CASO BATTISTI: “L’UMBRIA SI RITIRI DAL PROGETTO DI COOPERAZIONE CON IL BRASILE” – LIGNANI E MONNI (PDL): “GRAVE CHE LA PRESIDENTE MARINI NON ABBIA FATTO PRESSIONI SU LULA NEL SUO RECENTE VIAGGIO”
03 Gen 2011 00:00
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(Acs) Perugia, 3 gennaio 2011 – I consiglieri regionali Andrea Lignani Marchesani e Massimo Monni (Pdl) criticano la presidente della Giunta regionale dell’Umbria, Catiuscia Marini a proposito del caso Battisti: “grave che la Governatrice non abbia fatto pressioni su Lula nella sua recente visita” sostengono, e chiedono che “l’Umbria si ritiri dal progetto di cooperazione con altre Regioni rosse nel caso la presidente perseveri nel negare l’estradizione dell’assassino”.
“E’ servito a darsi una verniciata da leader post rivoluzionaria – affermano i due consiglieri del Pdl - magari per ingraziarsi l’ala sinistra della sua coalizione, ma è assai grave che la presidente Marini nel suo recente (e lungo) viaggio istituzionale in Brasile non abbia speso una minima parola per richiedere l’estradizione dell’assassino Battisti. Il progetto di cooperazione ‘Brasil Proximo’ risale infatti al 2004 e – sottolineano Monni e Lignani - vede coinvolte in onerosi progetti di cooperazione regioni rigorosamente amministrate dal centro sinistra. Essendoci in ballo milioni di euro queste regioni – continuano - avevano ed hanno un formidabile strumento di pressione nei confronti del governo brasiliano. Ma è evidente che almeno una parte della propria base elettorale gradisce, come i rivoluzionari da operetta e da salotto francesi, la protezione del compagno Battisti. La Marini dimostri di avere a cuore il ruolo dell’Italia e che la giustizia nei confronti di un assassino possa fare finalmente il suo corso”.
In conclusione, Lignani e Monni chiedono che “l’Umbria si ritiri dal progetto di cooperazione nel caso la neo presidente brasiliana perseveri nell’atteggiamento infame del suo predecessore”. RED/pg
