comune di Città di Castello, tanto più che con la mobilità prevista dalla normativa vigente si sarebbe potuto ottenere da un altro Ente una figura qualificata a costo zero”. Così il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fratelli d'Italia) punta il dito sull'atto (determinazione n. 330 del 1 aprile 2014) per l'avviso di selezione pubblica per l'individuazione di “una figura così strategica”.
Lignani Marchesani spiega che “nel caso non ci fossero state le risorse per il conferimento dell’incarico a tempo indeterminato, si sarebbe comunque potuto bandire un concorso, che come noto prevede requisiti più stringenti di partecipazione, con il conferimento dell’incarico a tempo determinato fino al reperimento delle risorse necessarie. Sorge il sospetto – aggiunge l'esponente di Fratelli d'Italia - che si voglia invece individuare una figura ad hoc, magari mancante di qualche requisito, per poi bandire il concorso successivamente. Ridicolo, inoltre – aggiunge -, che la selezione preveda esclusivamente la valutazione dei curriculum ed un successivo colloquio, perché evidentemente procedure insufficienti per individuare in maniera oggettiva il miglior candidato”. Lignani Marchesani contesta anche “nel merito e nel metodo, la determina dirigenziale n. 597 del 5 giugno 2014 con cui si individuano i due 'membri esperti' esterni della Commissione d’esame, che verranno retribuiti con un compenso di 400 euro ciascuno. Sono stati nominati infatti – fa sapere - due professori della Facoltà di Scienza della Formazione: circoscrivere ad un ambito sociologico la valutazione esterna ci sembra alquanto limitativo e bene si sarebbe fatto ad individuare almeno un membro con specializzazione in psichiatria o psicologia. Nel merito – va avanti il consigliere regionale - sono inopportune le designazioni del professor Salvato (ormai diventato il 'prezzemolo' della vita istituzionale di Città di Castello) e del professor Mazzoni. Il primo – commenta Lignani Marchesani -, perché ha dimostrato insofferenza e mancanza di rispetto nei confronti dell’Istituzione comunale, rifiutando con arroganza qualsivoglia collaborazione con il Consiglio tifernate nella sua veste di consigliere della Fondazione Burri designato dall’Assemblea cittadina. Il secondo, perché già presidente della 'Scuola Operaia Bufalini', condizione che potrebbe creare spiacevoli equivoci o addirittura conflitti d’interesse in esito al concorso”.
Per Lignani Marchesani, in conclusione, “è necessario, per motivi di opportunità e di etica professionale, ritirare la determina e sostituire i due membri esterni nella commissione d’esame. Ma meglio sarebbe non svolgere affatto la selezione e bandire invece un vero e proprio concorso”. RED/as