“C’è un ‘Mare fuori’: didattica e analisi dei contesti di genere attraverso le serie televisive”
A Palazzo Cesaroni si sono tenuti i primi incontri del Festival della parità di genere. Nel pomeriggio di ieri quello organizzato dal Corecom Umbria
05 Mag 2026 12:16
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(Acs) Perugia, 5 maggio 2026 – Palazzo Cesaroni di Perugia, sede dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, è stato uno dei luoghi prescelti per la prima giornata del Festival internazionale per la parità di genere, un appuntamento culturale, divulgativo e informativo, come l’hanno definito le coordinatrici Giuseppina Bonerba, Rita Zampolini e Pia Fanciulli, che per la seconda edizione hanno scelto un format itinerante, non solo Perugia ma anche Terni e Foligno, con un fitto calendario di panel, workshop, libri, autori, stand up comedy, proiezioni e mostre per un pubblico trasversale.
Nel pomeriggio di ieri, la sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni ha ospitato un incontro sul tema “C’è un ‘Mare fuori’: didattica e analisi dei contesti di genere attraverso le serie televisive”. Vi hanno partecipato la presidente del Corecom Umbria Michela Angeletti, che ha coordinato gli interventi dei relatori, Elisa Giomi, commissaria AgCom, Marica Spalletta, docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università degli studi Link, Paola de Rosa, ricercatrice in sociologia presso la Link, Fabrizio Boldrini, direttore della Fondazione Hallgarten-Franchetti e Maria Rita Bracchini, direttrice area ricerca della medesima fondazione e vicepresidente European Antibullying Network. Ha portato il saluto dell’istituzione ospitante la vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Bianca Maria Tagliaferri.
Attraverso l’analisi della serie televisiva dall’enorme successo di pubblico, “Mare fuori”, si è parlato del linguaggio che viene adoperato e in certi casi “sdoganato” all’attenzione della massa e soprattutto dei giovani, che sono protagonisti della fiction e un po' anche influencer, visto il successo e l’incidenza su un pubblico vasto ed eterogeneo. Per la sociologa Spalletta, “emerge un elevatissimo tasso di maschilità e compaiono in maniera marcata stereotipi e pregiudizi, pure se nei personaggi non manca la leadership femminile: le donne sono in ruoli di potere nella misura in cui sanno essere come gli uomini, autorevoli e messe in discussione. Ciò si collega a un altro stereotipo: il potere è eterosessuale. In ultimo le relazioni tossiche: la donna è vittima ma anche carnefice nelle relazioni tossiche, anche sul versante dell’amicizia. I giovani sentono questo prodotto televisivo come autentico anche per questi motivi”.
“Una narrazione tossica – ha detto Michela Angeletti – che racconta modi di relazionarsi negativi, dove le emozioni vengono spente e viene usato un linguaggio che enfatizza il fascino della forza della violenza, mentre il contrario di forza non è debolezza ma è ragione, empatia. Nostro obiettivo deve essere quello di decostruire stereotipi e pregiudizi”.
Il Festival della parità di genere proseguirà fino al 9 maggio 2026, con incontri previsti anche nei palazzi della Provincia e del Comune di Perugia, nelle sedi universitarie e in altri luoghi istituzionali e non. PG
