(Acs) Perugia 8 febbraio 2012 – A Palazzo Cesaroni, in Terza Commissione consiliare, è iniziato l'iter della proposta di legge sugli antichi opifici umbri, meglio nota come valorizzazione del patrimonio della archeologia industriale umbra, presentata dal consigliere Gianfranco Chiacchieroni del Pd.
Rispetto al testo in dodici articoli, illustrato in Commissione dallo stesso Chiacchieroni, sono stati espressi primi giudizi positivi. Per Lamberto Bottini (Pd) “si tratta di una legge organica, capace stimolare interventi di riconversione urbana, culturale e produttiva, molto diffusi in Europa, ma che in Italia ha pochi precedenti”. Giudizio sostanzialmente positivo anche dalla minoranza che, con il capogruppo del Pdl Raffaele Nevi, ha definito la legge “interessante e molto simile ad una proposta precedente del suo stesso partito, con la quale si suggeriva anche un incentivo sicuro ed appetibile come gli sgravi Irap a favore dei proprietari che volessero avviare riconversioni o altre forme di utilizzazione delle vecchie fabbriche”. Giusto, per Rocco Valentino (Pdl), estendere il recupero a tutte le aree produttive dismesse e per Fausto Galanello (Pd) allargare la casistica degli interventi di riconversione anche ai tanti essiccatoi per il tabacco, ormai abbandonati nelle campagne umbre; mentre per Paolo Brutti di Idv, “bisogna comunque evitare che la prevista catalogazione degli stabilimenti dismessi, possa innescare vincoli di interesse pubblico nei confronti dell'immobile, limitandone le potenzialità di recupero”.
La legge, rispetto alla quale lo stesso Chiacchieroni ha detto che può ampliare l'offerta culturale dell'Umbria e rafforzare la candidatura di PerugiAssisi 2019, ha come finalità essenziali, promuovere e sostenere iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale presente sul territorio regionale, che dovrà essere catalogato, conservato restaurando, unitamente alle testimonianza del lavoro e della cultura industriale, come: macchine, attrezzature industriali, archivi, biblioteche, fotografie e filmati cinematografici, processi industriali. Nel testo all'esame della Commissione che il presidente Massimo Buconi ha affidato all'Ufficio legislativo per la prima istruttoria formale, è previsto un riuso compatibile di edifici industriali e siti minerari dismessi; la istituzione di musei, poli e reti museali concernenti l'archeologia industriale, compresi gli eco-musei; la creazione di itinerari culturali e di percorsi tematici con laboratori didattici, sistemi informativi dedicati all'archeologia industriale; iniziative di comunicazione e promozione turistico-culturale. Il tutto sarà coordinato da una Commissione regionale per l'archeologia industriale che dovrà formulare proposte alla Giunta regionale al fine della valorizzazione del patrimonio censito. GC/gc