BILANCIO 2011 (1): IL CONSIGLIO REGIONALE INIZIA LA DISCUSSIONE – I NUMERI DELLA MANOVRA, LE RELAZIONI DI BARBERINI (PD) E MODENA (PORTAVOCE PDL-LEGA)
Il Consiglio regionale dell'Umbria ha iniziato questa mattina la discussione della Manovra di Bilancio predisposta dall'Esecutivo di Palazzo Donini e articolata in 4 differenti documenti: la legge finanziaria, il collegato, il Bilancio 2011 e Pluriennale 2011-2013. Gli atti sono stati approvati ed integrati durante i lavori delle Commissioni e dovranno essere approvati (a norma di regolamento) a distanza di 24 ore: oggi finanziaria e collegato, domani il Bilancio annuale e pluriennale. I lavori sono stati aperti dalle relazioni di Luca Barberini (Pd) per la maggioranza e di Fiammetta Modena (portavoce Pdl-Lega) per la minoranza.
29 Mar 2011 01:00
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(Acs) Perugia, 29 marzo 2011 – Il Bilancio della Regione Umbria per il 2011 si attesta, al netto dell'avanzo di amministrazione e delle partite di giro, a 2miliardi 828milioni 194mila euro, suddivisi in 14 “funzioni obiettivo”, la principale delle quali riguarda “Promozione e tutela della salute”, con 1miliardo 784milioni 779mila. Seguono: Organi istituzionali (24milioni 810 mila euro), Amministrazione generale (145milioni 747mila euro), Politiche abitative e interventi nel settore edilizio (105milioni 93mila euro), Opere pubbliche (8milioni 790mila), Difesa del suolo, protezione civile e tutela ambientale (117milioni 512mila euro), Servizi e infrastrutture per la mobilità e il trasporto merci (251milioni 587mila euro), Agricoltura, foreste ed economia montana (49milioni 615mila), Industria, artigianato e commercio (119milioni 932mila euro), Turismo (13milioni 284mila euro), Istruzione, cultura ed attività ricreative (46milioni 833mila), Formazione professionale e politiche del lavoro (89milioni 443mila), Protezione sociale (15milioni 907mila euro), Programmazione strategica e socio economica (5milioni 593mila euro), Altri (49milioni 254mila). Questi sono i dati contenuti nella Manovra di Bilancio predisposta dalla Giunta regionale, la cui discussione ha avuto inizio questa mattina a Palazzo Cesaroni. Ha aperto i lavori il relatore di maggioranza, Luca Barberini (Pd), evidenziando il contesto in cui le scelte dell'Esecutivo regionale sono maturate e le misure previste per farvi fronte, sostenendo l'economia regionale senza intaccare i livelli del welfare e senza innalzare la pressione fiscale. Negative invece le valutazione del relatore di minoranza, Fiammetta Modena (portavoce Pdl-Lega), secondo cui la manovra dimostra la mancanza di coraggio della Giunta, che dimostrerebbe di aver perso l'occasione del primo anno di legislatura senza prevedere fondi per le riforme, senza attivarsi veramente per la riduzione delle spese e soprattutto senza aver messo in cantiere iniziative e analisi per agevolare l'avvio del federalismo fiscale.
