ASSEMBLEA LEGISLATIVA: “NOMINA SEGRETARIO GENERALE: NO A SCELTE CHE COMPORTINO AUMENTI DI SPESA RILEVANTI” - NOTA DEL VICEPRESIDENTE MANCINI (LN)

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26 Feb 2016 00:00

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(Acs) Perugia, 26 febbraio 2016 - “In merito alla scadenza dell'incarico di Segretario generale dell'Assemblea Legislativa Regionale (lunedì 29 febbraio), circolano dei  'rumors' interni al Palazzo, di cui la minoranza è totalmente all’oscuro, che vorrebbero un segretario esterno alla struttura, operazione che costerebbe ai cittadini circa 100 mila euro in più all’anno”. Così il vicepresidente dell'Assemblea legislativa dell'Umbria Valerio Mancini (Lega Nord).

 
“Ritengo doveroso – spiega Mancini - anticipare alcune righe per puntualizzare il mio punto di vista, basato sul buon senso e sulle buone 'tradizioni Istituzionali' cui occorrerebbe attenersi in questo caso. Si tratta, infatti, della nomina di una figura che ricopre un ruolo istituzionalmente delicato e di equilibrio tra minoranza e maggioranza, in un'ottica di tutela dell'autonomia dell'organo legislativo rispetto a quello di Governo”. 
 
“Per questo importantissimo ruolo di arbitro tra le forze politiche, espressione del voto popolare – spiega Mancini -, si è sempre scelto fra le risorse umane presenti in seno all'Assemblea medesima, basandosi sulle significative esperienze maturate e a cui non sottace un criterio di economicità. Occorre perciò dare un seguito concreto all'esigenza di risparmio sulla spesa pubblica, cui l'Ufficio di Presidenza ha fatto riferimento anche in sede di conferenza stampa di fine anno. Qualsiasi ipotesi diversa – sottolinea Mancini - provocherebbe maggiori spese per il bilancio del Consiglio e quindi per i cittadini, per almeno 100 mila euro in più all'anno. Non si capisce quindi, qualora si rivelassero veritieri i 'rumors', il motivo di queste scelte. Prevale forse l'esigenza di soddisfare equilibrismi politici di corrente tutti interni al Partito Democratico, alle prese con la ben nota questione delle nomine sanitarie. Ancora un volta – conclude Mancini - sembra che il buon senso non prevalga. Il tutto per questioni di poltrone, tanto che a questo punto sembra non esserci più differenza tra palazzo Cesaroni e palazzo Donini”. RED/tb 

Ultimo aggiornamento: 25/11/2016