ASSOCIAZIONE “AMICI DI BURRI”: “COMINCIA LA GUERRA PER IL CENTENARIO” - LIGNANI MARCHESANI (FD'I): “LA FONDAZIONE SI APRA O PROLIFERERANNO INUTILI DOPPIONI IN CERCA DI GLORIA”

La Fondazione Burri rimanga il “fulcro esclusivo” della gestione del centenario della nascita del maestro: lo afferma il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) criticando la nascita di un'associazione che intende promuovere iniziative per il centenario. Per Lignani, “Burri patrimonio di Città di Castello” deve essere “non una vuota dichiarazione, ma un intento perseguito ed attuato per sconfiggere iniziative estemporanee e fuori luogo”.

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27 Giu 2014 01:00

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(Acs) Perugia, 27 giugno 2014 - “Sicuramente nei piani alti della Fondazione Burri si sarà creato un certo e giustificato allarme per la nascita di una associazione che si rifà alla figura del Maestro con l’intenzione di promuovere iniziative per il centenario della sua nascita. Allarme amplificato dalla benedizione dell’onorevole Verini, autore di un disegno di legge sul centenario che ha ricevuto un’ampia copertura mediatica, pari solo alla sua inutilità”: lo afferma, in una sua nota, il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I).

“Il messaggio per la Fondazione – spiega Lignani - è chiaro: altri vogliono sedersi a tavola e anche una politica abituata a gestire potere pretende la propria fetta di torta. Senza mezzi termini si ritiene sbagliata questa impostazione. La Fondazione ha il diritto di rimanere il fulcro esclusivo nella gestione del centenario, nell’interesse della volontà del Maestro e della comunità tifernate. Non è un caso, infatti, che la nuova associazione si sia costituita a Perugia, manifestando un messaggio di universalità che cozza con gli interessi della centralità tifernate che, almeno in questo campo, deve rimanere”.

“Ci permettiamo umilmente di suggerire una risposta concreta ad iniziative che rischiano di balcanizzare l’anno del centenario: riappropriarsi, da parte della Fondazione, della fiducia della città, con aperture di trasparenza che sconfessino l’arroganza autoreferenziale di alcuni membri del CdA, che hanno il dovere di rispondere all’organo che li ha eletti, in particolare al Consiglio comunale quale massima espressione della comunità tifernate. La politica deve rimanere fuori, così come l’interesse privato: 'Burri patrimonio di Città di Castello' deve essere non una vuota dichiarazione, ma un intento perseguito ed attuato per sconfiggere iniziative estemporanee e fuori luogo”. RED/PG
 

Ultimo aggiornamento: 27/06/2014