Il contesto economico e politico da cui le scelte di bilancio della Giunta regionale sono scaturite e i dettagli della manovra sono stati illustrati in Aula dal consigliere del Partito democratico Luca Barberini, relatore di maggioranza: “UNA REGIONE CON I CONTI IN ORDINE, CHE GUARDA AVANTI NONOSTANTE LA CRISI E I TAGLI DEL GOVERNO - La Regione Umbria si appresta ad approvare la Manovra di Bilancio dopo la conferma del doppio rating attribuitogli dalle agenzie internazionali 'Moody's' e 'Standard & Poor's', che hanno attributo rispettivamente gli ottimi punteggi di Aa3 e A+ (livello questo raggiunto solo da alcune grandi regioni italiane e dalla Repubblica Italiana) motivandoli con la buona gestione e la trasparenza del bilancio, la situazione finanziaria stabile, il moderato livello di indebitamento della Regione, la spesa sanitaria in pareggio e sotto controllo, l'ottima situazione di liquidità e lo stretto controllo dei costi amministrativi dell'Ente. Il quadro complessivo in cui si inserisce la definizione e l’approvazione della manovra vede una profonda crisi nazionale ed internazionale, non conclusa, che ha radici nelle scelte politiche ed economiche del passato non attente e non rispettose dell’uomo, dell’ambiente e dei valori che legano e sostengono le nostre comunità. L'incapacità del Governo di individuare soluzioni e proposte per uscire rapidamente dalla crisi; una manovra di risanamento che attua solo tagli orizzontali, non fa alcuna valutazione degli effetti e delle ricadute sui cittadini e sulle famiglie e sulle imprese; un risanamento dello finanze dello stato che sappiamo bene non essere realizzato; un federalismo tremendamente lontano dai condivisibili principi di avvicinare le scelte politiche e le risorse ai territori. La manovra della finanza pubblica dello Stato, per gli anni 2011/2013, ha portato ad un taglio per i finanziamenti alla nostra regione di circa 18 milioni di euro. L’inasprimento delle regole del Patto di stabilità interno prevede un ulteriore contributo da parte delle Regioni, che per l'Umbria si traduce in minori impegni e minori pagamenti rispetto al 2010 di circa 120 milioni e 140 milioni a partire dal 2012. Per quanto concerne i trasferimenti da parte del bilancio dello Stato, l’Umbria disporrà di minori risorse per circa 100 milioni nel 2011 e 112 milioni a partire dal 2012. A seguito dell'accordo Stato-Regioni c'è stato un reintegro dei tagli al trasporto pubblico locale su ferro ed un alleggerimento del Patto di stabilità interno.
Le principali disposizioni della 'LEGGE FINANZIARIA REGIONALE 2011' sono: determinazione del ricorso al mercato finanziario per la contrazione di mutui a pareggio finanziario: circa 53,5 milioni di euro per l'esercizio 2011, 46,4 milioni per l'esercizio 2012 e 46,4 milioni per l'esercizio 2013. Un vincolo di finanziamento da destinare alla società di gestione del Parco Tecnologico Agroalimentare. Uno stanziamento regionale per gli oneri contributivi relativi all'assicurazione degli apprendisti artigiani per 432 mila euro e 2 milioni di euro per il finanziamento per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione. Il cofinanziamento con risorse proprie dei programmi comunitari nel triennio 2011-2013 e l'autorizzazione al cofinanziamento annuale del progetto interregionale 'Promozione dei servizi orientati allo sviluppo rurale', nonché della spesa di euro 2 milioni quale cofinanziamento regionale annualità 2011 del Piano di sviluppo rurale 2007/2013. Per l'anno 2011 si prevede uno stanziamento di 1 milione di euro per il la legge sulla semplificazione amministrativa e 5oo mila euro per il testo unico dell'artigianato. Per l'esercizio 2011 non è prevista alcuna manovra di aumento sulle aliquote di tributi ed imposte: la Regione Umbria è tra le poche Regioni italiane che non aumenta la pressione fiscale e lascia risorse agli umbri per riuscire a superare il momento di profonda difficoltà ed alle imprese per garantire il necessario sostegno alla ripresa.
