(Acs) Perugia 17 aprile 2013 – Una legge regionale che valorizzi il ricco patrimonio di stabilimenti, opifici, fabbriche dismesse, non solo per salvare testimonianze di una cultura che in alcuni casi risale anche a prima del '800, ma per far decollare il concetto di recupero funzionale di strutture da tempo inutilizzate e dei rispettivi spazi urbanistici.
Con questi obiettivi a Palazzo Cesaroni è stata presentata alla stampa la proposta di legge regionale “Valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale”, fortemente sollecitata dal presidente della seconda Commissione consiliare Gianfranco Chiacchieroni; fatta propria dall'esecutivo e ampiamente condivisa da tutte le forze politiche, dagli operatori economici e dai progettisti dell'Umbria.
A sostegno della proposta di legge sono intervenuti nell'ordine Massimo Buconi, presidente della terza Commissione che ha parlato di necessità di recuperare beni culturali legasti alle attività produttive. Sostengo convinto anche dall'assessore alla cultura … FabrizioBracco che ha definito la proposta “una legge programma destinata a seguire un iter preciso con l'obiettivo di rendere funzionale il patrimonio edilizio un tempo destinato all'industria, come coronamento di un ragionamento nato in Umbria qualche decennio fa come valida iniziativa culturale”. Di iniziativa importante ha parlato pure il presidente del Consiglio regionale Eros Brega che ha sottolineato l'interesse dimostrato su questo obiettivo dagli stessi imprenditori e della piccola e media impresa, ai quali non sfugge l'entità del patrimonio da recuperare e rendere produttivo, sopratutto in alcune aree della regione. Per il professor Renato Covino che come storico ed esperto della materia ha appoggiato l'iniziativa fin dal primo momento, “si tratta di una legge che in assenza di una norma quadro nazionale potrebbe dare un ruolo guida all'Umbria, e già si sono avuti i primi segnali di interesse da altre Regioni che vogliono muoversi nella stessa direzione. Covino ha evidenziato tre aspetti chiave della legge: una risposta al sistema produttivo locale in un momento di crisi; la possibilità di mettere a sistema spazi e strutture esistenti, compresi musei aziendali che in Umbria sono cinque o sei ma non dialogano fra di loro; proporsi come scelta urbanistica che fa della cultura del recupero una vera programmazione regionale, alla quale dovranno adeguarsi convintamente i comuni, gli operatori economici e gli stessi ordini professionali che per ora hanno dimostrato grande interesse.
Soddisfatto dell'iter fin qui seguito e della accoglienza ricevuta in tutti gli ambienti, si è dichiarato lo stesso Gianfranco Chiacchieroni, augurandosi che aumenti a tutti i livelli politici e produttivi la consapevolezza della importanza del manifatturiero, inteso come risorsa e cultura industriale da difendere e consolidare.
SCHEDA DELLA LEGGE.
La Regione promuove e sostiene iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale presente sul territorio regionale, consistenti, in particolare, nelle seguenti attività: iniziative volte, nel rispetto della normativa statale, alla catalogazione, conservazione e restauro di beni che costituiscono testimonianza del lavoro e della cultura industriale e, in particolare, di macchine, attrezzature industriali, archivi, biblioteche, fotografie e filmati cinematografici afferenti l'industria, nonché di prodotti originali dei processi industriali; iniziative volte, nel rispetto della normativa statale, alla catalogazione, conservazione ed interventi di “riuso compatibile” di siti ed edifici industriali dismessi, nonché all'individuazione ed al riuso compatibile dei siti minerari dismessi; istituzione di musei, poli e reti museali concernenti l'archeologia industriale, compresi gli ecomusei; realizzazione di itinerari culturali e di percorsi tematici comprendenti i siti, i musei e gli ecomusei di archeologia industriale; creazione di laboratori didattici all'interno di musei e di ecomusei di archeologia industriale; realizzazione di sistemi informativi o portali web dedicati all'archeologia industriale; attuazione di iniziative di comunicazione e promozione turistico-culturale, concernenti il patrimonio di archeologia industriale; predisposizione di servizi di trasporto collettivo per la visita dei siti, dei musei e degli ecomusei di archeologia industriale; attività di ricerca e di studio sul patrimonio di archeologia industriale.
Promuove anche iniziative finalizzate alla divulgazione ed alla didattica, oppure dirette alla realizzazione di itinerari culturali e percorsi tematici, oltre che iniziative di promozione turistico-culturale. Una apposita Commissione, costituita con decreto del presidente della Giunta regionale e composta da esperti dell'Amministrazione e rappresentanti del Cal (Consiglio delle autonomie locali), sovrintenderà alle attività di valorizzazione e promozione dell'archeologia industriale.
Nell'articolato è prevista l'istituzione di una Commissione regionale per l'archeologia industriale che sarà chiamata, tra l'altro, a formulare proposte alla Giunta regionale al fine della valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale. GC/gc
NB Foto conferenza stampa: http://goo.gl/kOb20