CITTÀ DI CASTELLO: “CENTRO STORICO ABBANDONATO A SE STESSO, PICCOLI COMMERCIANTI LASCIATI SOLI” - DOTTORINI (CAPOGRUPPO IDV)

Oliviero Dottorini (capogruppo Idv) interviene a sostegno della protesta dei commercianti di Città di Castello, e critica le scelte dell'Amministrazione: “miopi e prive di una visione di insieme”. Dottorini spiega che è “sbagliato incentivare la delocalizzazione degli esercizi commerciali. Invece di pensare a McDonald il Comune pensi alla tutela dei piccoli commercianti e del centro storico”.

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28 Ago 2013 01:00

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(Acs) Perugia, 28 agosto 2013 - “La protesta dei commercianti di Città di Castello è opportuna e condivisibile. Le scelte miopi e prive di una visione d'insieme che l'Amministrazione comunale sta portando avanti da anni sono la principale causa dello svuotamento e della perdita di funzioni che il centro storico sta vivendo. Quello che dovrebbe essere il cuore pulsante della città continua a perdere ruolo e dinamismo, mentre l'amministrazione pare puntare solo su nuove aree commerciali all'interno delle zone industriali. Occorre una decisa e rapida inversione di rotta”. Con queste parole Oliviero Dottorini (capogruppo dell'Idv in Consiglio regionale) “e presidente dell'associazione 'Umbria migliore'”, commenta lo stato di abbandono del centro storico e fa propria la protesta dei commercianti della città.

“La perdita del tribunale, gli uffici Asl decentrati e non collocati presso l'ex Ospedale, Piazza Gabriotti trasformata in un posteggio pubblico – spiega Dottorini - fanno il paio con una pianificazione commerciale tutta concentrata al di fuori delle mura urbiche. In questo modo il centro storico muore e i commercianti hanno ragione a far sentire le propria voce. La delocalizzazione degli esercizi commerciali, degli uffici pubblici e delle manifestazioni fuori dal centro, oltre a causare disagi per i cittadini – aggiunge -, producono l'effetto di allontanare turisti e cittadini dal centro, degradando il centro e svuotando negozi e esercizi commerciali oramai vittime di una crisi globale che non da tregua. Per ogni McDonald che nasce, magari promettendo mirabolanti opportunità occupazionali, è verosimile pensare che numerosi piccoli esercizi debbano fare i conti con difficoltà crescenti. Da questo punto di vista – conclude Dottorini - le scelte unilaterali dell'Amministrazione comunale possono avere veramente il potere di danneggiare la vita sociale ed economica di Città di Castello”. RED/tb

Ultimo aggiornamento: 28/08/2013