(Acs) Perugia, 8 novembre 2013 – Forma di governo, sistema politico, meccanismi elettorali, sono questi i punti di crisi del ventennio 1993-2013 italiano al centro del convegno che si è avviato oggi nella Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni. L'iniziativa, che si concluderà domani sabato 9 novembre, è promossa e organizzata dal Centro studi giuridici e politici del Consiglio regionale dell'Umbria, presieduto da Marco Lucio Campiani, e vede la partecipazione di costituzionalisti e studiosi di scienze politiche di diverese università italiane.
Il Convegno, come ha spiegato Campiani, nasce dalla diffusa opinione che la fase apertasi con la riforma elettorale del 1993 e con le elezioni del 1994 si sia ormai esaurita, come è stato confermato dall'esito delle elezioni del 2013 e dal ricorso a governi di larga coalizione. C'è quindi piena consapevolezza che, sia la forma di governo sia il sistema politico “mostrano ormai la corda”. È quindi tempo di un bilancio, per analizzare limiti e criticità, ma anche per indicare possibili prospettive o, quantomeno, alcune linee evolutive del sistema elettorale e della forma di governo. Più difficile appare invece delineare una via evolutiva del sistema politico, a causa delle forti divisioni che si sono prodotte in maniera sempre più marcata. Di particolare rilievo la questione relativa allo stato della Costituzione e in particolare alle revisioni necessarie nella seconda parte della Carta. Da analizzare attentamente, infine, l'emergere di movimenti e concezioni di tipo populistico, che si sono manifestate a livello europeo, ma che hanno assunto particolari specificità e rilevanza nel caso italiano.
Nella giornata di oggi i lavori sono stati aperti dal costituzionalista Mauro Volpi che ha tracciato un bilancio del ventennio 1993-2013 spiegando che gli aspetti più rilevanti riguardano il rischio di una deriva populistica; la crisi del bipolarismo, cui si sta sostituendo un 'tripolarismo e mezzo', come pure quella della tipologia di partito proposta: personale o oligarchica. E i partiti, secondo Volpi, dovranno quindi ridefinirsi garantendo la democraticità interna. Altra criticità individuata è quella relativa al sistema elettorale, con la certezza che i due meccanismi elettorali utilizzati nel ventennio hanno mancato tutti gli obiettivi. Per quanto riguarda la forma di governo si rileva poi la necessità di restituire ruolo al Parlamento, avere un migliore raccordo tra Assemblea legislativa e governo garantendo l'equilibrio dei poteri, rafforzare la figura del presidente del Consiglio, senza però cadere in una personalizzazione del suo ruolo. Per quanto riguarda, infine, la riforma costituzionale, Volpi ha indicato che sarebbe opportuno accontentarsi di alcune riforme alla seconda parte della costituzione, puntuali e specifiche, senza prospettare una “grande riforma” che l'esperienza degli ultimi anni ha dimostrato essere inattuabile.
Nel corso del pomeriggio sono poi intervenuti Massimo Villone (Università degli Studi di Napoli “Federico II”) che ha tracciato le linee evolutive della forma di governo. Marco Revelli (Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”) ha approfondito invece le caratteristiche e le specificità del sistema politico. Massimo Luciani (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”) ha analizzato il ruolo, “la parabola” della presidenza della Repubblica”. Mauro Calise, infine (Università degli Studi di Napoli “Federico II”), nella sua relazione ha sviluppato il tema “I due presidenti: verso una coabitazione all’italiana”.
Questo il programma di domani, sabato 9 novembre 2013. Presiede Mauro Volpi.
Ore 9,30 relazioni di Mario Dogliani (Università degli Studi di Torino) “Che ne è stato della Costituzione?”. Oreste Massari (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”) “Gli effetti dei sistemi elettorali dopo il 1993 e la riforma elettorale”. Cesare Pinelli (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”) “Cambiamento o razionalizzazione della forma di governo?”. Alfio Mastropaolo (Università degli Studi di Torino) “La deriva verso il populismo”. Seguirà dibattito. Le conclusioni verranno svolte da Carlo Galli (Università degli Studi di Bologna). RED/