“Calenda boccia la Giunta Proietti. Un segnale politico fortissimo da una forza di centro che l’ha sostenuta”

Nota di Nilo Arcudi (Tp-Uc)

Data:

12 Ott 2026 10:35

Tempo di lettura:

1 minuto, 25 secondi

(Acs) Perugia, 12 ottobre 2026 - “Le dichiarazioni di Carlo Calenda rappresentano un fatto politico di particolare gravità, soprattutto perché provengono dal leader di Azione, una forza politica che ha sostenuto la candidatura di Stefania Proietti alle elezioni regionali”, così, in una nota il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc)

“Calenda – continua Arcudi - definisce ‘disastroso’ il bilancio della Giunta regionale, afferma che per le imprese è stato fatto ‘poco o niente’ e ribadisce che Azione non è mai stata né sarà parte del campo largo. Parole – osserva il consigliere di opposizione - che aprono una questione politica evidente: quale spazio esiste oggi, all’interno della coalizione che governa l’Umbria, per le forze moderate, riformiste e di centro?

“Come gruppo consiliare – continua Arcudi - sosteniamo da tempo che l’attuale maggioranza regionale sia sempre più condizionata dalle posizioni del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra, con un’impostazione che riteniamo distante da una cultura di governo moderata, pragmatica e riformista. Le nostre critiche riguardano scelte precise: l’aumento delle tasse, le difficoltà sul Nodo di Perugia e sull’Alta Velocità, le politiche sui rifiuti e sul termovalorizzatore, le controversie sulla clinica e sullo stadio di Terni. Su queste questioni vediamo prevalere troppo spesso contrapposizioni ideologiche rispetto alla ricerca di soluzioni concrete per cittadini, famiglie e imprese”.

“Le parole di Calenda – commenta Arcudi - assumono quindi un significato politico che va oltre il giudizio sull’operato della Giunta. Evidenziano le profonde distanze tra le diverse culture politiche che hanno sostenuto Stefania Proietti e pongono un interrogativo sulla possibilità di conciliare, nell’attuale maggioranza, le istanze riformiste con quelle della sinistra più radicale. È una questione che riguarda il futuro dell’Umbria, la sua capacità di attrarre investimenti, realizzare infrastrutture strategiche e sostenere lo sviluppo economico. Su questi temi – conclude Arcudi - chiediamo alla maggioranza regionale un confronto politico chiaro, fondato su scelte concrete e non su equilibri di coalizione”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 13/10/2026