COMITATO LEGISLAZIONE: GIUNTA REGIONALE IN RITARDO SULLE CLAUSOLE VALUTATIVE. SEMPLIFICAZIONE: PROPOSTO IL TAGLIO DI 78 LEGGI – LA RIUNIONE ODIERNA DEL COMITATO PER LA LEGISLAZIONE

 Nella seduta odierna del Comitato per la legislazione sono stati affrontate le questioni riguardanti l'adempimento delle “clausole valutative” delle leggi regionali da parte dell'Esecutivo e la semplificazione dell'apparato legislativo. Per quanto riguarda la prima questione l''Esecutivo regionale è risultato in “ritardo” nel fornire al Consiglio regionale i dati relativi all'attuazione delle leggi che prevedono questi adempimenti. Sulla semplificazione, è stata approvata una proposta “taglia leggi” che ha come obiettivo di concorrere alla semplificazione legislativa attraverso l'abrogazione di 78 leggi e inattuali e non più vigenti.

Data:

05 Lug 2012 01:00

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(Acs) Perugia, 5 luglio 2012 – Esecutivo regionale in “ritardo” nel fornire al Consiglio regionale i dati relativi all'attuazione delle leggi previste nelle apposite “clausole valutative”; approvazione di una proposta “taglia leggi” che ha come obiettivo di concorrere alla semplificazione legislativa attraverso l'abrogazione di 78 leggi inattuali e non più vigenti. Questi in punti principali discussi nella riunione odierna del Comitato per la legislazione presieduto da Luca Barberini (PD).

CLAUSOLE VALUTATIVE. Per quanto riguarda il primo punto, è stata illustrata una ricognizione svolta dal Servizio legislazione che ha fornito il quadro di quelle leggi (15) che prevedono una “clausola valutativa” in scadenza entro il 30 giugno 2012 e riferite anche a più annualità che vanno dal 2008 all'anno in corso. Delle 49 relazioni attese dal Consiglio regionale per operare un controllo su tempi e modalità di attuazione e sull'efficacia delle singole leggi, ne sono pervenute 11. Nella relazione degli uffici sono state indicate anche altre leggi che prevedono altre forme di rendicontazione e segnalato come “rilevante” l'atto riguardante il Piano sanitario regionale per il quale non è pervenuta negli anni 2010, 2011 e 2012 la prevista relazione annuale su risultati e obiettivi raggiunti. Una situazione che alcuni componenti del Comitato hanno stigmatizzato. Per Rocco Valentino (Pdl) l'Esecutivo si è confermato “inadempiente, la Giunta non da risposte su atti importanti che incidono da un punto di vista sociale e che prevedono l'impiego di risorse che debbono essere sollecitamente e rigorosamente rendicontati”. Gianluca Cirignoni (Lega Nord) ha parlato di quadro “sconfortante” e di “problema di democrazia” con un Esecutivo regionale che “non rispetta le prerogative dell'Assemblea legislativa in materia di controllo e verifica dell'attuazione delle leggi. La questione è duplice: o la Giunta non vuole, o la struttura regionale non è in grado di fornire queste risposte. In entrambi i casi è una situazione inammissibile e vi deve essere posto rimedio”. Sandra Monacelli (Udc-vicepresidente del Comitato) ha sottolineato la necessità che la Giunta adempia in maniera “rigorosa” a quanto previsto dalle clausole valutative in nome del “rispetto dovuto a quella funzione fondamentale di controllo che l'Assemblea legislativa deve esercitare in maniera sempre più efficace”. Monacelli ha sottolineato, infine, la “gravità in questa fase di spending review che riguarda anche la sanità, e in vista del riordino del sistema regionale” della mancanza di relazioni sull'attuazione del Piano sanitario regionale.

Rispetto al punto in questione, il presidente Barberini ha definito “non esaltanti” i risultati della verifica dell'adempimento delle clausole ed ha proposto di rappresentare alla Presidenza del Consiglio la necessità di invitare la Giunta regionale a fornire “sollecitamente e formalmente i dati e le informazioni previste dalle norme, come pure la relazione sullo stato di attuazione del Piano sanitario”.

TAGLIA LEGGI”. Per quanto concerne la proposta “taglia leggi”, si tratta di un ulteriore stato di avanzamento di un lavoro avviato dal Comitato nella VIII legislatura che produsse (legge “4/2010”) l'abrogazione di 136 leggi e 6 regolamenti. Le leggi della Regione Umbria attualmente vigenti sono 971, e 131 regolamenti. Con la proposta discussa oggi si prevede l'ulteriore “taglio” di 78 leggi e 6 regolamenti, ma gli uffici segnalano che si potrebbe valutare la possibilità di abrogare altre 231 leggi di bilancio e contabilità non più vigenti, ma sulle quali ci sono perplessità tecniche della ragioneria della Regione. Dei 78 testi normativi proposti per l'abrogazione 12 riguardano il personale e gli organi regionali; 11 l'istruzione e formazione; 10 l'ordinamento contabile, finanze e tributi; 9 l'agricoltura; 7 la sanità; 5 ciascuno politiche sociali - artigianato e industria; 4 ciascuno enti, comitati aziende e istituti regionali – assetto del territorio; 3 rispettivamente per ambiente – caccia e pesca – turismo; 1 ciascuno cultura e sport - assetto istituzionale. Un primo taglio di leggi “obsolete” era stato compiuto nel 1999 e comportò la cancellazione di 159 testi normativi e 4 regolamenti.

La proposta del Comitato sarà ora inviata in Giunta per le necessarie verifiche, prima di tornare in Consiglio per l'approvazione definitiva. “Con il taglio di queste 78 leggi – ha sottolineato Barberini –, se verrà confermato dopo la verifica tecnica, il corpus legislativo della Regione Umbria si riduce a 893, e togliendo le 231 di bilancio e contabilità che non hanno rilevanza esterna arriva di fatto a 662. Un numero sicuramente sostenibile e in linea con una moderna legislazione”.

Oltre al presidente Barberini, alla vice Monacelli e a Valentino e Cirignoni, fanno parte del Comitato per la legislazione i consiglieri Orfeo Goracci (Comunista umbro) e Oliviero Dottorini (Idv). TB/

Ultimo aggiornamento: 10/10/2012