IL COLLEGATO prevede: disposizioni relativi agli eventi sismici degli anni 1982 e 1984 che fissano dei termini per l'ultimazione dei lavori, per la rendicontazione finale dei lavori, per la definitiva approvazione della documentazione da parte dei comuni; agevolazioni in materia di Irap (sostegno ai datori di lavoro che incrementano la forza lavoro e la stabilità dei posti di lavoro, in quanto agisce attraverso una riduzione del prelievo fiscale relativo al costo del lavoro dei neo assunti con contratti di lavoro a tempo indeterminato, in aumento della forza lavoro al 31 dicembre 2010). È previsto un fondo finalizzato al sostegno di progetti d’impresa realizzati da giovani, donne e soggette svantaggiati di 1 milione (concessione di microcredito, fino ad in massimo di euro 15 mila rimborsabili in 5 anni a favore di soggetti difficilmente bancabili); l'istituzione di fondi rotativi finalizzati al sostegno degli investimenti delle imprese per finalità di innovazione tecnologica, investimenti e sviluppo delle imprese e del sistema produttivo regionale. Per quanto concerne il contenimento della spesa: adeguamento dei costi di partecipazione agli organi o organismi regionali anche per quanto riguarda la partecipazione agli organi o organismi regionali ritenuti indispensabili (limite di 30 euro a seduta giornaliera come gettone di presenza); riduzione del 10 per cento per un triennio delle indennità (compensi, gettoni, retribuzioni) corrisposte ai componenti dei vari organi di enti agenzie regionali; riduzione della composizione numerica dei consigli di amministrazione e degli organi collegiali di revisione degli enti ed agenzie regionali; riduzione del 10 per cento dei compensi dei componenti degli organi di amministrazione e di controllo delle società partecipate; fissazione di un tetto per il complesso della spesa per studi ed incarichi di consulenza, nonché le spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre (non più del 20 per cento degli impegni di spesa assunti nell'anno 2009); riduzioni spese per sponsorizzazioni e per missioni anche all'estero, attività di formazione per l'acquisto la manutenzione, noleggio autovetture; stanziamento per l'anno 2011 per il cofinanziamento al progetto ministeriale e apposito stanziamento per il Centro regionale di protezione civile di Foligno. Il Collegato provvede a istituire il fondo per risarcimento danni causati da incidenti dalla fauna selvatica; innalzare il limite di età dei benefici per l'imprenditoria giovanile da 32 a 35 anni; assicurare all'imprenditoria femminile una riserva del 40 per cento delle risorse stanziate e 20 per cento a quelle costituite da cassa integrati o disabili; prorogati fino al 31 dicembre 2013 i benefici a favore dei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro o che siano beneficiari di ammortizzatori sociali (postergazione delle rate di mutuo stipulati per l’acquisto o ristrutturazione della abitazione principale; intervento per l'anticipazione del trattamento retributivo di integrazione salariale nel limite di euro 2.000 per i lavoratori interessati da crisi aziendali o occupazionali); finanziare il Centro di pari opportunità per l'attuazione delle politiche di genere; istituire l'anagrafe degli studenti e modificare le disposizioni in materia di reclutamento del personale delle aziende sanitarie regionali.
La MANOVRA DI BILANCIO per l’anno 2011-2013 prevede: invarianza delle aliquote dei tributi propri regionale, con la previsione di una manovra di alleggerimento del carico fiscale sul lavoro, che si esplica attraverso una riduzione dell’Irap; contenimento del ricorso al mercato rispetto agli anni precedenti; ulteriore contenimento e razionalizzazione delle spese di funzionamento dell’ente, ivi comprese quelle relative agli oneri per il personale dipendente; ulteriore razionalizzazione degli interventi regionali di settore, anche attraverso una più efficiente allocazione delle risorse; spesa sanitaria secondo la riprogrammazione delle risorse definita dalle leggi di riferimento. Tra le misure contenute nella manovra di bilancio vanno infine ricordate: l'esenzione del pagamento dei canoni annui di concessione sui passi carrabili, posti lungo la rete viaria regionale; la continuità delle risorse per le politiche sociali regionali e per i servizi educativi per l'infanzia nell'importo di 20,2 milioni di euro, confermando 750 mila euro per l'abbattimento delle rette a carico delle famiglie per asili nido; la conferma ed adeguamento risorse per l’attività promozionale turistica, spettacolo, cultura sport e tempo libero per un importo di 9,2 milioni di euro, in chiara controtendenza con la manovra governativa; il mantenimento del livello dei servizi per il trasporto pubblico e dei sistemi di mobilità per complessivi 129 milioni di euro; la continuità nel programma di interventi straordinari per il patrimonio sanitario, con 14,1 milioni di euro; il mantenimento di un adeguato livello del diritto allo studio, l'istruzione e le borse di studio per 11,5 milioni di euro; gli interventi allo sviluppo del programma abitativo per studenti stranieri per 6 milioni di euro; la salvaguardia del territorio,ambiente e rifiuti per 13,5 milioni; il finanziamento di interventi per la sicurezza stradale con 1,2 milioni di euro; sostegno all’avvio delle riforme endoregionali”.
