ALTO TEVERE: “TERRITORIO PIÙ PENALIZZATO DALLE RISTRUTTURAZIONI DI GOVERNANCE IN ATTO” - PER LIGNANI MARCHESANI (PDL) “LA REGIONE HA IL DOVERE DI FAVORIRE RIEQUILIBRIO ED EQUA RIPARTIZIONE DEI SACRIFICI”

Data:

14 Giu 2012 01:00

Tempo di lettura:

1 minuto, 17 secondi

(Acs) Perugia, 4 giugno 2012 - “Spoleto salva il proprio tribunale. Foligno probabilmente la sede della Asl. La governance della futura banca dell’Umbria sarà localizzata tutta nell’area dell’Umbria del sud. Città di Castello, invece, si vede spogliata di tutti i propri centri decisionali e di servizio, ivi compreso i corsi universitari”. Lo sostiene il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl) secondo cui “sarebbe sciocco fare solo becero campanilismo e non rendersi conto che è tempo di sacrifici per tutti, ma è in atto una sperequazione che vede l’Alto Tevere in particolare e l’intera Alta Umbria nel suo complesso progressivamente spogliati e marginalizzati”.

“A prescindere dalle logiche di maggioranza e dalle dinamiche campanilistiche – nota Lignani - è assai miope scaricare su un unico comprensorio pesi non sopportabili, che favoriscono sensi di frustrazione e involuzioni anche in altri campi strategici come l’economia e il sociale. L’Umbria, se vuole sopravvivere, ha bisogno di un Alto Tevere forte e dinamico, come lo è stato fino a tutti gli anni ‘90. In questo contesto – aggiunge - è la Regione che deve essere soggetto protagonista ed armonizzatore dei processi, anche in campi dove apparentemente è meno responsabile come quello giudiziario. Necessario, in questa sede, interagire con Anci e Governo, portando le statistiche dei carichi giudiziari per non far ricadere su cittadini ed avvocati del nord dell’Umbria un peso maggiore, in termini economici, rispetto agli altri comprensori”.

Andrea Lignani Marchesani conclude rilevando che “in ogni caso, alla fine del processo riformatore (che auspichiamo celere), il carico dei sacrifici dovrà essere equo per tutti: altrimenti non si potrà certo chiedere ai rappresentanti di territori penalizzati un senso di responsabilità istituzionale che avrebbe solo il sapore della presa in giro nei confronti delle Comunità altotiberine”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 14/06/2012