CLASSI “POLLAIO”: “DOPO LA SENTENZA DEL TAR I COMUNI UMBRI FACCIANO UN PROPRIO MONITORAGGIO A GARANZIA DI STUDENTI ED INSEGNANTI” – SMACCHI (PD) “RIFORMA GELMINI OGGETTO DELLA PRIMA CLASS ACTION”

Con riferimento alla sentenza del Tar sulle classi con più di trenta alunni, definite “classi-pollaio”, e che per la prima volta riconosce il diritto di attivare una class action, il consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi,propone che i Comuni umbri facciano un monitoraggio sugli istituti presenti nei rispettivi territori. Per Smacchi si tratta di garantire “edifici sicuri ed idonei, oltre ad insegnanti preparati da mettere nelle condizioni di poter espletare al meglio le loro funzione di educatori”.

Data:

24 Gen 2011 00:00

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(Acs) Perugia, 24 gennaio 2011 – “Seppur in Umbria le classi con più di trenta studenti, definite ‘classi – pollaio’ da una recentissima sentenza del Tar, sembrano essere contenute, è bene che tutti i comuni facciano un monitoraggio più approfondito, sugli istituti scolastici presenti sul proprio territorio”.

Lo propone il consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi, con riferimento alla sentenza del TAR che, per la prima volta riconosce il diritto di attivare una class action, cioè un'azione collettiva fatta con un singolo esposto, sulle classi–pollaio che, di fatto, rimette al centro della discussione politica una delle riforme più controverse del Governo Berlusconi, quella del Ministro Gelmini”.

Dopo aver evidenziato che la Provincia di Perugia ha già preannunciato un proprio ricorso, Smacchi spiega che, l'ipotesi monitoraggio è giustificata “proprio a seguito della sentenza del Tar che assegna al Governo 120 giorni di tempo per varare un piano di riqualificazione degli edifici scolastici, che consenta di avere classi con un numero massimo di 27 alunni per le scuole elementari, 28 per le scuole medie, 30 per gli istituti superiori. Si tratta dunque di garantire su tutto il territorio umbro, aggiunge Smacchi, “edifici sicuri ed idonei, oltre ad insegnanti preparati da mettere nelle condizioni di poter espletare al meglio le loro funzione di educatori”.

Rispetto ad un provvedimento di riforma che mostra fin dai primi giorni di attuazione tutta la sua inadeguatezza ed a fronte dei gravissimi problemi che affliggono il mondo della scuola, conclude il consigliere, “è nostro dovere richiamare con fermezza il rispetto delle norme e produrre una risposta concreta e di qualità rispetto ad un provvedimento intriso di tagli, sicuramente non adatto a dare risposte adeguate ai reali bisogni di studenti ed insegnanti”. GC/gc

Ultimo aggiornamento: 24/01/2011