FIAMMETTA MODENA (PDL): “MANCANO I FONDI PER LE RIFORME STRUTTURALI. MANCA IL CORAGGIO DI RIDURRE DAVVERO LA SPESA: LA MAGGIORANZA PERDE L'OCCASIONE DEL PRIMO ANNO DI LEGISLATURA - La relazione di Barberini doveva essere aggiornata con quanto dichiarato anche dalla presidente Marini in merito al federalismo: il quadro è cambiato, se non altro per le previsioni pluriennali. Il Partito democratico ha approvato il federalismo fiscale e quella stessa responsabilità dimostrata a Roma dovrebbe essere dimostrata anche in Umbria. Questo è il primo bilancio che approviamo con un quadro delineato del federalismo fiscale: la completa approvazione del federalismo è prevista per il 2018 ma ci sono dei passaggi da mettere in calendario, con delle sedute straordinarie del Consiglio che sarebbe opportuno dedicare al cosiddetto 'fallimento degli amministratori' e alla 'omologazione dei bilanci', con una standardizzazione dei bilanci regionali. Sono questioni che cambieranno strutturalmente la vita delle Regioni e che vanno affrontate insieme ai conti specifici dell'Umbria: quando verrà applicato il federalismo fiscale bisognerà vedere se l'Umbria, con il reddito che produce, è in grado di mantenere la sua collocazione senza scivolare verso il sud. Il ministro Calderoli ha individuato un percorso per le Regioni che tenesse conto dei rilievi dell'Anci e della Conferenza Stato-Regioni: il voto ha dimostrato una assunzione di responsabilità da parte del Pd, che non può adesso far finta di niente in Umbria. Non ci sono, in questo Bilancio, dove sono i fondi per le riforme: avendo fatto una grande bagarre per la questione dei tagli nazionali la maggioranza scarica la responsabilità dei tagli locali sul Governo. Sono stati recuperati i 90 milioni di tagli lineari ma mancano i progetti e i fondi per le riforme, a parte quelli per la semplificazione e per l'artigianato. Non ci sono quindi finanziamenti per le famose riforme endoregionali. Questo ci induce a pensare ad un passo lento e alla mancanza della volontà specifica di modificare strutturalmente le cose. È stata persa l'opportunità di utilizzare il primo anno di legislatura, ritornando nuovamente invece alla discussione sui rifiuti. Si tratta di una maledizione per questo Consiglio regionale: ci sono sempre stati scontri epici su questa materia, senza che poi si facesse nulla, salvo invocare la raccolta differenziata come panacea di tutti i mali. La maggioranza torna dunque ad attorcigliarsi su questa vicenda senza che esistano segnali di cambiamento che, se non sussistono nel primo anno di legislatura, non ci saranno certamente negli anni che seguono. Per quanto riguarda la fiscalità: la riduzione dell'Irap legata soltanto all'assunzione di lavoratori a tempo indeterminato è sbagliata. Questa impostazione è tipica del pubblico e non porterà benefici per l'occupazione ed il reddito mentre invece andavano incentivati gli investimenti e l'innovazione. La riduzione degli stanziamenti per l'Aur, richiesta dall'Idv, non può avere luogo perché la Regione ha ripreso la norma sul taglio delle indennità e delle spese solo per accedere al 10 per cento del 'Fondo Bassanini'. Ma queste misure draconiane che sono state assunte solo per avere questi fondi, ma se si leggono le delibere si scopre il tentativo di sfuggire ai limiti di spesa: l'Aur è stato elevato ad ente di ricerca proprio per non tagliare i finanziamenti che gli vengono attribuiti. Il taglio delle spese di rappresentanza viene poi compensato con l'aumento di quelle per la comunicazione. Il punto politico è che non ci sono intenzioni di ridurre veramente la spesa: manca l'entusiasmo e la volontà di intervenire. Manca infine l'impegno per la lotta ai falsi invalidi: l'Umbria deve risolvere questo problema, ma non protestando per i controlli dell'Inps piuttosto chiedendosi come mai una regione così piccola ha delle percentuali così alte, a scapito dei servizi e della spesa. Sull'anagrafe degli studenti: può essere utile per premiare chi è bravo e non solo per mappare il disagio. Non vediamo sempre tutto in negativo: guardiamo a quello che fanno altre Regioni, con accordi con il ministero dell'istruzione per applicare la normativa. Ma questo avrebbe comportato un altro Dap e un'altra legge di Bilancio”. MP/
