CENTRO DI FORMAZIONE BUFALINI - CITTÀ DI CASTELLO: “SINDACO E ASSESSORE CONFONDONO LE ISTITUZIONI CON LA MAGGIORANZA REGIONALE” - NOTA DI LIGNANI MARCHESANI (PDL) CHE LAMENTA LA MANCATA RISPOSTA ALLA RELATIVA INTERROGAZIONE
04 Lug 2011 01:00
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(Acs) Perugia, 4 luglio 2011 - “Lascia senza parole l'irritualità istituzionale con cui il sindaco Bacchetta e l'assessore Alcherigi stanno gestendo la 'questione Bufalini'”. Lo afferma il consigliere regionale Pdl Andrea Lignani Marchesani, spiegando che “la delibera di Giunta regionale n. 56 del 24 gennaio scorso, recependo la normativa in vigore, ha di fatto optato (senza alcuna concertazione politica o territoriale) per un 'percorso sussidiario integrativo' in luogo di un 'percorso sussidiario complementare' nell'ambito del sistema di istruzione e formazione professionale. La risultante è l'impossibilità per gli istituti formativi accreditati (quali la 'Bufalini') di poter accettare l'iscrizione di alunni tra i 14 e i 16 anni per l'adempimento degli obblighi scolastici, con conseguenze a dir poco irreparabili per il futuro e la sopravvivenza di detti istituti”.
Secondo l'esponente del Pdl “richiedere l'intervento di un consigliere di maggioranza, invece che del Consiglio regionale nella sua interezza, è istituzionalmente scorretto, ma anche inquietante dal punto di vista politico. Vorrei sottolineare che una mia interrogazione in materia, depositata nel febbraio 2011, giace senza risposta da mesi e, ad oggi, non è dato sapere se sia stata effettivamente formalizzata da parte della Regione la scelta del percorso 'Iefp' di cui sopra oppure, nonostante i vincoli della normativa vigente, sia stato preso opportunamente tempo”.
Per Lignani Marchesani, in ogni caso, “se la collaborazione istituzionale tra enti si riduce a confronto interno al centrosinistra, ne prenderemo atto a cominciare da quelle manifestazioni dove si continua a battere cassa al Governo e a chiedere aiuto, salvo poi prendersi tutti i meriti e scaricare altrove eventuali insufficienze finanziarie. Non siamo più disposti – conclude - ad accettare l'equazione degli ultimi anni, tra l'altro falsa, secondo la quale quando le cose funzionano è merito degli amministratori locali e quando invece mancano soldi la colpa è del Governo nazionale”. RED/mp
