ARRESTO GORACCI: “SORPRESI DAL FARISEISMO DELLE DICHIARAZIONI DI ALCUNE FORZE POLITICHE” - PER MONACELLI (UDC) “NON È TEMPO DI GIOCARE AL RIBASSO CON APPROCCI AUTOASSOLUTORI”

Il capogruppo Udc a Palazzo Cesaroni, Sandra Monacelli, commenta positivamente le dimissioni dei componenti dell'Ufficio di presidenza che fanno capo alle opposizioni consiliari. Per Monacelli la Regione ha bisogno di “una profonda riflessione volta a restituirle la credibilità oggi calpestata”.

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15 Feb 2012 00:00

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(Acs) Perugia, 15 febbraio 2012 - “Ben vengano, come contributo alla necessità di chiarezza, le dimissioni di Andrea Lignani Marchesani e di Alfredo De Sio dall'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale dell'Umbria, che impongono quest'oggi una accelerazione al dibattito dal quale intenderebbe, ma non può, sottrarsi la politica umbra. Non è questo il tempo in cui è consentito giocare al ribasso con approcci autoassolutori”. Lo dichiara il capogruppo Udc a Palazzo Cesaroni Sandra Monacelli, “in seguito ai fatti giudiziari che hanno colpito il vicepresidente del Consiglio regionale dell'Umbria e una larga fetta di politici del Comune di Gubbio”.

Monacelli si dice sorpresa “dal fariseismo di alcune dichiarazioni con le quali alcune forze politiche tentano in queste ore di prendere le distanze da persone, fatti e situazioni che fino a poco tempo prima rappresentavano una forte convergenza di interessi e motivo di soddisfazione. Se da un lato va evitato il rischio di generalizzazioni nei giudizi politici, dall'altro ugualmente occorre fare uno sforzo per non ridurre i problemi di queste ore a fin troppo improbabili questioni individuali. Infatti – osserva il capogruppo centrista - grazie soprattutto al consenso personale e di partito ottenuto a Gubbio da Orfeo Goracci, Rifondazione Comunista ha potuto disporre in Umbria, nel corso degli ultimi dieci anni, di un risultato elettorale che, oltre ad averne garantito una rappresentanza consistente nelle istituzioni, le ha permesso di esercitare un ruolo determinante nella negoziazione di posti e incarichi nella pubblica amministrazione e all'interno delle aziende controllate dalla politica”.

Secondo Sandra Monacelli è “in forza di queste percentuali di consenso, superiori alla media nazionale, che Rifondazione comunista, unitamente ad altre forze della sinistra radicale, ha spesso svolto una funzione di veto e di interdizione che hanno impedito l'avvio della stagione delle riforme, compromettendo e rallentando la capacità umbra di fronteggiare la crisi. Le diverse inchieste della magistratura, aperte in questi ultimi mesi, stanno portando alla luce nella nostra regione, laddove fossero confermati i diversi impianti accusatori, un sistema politico-affaristico basato esclusivamente sul mantenimento del potere, che ha bloccato con sistematicità ogni processo riformatore e di cambiamento. Lanciamo forte il nostro allarme – conclude il consigliere regionale - affinché la Regione si renda protagonista di una profonda riflessione volta a restituirle la credibilità oggi calpestata, per comprendere pienamente le ragioni che all'ombra di vittorie più o meno facili, hanno determinato l'attuale degenerazione politica, frutto avvelenato nell'Umbria (al)verde, di un mancato ricambio di idee e di persone”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 15/02/2012