“Autorizzazioni sociosanitarie bloccate anche da due anni. La Giunta Proietti chiarisca”

Matteo Giambartolomei (FdI) annuncia interrogazione: “Paralisi amministrativa inaccettabile. A pagarne il prezzo sono i malati e le loro famiglie”

Data:

27 Lug 2026 09:29

Tempo di lettura:

2 minuti, 41 secondi

(Acs) Perugia, 27 luglio 2026 – “Pratiche ferme anche da quasi due anni, nessuna programmazione aggiornata per settori delicatissimi come disabilità, psichiatria e dipendenze e servizi essenziali che rischiano di non arrivare proprio dove ce n’è più bisogno. Il blocco delle autorizzazioni sociosanitarie da parte della Giunta Proietti è ormai inaccettabile e a pagarne il prezzo sono come sempre i malati e le loro famiglie”. È quanto dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Matteo Giambartolomei annunciando la presentazione di un’interrogazione alla Giunta regionale “per fare luce sulle richieste di autorizzazione alla realizzazione di nuove strutture sociosanitarie che risultano giacenti presso gli uffici della Direzione regionale Salute, alcune delle quali ferme da quasi due anni”.

“Non siamo più di fronte a un semplice ritardo burocratico – afferma Giambartolomei –, ma a una paralisi amministrativa che sta producendo conseguenze concrete sul sistema sociosanitario umbro. Da un lato la Giunta Proietti millanta il potenziamento dell’assistenza, dall’altro tiene congelate le richieste per la realizzazione di nuove strutture. E mentre la Regione non decide, sono i cittadini a rimanere senza risposte. Le autorizzazioni alla realizzazione e al funzionamento rappresentano uno degli strumenti fondamentali attraverso i quali la Regione programma, monitora e regola la rete delle strutture sanitarie e sociosanitarie. Un regime che riguarda anche le strutture che erogano prestazioni esclusivamente in forma privata, non accreditate e non convenzionate con il Servizio sanitario regionale. Per la consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato, la programmazione serve, tra l’altro, a garantire un’equa distribuzione sul territorio delle diverse tipologie di centri di cura e a evitare squilibri nell’offerta sanitaria”.

“Ed è proprio qui – prosegue Giambartolomei – che emerge tutta la gravità della situazione. Ad oggi manca un atto aggiornato di programmazione regionale per settori cruciali come la disabilità, la psichiatria e le dipendenze. L’unico strumento attualmente vigente riguarda le strutture per anziani non autosufficienti ed è stato approvato dalla precedente Giunta Tesei. Questa amministrazione, dunque, non solo non programma, ma contemporaneamente lascia ferme le richieste di autorizzazione. Secondo il regolamento regionale ‘9/2023’, qualora i fabbisogni complessivi non siano stati definiti, la verifica di compatibilità ai fini dell’autorizzazione alla realizzazione deve essere rilasciata con un atto della Giunta regionale, con un termine di 45 giorni per l’adozione del provvedimento. La Regione non può utilizzare la propria mancata programmazione per tenere tutto fermo. Se i fabbisogni non sono stati definiti, esiste una procedura precisa. Le regole ci sono e vanno rispettate. Il protrarsi dello stallo rischia di determinare un effetto particolarmente grave sulla distribuzione territoriale dei servizi e sulla possibilità di sviluppare nuove risposte assistenziali”.

“Questo blocco – spiega Giambartolomei - non protegge affatto il sistema pubblico. Il risultato rischia di essere esattamente l’opposto: favorire gli operatori privati già consolidati e presenti nelle aree geografiche economicamente più redditizie, mentre le aree interne restano penalizzate e i servizi a minore remunerazione, ma indispensabili per la cittadinanza, rischiano di essere depotenziati. È una situazione che colpisce soprattutto chi ha meno possibilità di scegliere e chi vive quotidianamente il peso della disabilità, della malattia psichiatrica o delle dipendenze all’interno della propria famiglia. Con l’interrogazione chiediamo alla Giunta i dati aggiornati sulle richieste di autorizzazione giacenti presso la Direzione regionale Salute, i motivi della mancata attuazione del Regolamento regionale e i tempi per l’adozione del nuovo atto di programmazione dei fabbisogni delle strutture sociosanitarie. Ora basta rinvii. Vogliamo sapere – conclude – quante pratiche sono ferme, da quanto tempo e per quale motivo. La salute degli umbri e la dignità delle persone fragili non possono dipendere dalle incapacità di questa Giunta”. RED/dmb

Ultimo aggiornamento: 27/07/2026