ATTUALITA': “DA CHAVEZ E DALL' AMERICA LATINA UN SEGNALE PER L'EUROPA” - NOTA DI GORACCI (COMUNISTA UMBRO)

Il consigliere regionale Orfeo Goracci commenta con favore la rielezione in Venezuela del presidente Chavez, il quale “ toglie alle multinazionali, ai ricchi, ai capitalisti per migliorare le condizioni dei poveri”, e critica la guida del nostro Paese da parte del presidente Monti, “che nessuno ha votato ed eletto ma governa insieme ai suoi ministri a nome ed in rappresentanza di banche, poteri forti e la grande informazione. Per le prossime elezioni italiane – afferma - sarà decisivo porre il discrimine tra l'agenda Monti e una politica fatta di lotta ad evasioni ed elusioni, patrimoniali sulle grandi ricchezze, investimenti in scuola, ricerca, università, difesa dell'ambiente e valorizzazione dell'immenso patrimonio culturale.

Data:

08 Ott 2012 01:00

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(Acs) Perugia, 8 ottobre 2012 – Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) commenta la rielezione del presidente Chavez in Venezuela: “Per la quarta volta Ugo Chavez è stato rieletto Presidente del Venezuela. Un successo netto, pulito, inequivocabile nonostante i tentativi di discredito messi in atto non solo da parte della destra interna ma, soprattutto, dagli Stati Uniti d'America. Un candidato socialista vince in libere elezioni in un Paese importante. Chavez batte la 'concorrenza' perché mantiene gli impegni: toglie alle multinazionali, ai ricchi, ai capitalisti per migliorare le condizioni dei poveri. A me, comunista, uomo di sinistra, la cosa non può che fare piacere e nel salutare con favore questa straordinaria affermazione popolare voglio sottolineare alcuni aspetti che riguardano anche il nostro Paese, ben conoscendo le differenze e sapendo che è sempre rischioso fare parallelismi”.


 

Comunque – prosegue Goracci - Ugo Chavez, da molti definito dittatore, è stato per la quarta volta eletto democraticamente presidente e in libere elezioni. Noi abbiamo il presidente del Consiglio, figura sobria, pulita, non giovanissimo (e nel suo caso i 'rottamatori' non hanno niente da ridire) che nessuno ha votato ed eletto e governa insieme ai suoi ministri a nome ed in rappresentanza di banche, poteri forti e la grande informazione. Ma la nostra è una democrazia! Ancor più voglio sottolineare un fenomeno politico/economico che Chavez rappresenta al più alto livello ma che, di fatto, da circa un decennio, ormai riguarda tutto lo sterminato continente dell' America Latina. In Europa la Germania, la Banca Europea, Monti e le troike conducono una politica recessiva che rende sempre più povera la gente, senza ripresa dei consumi, portando sempre più verso la recessione”.


 

Come si fa – si chiede il consigliere - a comperare una casa, un' automobile, un frigorifero, un ordinario bene di consumo se i soldi non ci sono, se il lavoro è precario o non c'è per niente? In America Latina un grande Paese, il Brasile, con Lula, che non ha certo abolito il sistema capitalistico, e la Rousseff dopo di lui, hanno fatto esattamente all'opposto. Più investimenti pubblici, più salari, più spesa e questo ha messo in moto una spinta a migliorare le condizioni di vita, ad investire, che hanno portato quel Paese ad avere un Pil in crescita tra i più importanti nel mondo ed ora una delle economie più solide, più studiate e 'temute' del pianeta. In Italia le Olimpiadi si organizzarono a Roma nel 1960 in pieno boom economico, in Brasile ora faranno i Mondiali di calcio nel 2014 e le Olimpiadi nel 2016. Vorrà dire qualcosa questo? Fino a che in Europa si governerà con lo spirito che la BCE dà i soldi alle banche, che non li danno ai cittadini, ma solo a pochi speculatori, che si parli di Grecia o di Portogallo, di Irlanda o di Spagna o di Italia la minestra riscaldata è sempre la stessa: massacro sociale per rientrare dal debito pubblico. Questa ricetta non ha funzionato, non funziona e non funzionerà mai, ormai non lo dice uno che non ha titoli come il sottoscritto, lo dicono fior di studiosi ed economisti”.


 

Per le prossime elezioni italiane – conclude - sarà decisivo porre il discrimine tra l'agenda Monti e una politica fatta di lotta ad evasioni ed elusioni, patrimoniali sulle grandi ricchezze, investimenti in scuola, ricerca, università, difesa dell'ambiente e valorizzazione dell'immenso patrimonio culturale, difesa dei beni comuni e della salute pubblica, più salari, più gente che lavora e via da ogni teatro di guerra nel mondo. Questi dovrebbero essere i discrimini veri, tutto il resto appartiene alle salse 'montiane', che sono per il popolo quanto di peggio possa esistere”. RED/PG


 

Ultimo aggiornamento: 08/10/2012